
Quando siamo saliti al Belvedere di San Leucio, a pochi chilometri dalla Reggia di Caserta, ci aspettavamo l'ennesima residenza di caccia dei Borbone. Abbiamo trovato invece un luogo che racconta un'idea quasi utopica: una fabbrica della seta con le case degli operai, una scuola e regole di convivenza sorprendenti per il Settecento. Vi portiamo con noi tra appartamenti reali, telai e giardini a terrazze.
Dal casino degli Acquaviva alla residenza di caccia
Sulla collina di San Leucio i principi Acquaviva, signori di Caserta, avevano fatto costruire un casino chiamato proprio "di Belvedere", per la vista che si apre sulla pianura. Nel 1750 Carlo di Borbone acquistò queste terre insieme al feudo casertano, e l'area boscosa divenne una riserva di caccia legata alla nuova Reggia.
Fu il figlio, Ferdinando IV, a innamorarsi davvero del luogo. Dal 1776 l'architetto Francesco Collecini, allievo e collaboratore di Luigi Vanvitelli, restaurò e ampliò l'antico casino, trasformandolo in una residenza reale affacciata su un grande cortile.
La Real Colonia della seta
Pochi anni dopo, intorno al 1778, il re decise di cambiare la destinazione del complesso: accanto agli appartamenti nacque una manifattura della seta. Le prime famiglie di tessitori arrivarono dopo una formazione specifica, e attorno alla fabbrica sorsero le abitazioni degli operai, tutte uguali, con acqua corrente e un orto.
Nel 1789 Ferdinando IV promulgò lo Statuto della colonia, le cosiddette leggi leuciane. Ci ha colpito leggere quanto fossero avanzate per l'epoca: parità tra uomini e donne, istruzione obbligatoria per i bambini, abolizione della dote, assistenza a malati e anziani, un orario di lavoro più breve di quello comune nelle manifatture del tempo. Un esperimento sociale che dava casa e mestiere a una comunità intera.
Il sogno di Ferdinandopoli
Il re immaginava di più: una vera città della seta, Ferdinandopoli, con una pianta a raggiera che si sviluppasse a partire dal Belvedere. Il progetto non fu mai realizzato, anche per gli sconvolgimenti del 1799. Ne restano due quartieri operai, San Carlo e San Ferdinando, che ancora oggi scendono lungo la collina e si attraversano a piedi in pochi minuti.
La tradizione tessile, comunque, non si è mai spenta: nel territorio leuciano si producono ancora damaschi, broccati e lampassi. Ne parliamo più a fondo in La seta di San Leucio, una tradizione borbonica.
Cosa vedere oggi nel complesso
La visita si divide tra le stanze reali e la fabbrica. Negli Appartamenti Reali la sala che ci è rimasta più impressa è il Bagno di Maria Carolina, decorato con pitture a encausto di Jakob Philipp Hackert, pittore di corte, e con una grande vasca in marmo. Nella sala da pranzo e nelle altre stanze si incontrano affreschi di soggetto mitologico di Fedele Fischetti e della sua cerchia.
La parte che ci ha appassionato di più è il Museo della Seta: qui si vedono telai storici restaurati e funzionanti, i grandi torcitoi in legno mossi in origine da una ruota idraulica e le macchine che raccontano tutte le fasi di lavorazione, dal bozzolo al tessuto. Lo approfondiamo in Il Museo della Seta di San Leucio.
Non perdete i giardini all'italiana disposti su terrazze, con agrumi e scorci sulla pianura, e la chiesa di San Ferdinando Re, raggiungibile dalla piazza del Belvedere con una scalinata a doppia rampa. Nel borgo è visitabile anche la Casa del Tessitore, un'abitazione operaia arredata come un tempo.
Un sito UNESCO poco affollato
Dal 1997 il complesso di San Leucio fa parte del Patrimonio Mondiale UNESCO insieme alla Reggia di Caserta e all'Acquedotto Carolino: tre progetti dello stesso secolo, legati tra loro dalla visione illuminista dei Borbone. Rispetto alla Reggia, qui l'atmosfera è molto più raccolta, e questo per noi è un pregio. Nei cortili e nelle sale si tengono spesso mostre, concerti e manifestazioni culturali, soprattutto nella bella stagione.
Come arrivare e quando andare
San Leucio è una frazione di Caserta, a nord della Reggia, e si raggiunge in auto in pochi minuti dal centro; dalla stazione ci sono collegamenti con i bus urbani. Vi consigliamo di abbinarlo nella stessa giornata alla Reggia oppure a Casertavecchia. Primavera e autunno sono i periodi migliori per godersi anche i giardini. Gli orari e le modalità di accesso cambiano nel corso dell'anno: verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.
Nei dintorni
- I Giardini Reali di Caserta, il grande parco della Reggia vanvitelliana.
- L'Acquedotto Carolino e i Ponti della Valle, l'opera che portava l'acqua alle fontane reali.
- Casertavecchia, il borgo medievale sui Monti Tifatini.
- Caserta e dintorni, la nostra guida per organizzare tutta la visita.
Foto in alto (Caserta): Miguel Hermoso Cuesta, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.


