
Ci sono musei che si visitano in fretta e musei che vi restano addosso. Il Museo Campano di Capua, per noi, appartiene alla seconda categoria: abbiamo varcato il portale di un palazzo quattrocentesco e ci siamo trovati davanti a decine di madri di pietra, sedute con i loro neonati in braccio. Un'immagine che non abbiamo più dimenticato.
Un museo nel cuore di Capua
Il Museo Provinciale Campano fu istituito nel 1870 per iniziativa dell'archeologo Gabriele Iannelli e aperto al pubblico nel 1874. Si trova nel centro storico di Capua, la città nata sulle rive del Volturno dopo la distruzione dell'antica Capua, e appartiene alla Provincia di Caserta. L'archeologo Amedeo Maiuri lo definì il museo più significativo della civiltà italica della Campania.
Durante la Seconda guerra mondiale Capua fu duramente colpita dai bombardamenti del 1943 e anche il museo subì danni; ricostruito nel dopoguerra, riaprì nel 1956.
Palazzo Antignano
La sede è Palazzo Antignano, un edificio le cui origini risalgono all'epoca della fondazione longobarda di Capua, nel IX secolo, ma che deve il suo aspetto attuale al Quattrocento. Nel 1453 Alfonso I d'Aragona confermò a Francesco Antignano i diritti sulla costruzione.
Prima ancora di entrare, fermatevi davanti al portale in stile gotico catalano, uno dei più belli della regione. Nel cortile c'è una scala aperta monumentale e si riconoscono capitelli e colonne di età longobarda, oltre ai resti della chiesa medievale di San Lorenzo ad Crucem.
Le Matres Matutae
Il motivo per cui molti vengono fin qui sono le Matres Matutae: oltre 150 statue in tufo che raffigurano quasi tutte donne sedute con uno o più neonati tra le braccia, a volte fino a dodici. Erano offerte votive legate alla maternità e alla salute dei bambini, dedicate a una divinità protettrice della nascita.
Provengono dal santuario del Fondo Patturelli, nell'attuale territorio di Curti, vicino all'antica Capua. Le prime scoperte risalgono al 1845 e gli scavi proseguirono nei decenni successivi. Le statue coprono un arco di tempo lunghissimo, dall'età arcaica fino al I secolo a.C.
Le sale che le ospitano ci hanno lasciato senza parole: visi semplici, corpi massicci, una forza quasi primitiva. Prendetevi tempo per guardarle una per una, perché nessuna è uguale all'altra.
Federico II e la Porta di Capua
La seconda grande sezione è dedicata al Medioevo. Qui sono conservati i resti delle sculture della Porta di Capua, la porta monumentale fatta costruire da Federico II di Svevia tra il 1234 e il 1240 all'ingresso della città sul Volturno, poi demolita. Tra i frammenti ci sono il busto della statua dell'imperatore e i busti tradizionalmente identificati con due uomini della sua corte, Pier della Vigna e Taddeo da Sessa.
È un pezzo di storia europea: la porta era un manifesto in pietra del potere imperiale all'ingresso del Regno.
Lapidario, mosaici e pinacoteca
Il museo custodisce anche un ricco lapidario di iscrizioni antiche, considerato il secondo della Campania dopo quello del Museo Archeologico di Napoli, e materiali che vanno dalla protostoria all'età romana: ceramiche, terrecotte architettoniche, bronzi, monete, statuette ellenistiche. Ci sono inoltre mosaici medievali, tra cui frammenti da Sant'Angelo in Formis, e una sezione con dipinti e ritratti delle case regnanti. Completano il complesso un archivio storico e una biblioteca di oltre 70.000 volumi.
Come arrivare e quando andare
Il museo è in via Roma, nel centro storico di Capua. La città ha una stazione ferroviaria ed è vicina all'uscita Capua dell'A1. Calcolate almeno un'ora e mezza di visita. Gli orari sono ridotti in alcuni giorni della settimana, quindi verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.
Il museo è al chiuso e si visita bene in ogni stagione; d'estate è un ottimo rifugio nelle ore più calde.
Nei dintorni
Da Capua salite ai piedi del monte Tifata per La Basilica di Sant'Angelo in Formis, con i suoi affreschi dell'XI secolo. A pochi chilometri, nella vicina Santa Maria Capua Vetere, vi aspetta L'Anfiteatro Campano e il Mitreo di Santa Maria Capua Vetere. Verso nord potete proseguire con Teano e Sessa Aurunca, tra Romani e Medioevo. Tutto il resto della provincia è in Caserta e dintorni.
Foto in alto (Capua): Shadowgate, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons.


