
Chi arriva in piazza del Gesù per la prima volta di solito si ferma di colpo davanti a una facciata grigia e severa, tutta a punte di pietra, che sembra quella di una fortezza. Anche noi abbiamo fatto così, e poi, una volta dentro, siamo rimasti a bocca aperta per il contrasto con l'interno barocco. La chiesa del Gesù Nuovo è uno dei simboli del centro storico di Napoli: vi raccontiamo perché merita più di una sosta veloce.
Da palazzo nobiliare a chiesa
La facciata che vedete non nasce per una chiesa. È quella di Palazzo Sanseverino, costruito nel 1470 su progetto di Novello da San Lucano per Roberto Sanseverino, principe di Salerno. Dopo le vicende politiche che portarono alla confisca dei beni della famiglia, il palazzo fu acquistato dai Gesuiti nel 1584.
La trasformazione in chiesa fu diretta dal gesuita Giuseppe Valeriano, che conservò la facciata rinascimentale e ricavò all'interno un grande spazio sacro. I lavori si conclusero nel 1601. È per questo che la chiesa sembra "fuori posto" tra le altre del centro: fuori un palazzo del Quattrocento, dentro un tempio della Controriforma.
La facciata a punta di diamante e i suoi misteri
La facciata è rivestita di bugne a punta di diamante, blocchi di pietra lavorati a forma di piramide. Avvicinatevi e guardate bene: su molte pietre sono incisi piccoli segni misteriosi. Per secoli se ne sono date le interpretazioni più diverse, dalle firme dei cavatori a simboli esoterici, fino all'ipotesi, avanzata nel 2010, che si tratti di una sorta di notazione musicale.
Noi non sappiamo chi abbia ragione, ma ci siamo divertiti a cercarli con lo sguardo. È uno di quei dettagli che rendono il centro storico di Napoli una continua caccia al tesoro, come vi raccontiamo anche in Le strade più famose di Napoli.
Un interno barocco da guardare con calma
Dentro, la sobrietà della facciata lascia il posto a marmi policromi, stucchi dorati e affreschi. Appena entrati, giratevi verso la controfacciata: lì Francesco Solimena dipinse nel 1725 la grande scena della Cacciata di Eliodoro dal tempio, una delle sue opere più celebri.
Lungo le cappelle ritroverete i protagonisti della pittura napoletana del Seicento, come Massimo Stanzione e Belisario Corenzio, mentre Cosimo Fanzago lavorò alle sculture e alla decorazione di alcune cappelle. La cupola originaria, affrescata da Giovanni Lanfranco, crollò con il terremoto del 1688 e fu poi sostituita: quella che vedete oggi è il risultato di questi rifacimenti.
San Giuseppe Moscati, il medico santo
Molti napoletani entrano al Gesù Nuovo soprattutto per lui: San Giuseppe Moscati, medico e docente universitario vissuto tra Ottocento e Novecento, ricordato per la sua dedizione ai malati poveri. Fu canonizzato da papa Giovanni Paolo II nel 1987 e il suo corpo è custodito nella chiesa.
Alcune sale sono dedicate alla sua memoria e conservano oggetti personali e strumenti medici. Ci ha colpito vedere quanti ex voto e quanta gente in preghiera ci fossero: è il segno di una devozione popolare ancora molto viva. Nella chiesa è esposta anche una bomba caduta durante i bombardamenti del 1943 e rimasta inesplosa.
La Guglia dell'Immacolata
Uscendo, dedicate qualche minuto alla Guglia dell'Immacolata, al centro della piazza. Fu innalzata tra il 1747 e il 1750 su progetto di Giuseppe Genoino, grazie a una sottoscrizione pubblica promossa dal gesuita Francesco Pepe. Le decorazioni scultoree sono di Francesco Pagani e Matteo Bottiglieri con le loro botteghe, e in cima svetta la statua della Vergine.
Insieme alla facciata del Gesù, la guglia forma uno degli scorci più fotografati della città.
Come arrivare e quando andare
Piazza del Gesù Nuovo è il punto di partenza ideale per esplorare Spaccanapoli. La fermata della metropolitana più vicina è Dante (Linea 1), a pochi minuti a piedi; il centro storico è a traffico limitato, quindi muovetevi a piedi o con i mezzi pubblici.
La chiesa è un luogo di culto attivo: entrate con abbigliamento adeguato e rispettate le celebrazioni. Vi consigliamo la mattina, quando la piazza è più tranquilla e la luce esalta le punte della facciata. Verificate orari di apertura e delle funzioni sul sito ufficiale prima di partire.
Nei dintorni
- Il complesso di Santa Chiara e il chiostro maiolicato: proprio di fronte, dall'altra parte della piazza.
- Visitare Napoli: scopri la Cappella Sansevero: pochi passi lungo i vicoli per vedere il Cristo Velato.
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