
Siamo saliti al Belvedere di San Leucio pensando di trovare un'altra residenza reale, e invece abbiamo scoperto una fabbrica. Una fabbrica di seta voluta da un re, con i telai ancora al loro posto, gli appartamenti reali al piano di sopra e un borgo operaio tutto intorno. È una storia che vi consigliamo di conoscere, perché racconta un Settecento diverso da quello degli sfarzi della Reggia.
Dal casino di caccia alla colonia della seta
Le terre di San Leucio furono acquistate da Carlo di Borbone nel 1750 dalla famiglia Caetani. Fu però suo figlio Ferdinando IV a trasformarle: nel 1773 fece costruire un casino per le battute di caccia e, tra il 1776 e il 1778, l'architetto Francesco Collecini, collaboratore di Vanvitelli, ristrutturò il Casino del Belvedere.
Nel 1778 il re decise di destinare l'edificio alla produzione della seta. Nacque così la Real Colonia di San Leucio, con le filande, le case degli operai e le scuole: un vero borgo industriale, oggi frazione di Caserta.
Le leggi leuciane del 1789
La parte che ci ha colpito di più è quella sociale. Nel 1789 la colonia ricevette un proprio statuto, le cosiddette leggi leuciane, con norme sorprendenti per l'epoca: parità di diritti tra uomini e donne, abolizione della dote, istruzione obbligatoria, abiti uguali per tutti.
Il progetto doveva crescere ancora: Collecini disegnò Ferdinandopoli, una città dalla pianta circolare attorno alla manifattura. L'arrivo dei francesi alla fine del Settecento interruppe tutto e la città ideale rimase sulla carta. Del grande disegno restano il Belvedere, il borgo e, poco lontano, il quartiere della Vaccheria con la chiesa di Santa Maria delle Grazie.
Il Museo della Seta: telai e torcitoi
Il cuore della visita è il Museo della Seta, allestito negli ambienti dell'antica manifattura. Qui si vedono i telai a mano e i grandi torcitoi in legno, le macchine che torcevano il filo prima della tessitura, recentemente restaurati.
Ci è piaciuto il fatto che non sia un museo "da vetrina": i telai sono funzionanti e si capisce bene come lavoravano i setaioli. Molto utile anche la Casa del Tessitore, che racconta la vita quotidiana delle famiglie della colonia.
La tradizione, del resto, non si è mai interrotta: nel borgo e nei dintorni ci sono ancora laboratori e aziende che producono tessuti in seta.
Gli appartamenti reali e il Bagno di Maria Carolina
Al piano nobile si visitano gli appartamenti reali, più raccolti di quelli della Reggia. Le sale conservano affreschi di Fedele Fischetti e di Giuseppe Cammarano.
L'ambiente che ricordiamo meglio è il Bagno Grande, detto Bagno di Maria Carolina, decorato nel 1792 dal pittore di corte Jacob Philipp Hackert. All'esterno, i giardini a terrazze scendono lungo la collina e regalano una bella vista sulla pianura fino a Caserta.
Il Belvedere è Patrimonio UNESCO dal 1997, insieme alla Reggia e all'Acquedotto Carolino, come esempio del riformismo illuminato dei Borbone.
Come arrivare e quando andare
San Leucio si trova a pochi chilometri a nord-ovest del centro di Caserta e si raggiunge in auto in pochi minuti dalla Reggia. Il complesso è gestito dal Comune di Caserta e la visita si svolge di norma con accompagnamento guidato a orari fissi: verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.
Calcolate almeno un'ora per Belvedere e museo, qualcosa in più se aggiungete la Casa del Tessitore. Il complesso si visita bene tutto l'anno; nelle giornate limpide la vista dai giardini vale la salita.
Nei dintorni
Se volete approfondire la storia della manifattura leggete La seta di San Leucio, una tradizione borbonica e la nostra scheda su Il Belvedere di San Leucio. Da qui la Reggia è vicinissima: non perdete Gli Appartamenti Reali della Reggia di Caserta. Sulle colline sopra la città vi aspetta Casertavecchia. Tutto il resto della provincia è in Caserta e dintorni.
Foto in alto (Caserta): Miguel Hermoso Cuesta, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.


