
Siamo saliti per lo scalone della Reggia con il naso all'insù, come fanno tutti, e ci siamo resi conto che il vero viaggio comincia subito dopo, quando si entra negli Appartamenti Reali. Qui, stanza dopo stanza, si attraversano quasi cento anni di storia del Regno di Napoli, dai Borbone ai Murat e di nuovo ai Borbone. Vi raccontiamo cosa ci ha colpito e come organizzare la visita.
Dallo Scalone Reale al Vestibolo superiore
Il percorso parte dallo Scalone Reale progettato da Luigi Vanvitelli, l'architetto a cui Carlo di Borbone affidò la Reggia, la cui prima pietra fu posata il 20 gennaio 1752. I gradini sono 116, e la rampa centrale è sorvegliata da due leoni in marmo. In cima vi aspettano tre statue: la Maestà Regia di Tommaso Solari, con il re Carlo, il Merito di Andrea Violani e la Verità di Gaetano Salomone.
Alzate gli occhi: la volta è doppia, e su quella interna è dipinta la Reggia di Apollo di Girolamo Starace-Franchis. Tra le due volte, secondo il racconto del museo, trovava posto un'orchestra nascosta che suonava durante i cortei reali. Dal Vestibolo superiore ottagonale si accede alla Cappella Palatina e agli appartamenti.
Le sale di rappresentanza: Alessandro, Marte, Astrea
La prima sala che ci ha fatto fermare è la Sala di Alessandro, al centro della facciata sud. La volta è affrescata da Mariano Rossi con le Nozze di Alessandro e Rossane, del 1787. Il nome rende omaggio ad Alessandro Magno, modello caro a Carlo di Borbone. Nel periodo francese questa sala divenne la sala del trono di Gioacchino Murat, e i troni in legno dorato che vedete oggi sono tra i pochi arredi rimasti di quegli anni.
Seguono la Sala di Marte e la Sala di Astrea, realizzate a partire dal decennio francese in pieno gusto neoclassico. Tra il 1806 e il 1815 Napoli fu governata prima da Giuseppe Bonaparte e poi da Murat, che usò la Reggia come residenza di rappresentanza; i lavori di completamento furono diretti da Antonio de Simone. Gli stucchi e gli ori di queste sale, restaurati di recente, sono tra le cose più luminose del percorso.
La Sala del Trono
È la sala più grande e solenne degli appartamenti, pensata per le udienze pubbliche. Progettata in origine da Vanvitelli, fu avviata nel 1811 sotto Murat e completata solo nel 1845 da Ferdinando II di Borbone: quasi mezzo secolo di lavori. Fu inaugurata in occasione del VII Congresso degli scienziati italiani.
Noi ci siamo soffermati sulla volta, dove Gennaro Maldarelli ha dipinto proprio la posa della prima pietra della Reggia nel 1752, e sui ritratti dei sovrani di Napoli che corrono lungo le pareti. Al centro, il trono in legno intagliato e dorato.
L'Appartamento Vecchio di Ferdinando IV e Maria Carolina
Il cantiere fu così lungo che Ferdinando IV e Maria Carolina d'Asburgo poterono trasferirsi qui solo nel 1780, occupando il quartiere destinato ai principi ereditari. È la parte che ci è piaciuta di più, perché sembra davvero una casa abitata.
Le Sale delle Stagioni prendono nome dalle volte dipinte da Fedele Fischetti e Antonio de Dominicis. Erano sale di conversazione, e nelle stanze della Primavera e dell'Inverno trovate le vedute di Jacob Philipp Hackert, pittore di corte di Ferdinando IV. Nella sala dell'Autunno ci sono nature morte di pittori napoletani del Settecento. Arredi, consolle e lampadari in vetro di Murano sono in gran parte originali.
Poco più avanti si incontrano lo studio di Ferdinando IV e il raffinato Boudoir di Maria Carolina.
Biblioteca Palatina, Presepe e collezioni
La Biblioteca Palatina fu voluta da Maria Carolina e conserva oltre 14.000 volumi di letteratura, storia, filosofia e arte militare. Nella terza sala ci hanno colpito i due globi, celeste e terrestre, realizzati a Parigi da Robert de Vaugondy, e i dipinti di Heinrich Friedrich Füger del 1782 dedicati alle arti e alle scienze. I libri oggi si consultano solo su prenotazione, per motivi di studio.
Lungo il percorso trovate anche il Presepe di Corte, la Pinacoteca e la collezione d'arte contemporanea Terrae Motus, nata da Lucio Amelio dopo il terremoto del 1980, con opere di artisti come Andy Warhol, Joseph Beuys e Keith Haring. Nel 1919 la Reggia passò allo Stato italiano, e dal 1997 è Patrimonio UNESCO insieme all'Acquedotto Carolino e a San Leucio.
Come arrivare e quando andare
La Reggia si trova di fronte alla stazione ferroviaria di Caserta, raggiungibile in treno da Napoli in meno di un'ora; in auto si esce al casello di Caserta Sud o Caserta Nord dell'A1. Vi consigliamo di dedicare agli appartamenti almeno un'ora e mezza e di arrivare al mattino, prima di passare al parco. Verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.
Nei dintorni
Usciti dagli appartamenti, il passo naturale è il parco: leggete la nostra guida su I Giardini Reali di Caserta e su Il Giardino Inglese della Reggia di Caserta. Per capire da dove arrivava l'acqua delle fontane, proseguite con L'Acquedotto Carolino e i Ponti della Valle. A pochi chilometri vi aspetta Il Museo della Seta di San Leucio, l'altro sito borbonico UNESCO. Per un quadro completo della provincia partite da Caserta e dintorni.
Foto in alto (Caserta): Miguel Hermoso Cuesta, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.


