
Ogni volta che saliamo a Casertavecchia ci sembra di cambiare secolo nel giro di pochi tornanti. Il borgo medievale domina la pianura dall'alto dei Monti Tifatini, a una decina di chilometri dal centro di Caserta, e conserva vicoli in pietra, la torre del castello e una delle cattedrali romaniche più belle del Sud. Vi raccontiamo perché merita almeno mezza giornata.
Un borgo in alto, nato per difendersi
Casertavecchia sorge a circa 401 metri di altitudine. La prima notizia certa risale all'861: il monaco Erchemperto, nella sua storia dei Longobardi di Benevento, la cita con il nome di Casa Hirta, cioè "villaggio posto in alto". Proprio la posizione arroccata spiega la sua fortuna: quando le incursioni saracene devastavano la pianura, molti abitanti trovarono rifugio quassù.
Con i Longobardi il borgo divenne sede di una contea, e dalla fine del IX secolo comincia la serie dei conti di Caserta. Anche la sede vescovile si spostò qui, e il borgo diventò il vero centro della zona.
Normanni e Svevi, i secoli d'oro
Il periodo di massimo splendore arrivò con i Normanni, dalla seconda metà dell'XI secolo. È in quegli anni che il vescovo Rainulfo avviò, nel 1113, la costruzione della cattedrale dedicata a San Michele Arcangelo, consacrata nel 1153. Sotto gli Svevi, con il conte Riccardo di Lauro, il borgo visse un'altra stagione felice: risale a questo periodo il campanile, completato nel 1234.
Alla cattedrale abbiamo dedicato un articolo a parte, La Cattedrale di Casertavecchia, perché la sua fusione di stili meriterebbe da sola il viaggio.
Il declino e la rinascita
Dal 1442, con l'arrivo degli Aragonesi, cominciò una lenta decadenza. La popolazione scese progressivamente verso la pianura, dove si sviluppava la nuova Caserta, e il colpo definitivo arrivò quando i Borbone vi costruirono la Reggia. Nell'Ottocento anche la sede vescovile fu trasferita in città e il duomo perse il titolo di cattedrale.
Proprio questo abbandono ha preservato il borgo quasi intatto. Nel 1960 Casertavecchia è stata dichiarata monumento nazionale, e da allora restauri e attenzione l'hanno trasformata in una delle mete più amate della provincia.
Cosa vedere passeggiando nel borgo
Il cuore è la piazza del Duomo, con la facciata in tufo e il campanile che scavalca la strada con un arco. Da qui vi consigliamo di perdervi senza fretta nei vicoli: case in pietra grigia, archi, scalette e piccoli slarghi che si aprono all'improvviso sulla valle.
Ai margini dell'abitato restano le rovine del castello, di forma esagonale irregolare, di cui si conservano la cinta muraria e le torri, tra cui il grande mastio cilindrico. Merita una sosta anche la chiesa dell'Annunziata, con l'arco gotico e il rosone in facciata, danneggiata nel Novecento e poi restaurata.
Quello che ci ha colpito di più, però, è il panorama: dai belvedere del borgo lo sguardo spazia su Caserta e sulla pianura campana, e nelle giornate limpide arriva fino al mare. Al tramonto la pietra prende un colore caldo che rende tutto ancora più suggestivo.
Il borgo durante l'anno
D'estate, grazie all'altitudine, quassù si respira un'aria più fresca che in città. Tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno il borgo ospita da decenni Settembre al Borgo, una rassegna di spettacoli, musica e teatro che porta molta gente tra i vicoli. Se cercate tranquillità, scegliete un giorno feriale.
Come arrivare e quando andare
Casertavecchia dista circa 10 km su strada dal centro di Caserta e si raggiunge in auto in una ventina di minuti, salendo lungo i tornanti dei Tifatini; ai margini del borgo ci sono aree di parcheggio, perché il centro si gira a piedi. Primavera e autunno sono le stagioni migliori, mentre in estate conviene salire nel tardo pomeriggio. Per l'accesso al duomo verificate orari e celebrazioni sul sito ufficiale della diocesi prima di partire.
Nei dintorni
- Il Belvedere di San Leucio, la colonia borbonica della seta.
- I Giardini Reali di Caserta, il parco della Reggia ai piedi della collina.
- Caserta tra monumenti e chiese, per completare la visita in città.
- Caserta e dintorni, la nostra guida completa alla zona.
Foto in alto (Caserta): Miguel Hermoso Cuesta, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.


