
Il 21 settembre a Salerno non è un giorno come gli altri. La città festeggia il suo patrono, San Matteo apostolo ed evangelista, e per le strade sfila una processione sentita da tutti, credenti e non. Noi ci siamo stati, in mezzo alla folla, e vi raccontiamo come si svolge e cosa la rende così speciale.
Perché San Matteo è il patrono di Salerno
Secondo la tradizione, le reliquie dell'apostolo arrivarono a Salerno nella notte tra il 5 e il 6 maggio 954. Fu il principe longobardo Gisulfo I a volere che le spoglie fossero trasferite dalla cattedrale di Capaccio Paestum, l'odierno santuario della Madonna del Granato, alla città. Da allora il santo riposa nella cripta del Duomo, uno degli ambienti più ricchi della cattedrale, con la statua bronzea bifronte realizzata da Michelangelo Naccherino nel 1605.
Per questo San Matteo si festeggia due volte: il 6 maggio, nel ricordo della traslazione, e il 21 settembre, giorno della festa patronale. Ai salernitani è cara anche una leggenda del 1544: si racconta che, mentre i pirati guidati da Ariadeno Barbarossa minacciavano la città, una tempesta improvvisa disperse le navi nemiche, e il merito fu attribuito al santo.
Le statue e le paranze
Nel pomeriggio del 21 settembre, dopo le celebrazioni in cattedrale, le statue escono dal Duomo e attraversano la città. Insieme a quella di San Matteo, in argento e ornata di fiori, sfilano i simulacri dei Santi Martiri salernitani Fortunato, Gaio e Ante, di San Gregorio VII, il papa sepolto proprio nel Duomo di Salerno, e di San Giuseppe.
Le statue sono portate a spalla dalle paranze, i gruppi di portatori che si tramandano questo compito con grande orgoglio. Vederli procedere a passo cadenzato, sudati e concentrati sotto il peso dei simulacri, è uno dei momenti più intensi della giornata. Il rapporto tra portatori, Chiesa e città è stato talvolta anche motivo di discussione, segno di quanto questa tradizione sia viva e sentita.
Il percorso e le soste
La processione parte dal Duomo, scende lungo via dei Mercanti e percorre le strade principali del centro, tra cui il Corso Vittorio Emanuele e via Roma, prima di risalire verso la cattedrale. Tra le soste tradizionali ci sono quella davanti alla caserma della Guardia di Finanza, quella sul mare, con la benedizione delle acque in ricordo del legame del santo con i pescatori e i marinai, e quella al Palazzo di Città.
Il percorso preciso e gli orari vengono comunicati ogni anno dall'Arcidiocesi: verificateli prima di partire. La processione dura diverse ore e si conclude in serata con il rientro delle statue in cattedrale.
La festa in città
Accanto al momento religioso c'è la festa popolare. Le strade si riempiono di bancarelle e la tradizione gastronomica vuole che si mangi la milza imbottita, preparata con prezzemolo, aglio, menta, aceto e peperoncino. A mezzanotte i fuochi d'artificio sul mare chiudono la giornata: noi li abbiamo guardati dal lungomare, insieme a migliaia di salernitani.
Come arrivare e quando andare
Il 21 settembre il centro di Salerno è molto affollato: il modo più comodo per arrivare è il treno, con la stazione a pochi passi dal Corso. Arrivate nel primo pomeriggio per trovare un buon posto lungo il percorso, e restate fino a sera per i fuochi. Se preferite un'atmosfera più raccolta, partecipate alle celebrazioni del 6 maggio.
Nei dintorni
Per scoprire la città partite dalla nostra guida Salerno e dintorni e da Tradizioni a Salerno. Prima della processione vi consigliamo di visitare Il Duomo di Salerno e la sua cripta; per un panorama sulla città salite al castello, raccontato in Il castello Arechi, e per conoscere altri luoghi sacri leggete Le Chiese e la Cattedrale di Salerno.
Foto in alto (Salerno): No machine-readable author provided. Giaros assumed (based on copyright claims)., CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

