Home › Le Grotte di Pertosa-Auletta

Le Grotte di Pertosa-Auletta

Le Grotte di Pertosa-Auletta

Siamo scesi nelle viscere degli Alburni e la prima cosa che ci ha sorpreso è stato il suono dell'acqua. Alle Grotte di Pertosa-Auletta non si entra solo a piedi: si entra in barca, su un fiume che scorre sotto la montagna. Ve le raccontiamo come le abbiamo vissute, con tutto quello che serve sapere prima di partire.

Un fiume sotto la montagna

Le grotte si aprono nel territorio di Pertosa, al confine con Auletta, nella valle del Tanagro, alle porte del Vallo di Diano. Sono conosciute anche come Grotta dell'Angelo o Grotta di San Michele Arcangelo, per l'antica dedicazione all'arcangelo. Il complesso si sviluppa per circa 3.000 metri di cavità scavate nel calcare del massiccio degli Alburni, in milioni di anni di lavoro paziente dell'acqua.

Al centro di tutto c'è il fiume Negro, l'unico fiume sotterraneo navigabile d'Italia aperto ai visitatori. All'inizio del Novecento qui fu costruita una piccola diga idroelettrica, inaugurata nel 1907: alzò il livello dell'acqua di circa tre metri e creò il lago sotterraneo che oggi si attraversa in barca.

La traversata in barca

È il momento che tutti aspettano, e anche a noi ha fatto effetto. Si sale su una barca a fondo piatto, senza motore, che le guide spingono tirando un cavo teso sopra l'acqua. Il tratto navigabile è di circa 200 metri e dura pochi minuti, ma il silenzio, il buio e i riflessi delle luci sulla roccia lo rendono indimenticabile.

L'acqua resta intorno ai 10-11 gradi tutto l'anno e l'aria si aggira sui 15: vi consigliamo una felpa anche ad agosto. Scesi dalla barca, il percorso prosegue a piedi tra stalattiti, stalagmiti e grandi sale. La più ampia è la Grande Sala, alta una ventina di metri; tra le concrezioni più fotografate c'è quella chiamata "il Bacio", dove una stalattite e una stalagmite quasi si toccano.

Le sale più belle e i percorsi

I percorsi di visita sono diversi per durata e impegno. Quello classico unisce la barca e circa un chilometro a piedi; le versioni più lunghe arrivano alla cascata interna, alla Sala del Paradiso, con le sue concrezioni bianchissime, e alla Sala delle Spugne, dove la roccia sembra porosa come una spugna marina. Per chi ha esperienza esiste anche un itinerario speleologico, con attrezzatura e guide dedicate.

Tutte le visite sono guidate e i percorsi possono cambiare con le stagioni o per lavori: verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.

Un villaggio su palafitte dentro la grotta

Quello che ci ha colpito di più, però, è la storia umana di questo posto. Già nel 1897 lo studioso Paolo Carucci trovò qui frammenti di ceramica e ossa, e l'anno dopo partirono i primi scavi. Si scoprì che nell'età del Bronzo, nel II millennio a.C., all'ingresso della grotta sorgeva un villaggio su palafitte: un caso unico in Europa per un insediamento in grotta.

Le ricerche continuano ancora oggi. Nel 2025 gli archeologi hanno individuato lungo il fiume sotterraneo le tracce di un luogo di culto di età ellenistica, e nello stesso anno le grotte hanno ricevuto il premio ACTA come miglior sito archeologico italiano. Il sito è gestito dalla Fondazione MIdA ed è uno dei geositi del Geoparco UNESCO del Cilento.

I musei di Pertosa

Non fermatevi alla grotta. Il biglietto, di solito, comprende anche i musei della Fondazione: il Museo Speleo-Archeologico, dove si vedono i reperti delle palafitte, e il Museo del Suolo, curioso e molto adatto ai ragazzi. Noi li abbiamo visitati dopo la grotta e ci hanno aiutato a rimettere in ordine tutto quello che avevamo visto sotto terra.

Come arrivare e quando andare

Le grotte si raggiungono facilmente in auto: dall'uscita di Polla dell'autostrada A2 del Mediterraneo (la vecchia Salerno-Reggio Calabria) bastano pochi chilometri. Si possono visitare tutto l'anno, perché sotto terra il clima non cambia; in estate e nei ponti c'è più gente, quindi vi consigliamo di prenotare. Portate scarpe con la suola che non scivola e qualcosa di pesante da mettere addosso. Verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.

Nei dintorni

Dall'altra parte degli Alburni vi aspettano Le Grotte di Castelcivita, perfette per un confronto tra due mondi sotterranei diversi. Scendendo nel Vallo di Diano non perdete La Certosa di Padula e Teggiano, la città dei portali, mentre a pochi chilometri c'è il borgo fantasma di Roscigno Vecchia, il borgo abbandonato. Per organizzare il resto del viaggio partite dalla nostra guida Il Cilento: cosa fare e cosa vedere.

Foto in alto (Pertosa): Gianfranco Vitolo, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons.

Condividi

Articoli correlati

Villa Rufolo e Villa Cimbrone

Le due ville simbolo di Ravello: la medievale Villa Rufolo, legata a Wagner, e il parco romantico di Villa Cimbrone.

⏱ 4 min

Teggiano, la città dei portali

Portali in pietra, chiese medievali e il castello dei Sanseverino: la nostra passeggiata nel centro storico di Teggiano.

⏱ 4 min

San Pietro a Corte

Terme romane, la cappella del principe Arechi II e affreschi medievali: duemila anni di storia sotto il centro di Salern

⏱ 4 min

La Campania nella tua casella di posta

Itinerari, eventi e sapori: una email ogni tanto, niente pubblicità invadente.