
Per l'8 marzo abbiamo voluto fare qualcosa di diverso dal solito mazzo di mimose: andare a cercare, tra le strade della Campania, le tracce di alcune donne che hanno lasciato un segno nella storia di questa terra. Medichesse, regine, poetesse, rivoluzionarie e giornaliste: vi raccontiamo le loro storie e i luoghi dove, ancora oggi, si può sentirne la presenza.
Perché si festeggia l'8 marzo
La Giornata internazionale della donna nasce all'inizio del Novecento dalle lotte delle donne per il voto, per migliori condizioni di lavoro e per la parità dei diritti. Nel 1977 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha invitato tutti i Paesi a celebrare una giornata dedicata ai diritti delle donne e alla pace. In Italia il simbolo della ricorrenza è la mimosa, scelta nel secondo dopoguerra perché fiorisce proprio in questo periodo ed era facile da trovare.
Trotula e le donne della Scuola Medica Salernitana
La nostra prima tappa è Salerno. Qui, nel Medioevo, fioriva la Scuola Medica Salernitana, una delle prime istituzioni mediche d'Europa, e tra i suoi protagonisti c'erano anche delle donne: le cosiddette mulieres salernitanae. La più famosa è Trotula, vissuta nell'XI secolo, a cui la tradizione attribuisce testi sulla salute delle donne che circolarono per secoli in tutta Europa.
Per respirare questa storia vi consigliamo di salire al Giardino della Minerva, l'orto botanico terrazzato legato alla scuola, e di visitare il museo dedicato. Leggete Il Giardino della Minerva e la Scuola Medica Salernitana e Il Museo Virtuale della Scuola Medica Salernitana.
Sichelgaita, la principessa guerriera
Sempre a Salerno è legata la figura di Sichelgaita, principessa longobarda, figlia del principe di Salerno e moglie del condottiero normanno Roberto il Guiscardo. Le cronache del tempo la descrivono mentre accompagna il marito nelle campagne militari, combattendo al suo fianco. Una donna fuori dagli schemi, in un'epoca in cui il potere era quasi esclusivamente maschile. Il luogo per ricordarla è Il castello Arechi, che domina la città dall'alto.
Giovanna I d'Angiò, regina di Napoli
A Napoli vogliamo ricordare Giovanna I d'Angiò, che nel Trecento regnò sul Regno di Napoli per quasi quarant'anni. Fu una sovrana dalla vita tormentata, tra matrimoni, guerre e intrighi di corte, ma anche una regina colta, al centro di una corte vivace. Il suo nome è legato agli Angioini e ai loro luoghi in città, a cominciare da Il Maschio Angioino e da Il complesso di Santa Chiara e il chiostro maiolicato, dove riposa suo nonno, re Roberto d'Angiò.
Vittoria Colonna al Castello Aragonese
Sull'isola d'Ischia, il Castello Aragonese custodisce la memoria di Vittoria Colonna, una delle più importanti poetesse del Rinascimento. Qui, nel 1509, sposò Ferrante d'Avalos, e qui visse a lungo, animando un cenacolo frequentato da letterati e artisti. Più tardi sarebbe diventata amica e interlocutrice di Michelangelo. Visitare il castello di Ischia con questa storia in mente è un'esperienza diversa: leggete Il Castello Aragonese e il Museo del Mare di Ischia.
Maria Lorenza Longo e l'Ospedale degli Incurabili
Nel Cinquecento, a Napoli, una nobildonna di origine catalana, Maria Lorenza Longo, fondò l'Ospedale degli Incurabili, destinato ad accogliere i malati più poveri. Fu un'impresa straordinaria per l'epoca, che ha segnato la storia dell'assistenza in città. Il complesso, nel centro storico, ospita ancora oggi la storica farmacia settecentesca.
Eleonora Pimentel Fonseca, la voce della rivoluzione
Impossibile non citare Eleonora de Fonseca Pimentel, intellettuale e poetessa, tra le figure più importanti della Repubblica Napoletana del 1799. Diresse il Monitore Napoletano, il giornale della Repubblica. Con il ritorno dei Borbone fu condannata a morte e giustiziata in Piazza Mercato, dove ancora oggi la sua figura viene ricordata.
Matilde Serao, signora del giornalismo
Chiudiamo con Matilde Serao, scrittrice e giornalista, che a fine Ottocento fondò con Edoardo Scarfoglio Il Mattino, e in seguito diede vita a un proprio quotidiano. È considerata la prima donna in Italia ad aver fondato e diretto un giornale. I suoi libri, come Il ventre di Napoli, raccontano la città con uno sguardo ancora attualissimo. Per ritrovarla, leggete le sue pagine camminando tra i vicoli del centro storico, gli stessi che descriveva: vi suggeriamo di partire da Le strade più famose di Napoli.
Nei dintorni
Se volete costruire un itinerario al femminile, partite dalle nostre guide Napoli e Dintorni e Salerno e dintorni. E se l'8 marzo vi fa venire voglia di primavera, leggete E' Primavera...Scopri la Campania felix in fiore!.
Foto in alto (Napoli): This Photo was taken by Wolfgang Moroder. Feel free to use my photos, but please mention me as the author and send me a message. This image is not in the public domain. Please respect the copyright protection. It may only be used according to the rules mentioned here. This specifically excludes use in social media, if applicable terms of the licenses listed here not appropriate. Please do not upload an updated image here without consultation with the Author. The author would like to make corrections only at his own source. This ensures that the changes are preserved.Please if you think that any changes should be required, please inform the author.Otherwise you can upload a new image with a new name. Please use one of the templates derivative or extract., CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

