
La prima volta che siamo usciti dal palazzo e ci siamo affacciati sul parco, la prospettiva ci è sembrata senza fine: vasche, prati e fontane in fila fino a una cascata lontanissima. I Giardini Reali della Reggia di Caserta sono un'opera d'arte a sé, e in questo articolo vi raccontiamo come sono nati e cosa non perdere.
Un parco disegnato per un re
Il parco nacque insieme alla Reggia, nel progetto che Luigi Vanvitelli preparò per Carlo di Borbone a partire dal 1752. Alla morte dell'architetto, nel 1773, i lavori furono proseguiti dal figlio Carlo Vanvitelli, che portò a termine la grande via d'acqua. Oggi il Parco Reale supera i 120 ettari e la sua prospettiva centrale corre per circa 3 chilometri.
Tutta quest'acqua arriva dall'Acquedotto Carolino, costruito proprio per alimentare fontane e cascate: senza di lui il parco non esisterebbe. Ve lo raccontiamo in L'Acquedotto Carolino e i Ponti della Valle. Dal 1997 parco, palazzo e acquedotto sono insieme Patrimonio UNESCO.
La via d'acqua e le sue fontane
Il modo migliore per capire il parco è percorrere la via d'acqua dal palazzo verso la collina. Noi l'abbiamo fatto a piedi, fermandoci a ogni fontana. Si incontrano in sequenza la Fontana Margherita, la Fontana dei Delfini, la Fontana di Eolo, la Fontana di Cerere e la Fontana di Venere e Adone, a cui lavorò a lungo lo scultore Gaetano Salomone.
In fondo si apre lo spettacolo più atteso: la Grande Cascata, alta circa 78 metri, che scende dalla collina fino alla vasca della Fontana di Diana e Atteone. I due gruppi scultorei raccontano il mito del cacciatore trasformato in cervo per aver sorpreso la dea al bagno; tra gli autori ci sono Paolo Persico, Angelo Maria Brunelli e i Solari. Ci siamo fermati a lungo a guardare la scena, perché i dettagli cambiano a seconda del lato da cui la si osserva.
Il Bosco Vecchio
Se cercate un po' di ombra e silenzio, deviate verso il Bosco Vecchio, la parte più antica del verde, lontana dal flusso principale dei visitatori. Qui il parco perde la sua geometria e diventa più raccolto: è il posto dove abbiamo fatto la nostra pausa durante la visita.
Il Giardino Inglese di Maria Carolina
Accanto alla Grande Cascata si entra in un mondo completamente diverso. Il Giardino Inglese fu voluto dalla regina Maria Carolina d'Austria, moglie di Ferdinando IV, su suggerimento dell'ambasciatore britannico William Hamilton. I lavori iniziarono a metà degli anni Ottanta del Settecento sotto la guida del giardiniere e botanico inglese John Andrew Graefer, e il giardino copre circa 23 ettari.
Tutto qui sembra spontaneo, ma niente lo è: laghetti, collinette, sentieri tortuosi e finte rovine furono progettati per sorprendere. Al Bagno di Venere la statua della dea si specchia in un piccolo lago, mentre il Criptoportico, costruito come una rovina romana, accoglie statue provenienti dagli scavi di Ercolano e dalla collezione Farnese. Ci sono anche l'Aperia, nata come serbatoio d'acqua e trasformata in serra nell'Ottocento, e la casa dove viveva Graefer. Lo raccontiamo nel dettaglio in Il Giardino Inglese della Reggia di Caserta.
Come arrivare e quando andare
Il parco si trova di fronte alla stazione ferroviaria di Caserta. Per percorrerlo tutto calcolate almeno mezza giornata; se non volete fare tutta la strada a piedi, nel parco ci sono la navetta interna e le biciclette. Primavera e autunno sono le stagioni ideali; d'estate entrate presto la mattina. Verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.
Nei dintorni
Completate la visita con Cosa vedere a Caserta e Gli Appartamenti Reali della Reggia di Caserta. Per altre idee all'aria aperta leggete Cosa fare a Caserta, mentre per un itinerario in tutta la provincia c'è la nostra guida Caserta e dintorni.
Foto in alto (Caserta): Miguel Hermoso Cuesta, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.


