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Palinuro e l'Arco Naturale

Palinuro e l'Arco Naturale

Palinuro è uno di quei posti dove torniamo volentieri, e ogni volta l'Arco Naturale ci fa lo stesso effetto: una porta di roccia aperta sul mare, alla foce di un fiume. In questo articolo vi raccontiamo il promontorio, le grotte e la spiaggia dell'Arco, con qualche consiglio pratico per goderveli senza sorprese.

Il capo che porta il nome di un marinaio

Palinuro è una frazione di Centola, sulla costa meridionale del Cilento. Il suo nome viene dall'Eneide di Virgilio: Palinuro era il nocchiero di Enea, caduto in mare durante il viaggio di Enea verso l'Italia. Nel poema gli viene promesso che un luogo porterà per sempre il suo nome, ed è proprio il promontorio di Capo Palinuro, che si allunga nel Tirreno con le sue pareti a picco.

Ci piace iniziare la giornata dal porto, guardando il capo dal basso. Il paese è piccolo e raccolto, ma il vero spettacolo sta tutto intorno, tra calette, scogli e grotte marine.

Le grotte marine di Capo Palinuro

Il modo migliore per conoscere il promontorio è dal mare. Dal porto partono le escursioni in barca che fanno il giro del capo ed entrano nelle grotte. La più famosa è la Grotta Azzurra, dove la luce che filtra da sotto l'acqua accende il blu in modo sorprendente. Lungo la costa si incontrano anche la Grotta del Sangue e la Grotta dei Monaci, ognuna con i suoi colori e le sue forme.

Noi vi consigliamo di uscire la mattina presto, quando il mare è più calmo e la luce entra meglio nelle grotte. Il giro in barca è anche il modo più comodo per vedere l'Arco Naturale da una prospettiva diversa.

L'Arco Naturale alla foce del Mingardo

A circa 3-4 chilometri dal centro di Palinuro, verso sud, il fiume Mingardo sfocia in mare accanto a un grande arco di roccia scavato dal mare e dal vento. È l'Arco Naturale, il simbolo di questa costa. Sotto e accanto all'arco si apre una spiaggia di sabbia dorata, mentre più a sud si allunga l'ampia spiaggia del Mingardo.

Arrivare qui al tramonto, con la roccia che si colora di arancione, è una delle cose che non dimentichiamo dei nostri viaggi in Cilento. L'arco è fragile, e lo si capisce guardandolo da vicino: è roccia esposta da secoli alle mareggiate.

Lavori, chiusure e cosa sapere prima di andare

Proprio per proteggere l'arco, nel novembre 2022 sono partiti i lavori di consolidamento e restauro conservativo della formazione rocciosa, con un finanziamento di oltre 3,5 milioni di euro e la collaborazione tra Regione, Parco Nazionale, Comune di Centola e Autorità di Distretto dell'Appennino Meridionale. Dopo un periodo di chiusura, la spiaggia dell'Arco è stata riaperta ai bagnanti.

Però attenzione: la piccola spiaggia sotto l'arco e le zone alla base della parete possono essere interdette per rischio crolli, e anche altre calette della zona, come quella di Buondormire, sono state chiuse in tempi recenti. Prima di stendere l'asciugamano controllate i cartelli e le ordinanze del Comune, e rispettate sempre le recinzioni.

Come arrivare e quando andare

In auto si arriva a Palinuro scendendo lungo la Cilentana e poi con la strada costiera; per l'Arco Naturale si segue la strada verso la foce del Mingardo, con un breve tratto a piedi dai parcheggi. In treno la stazione di riferimento è Centola-Palinuro-Marina di Camerota, da cui servono collegamenti locali fino al mare. Il mare è al suo meglio tra fine primavera e inizio autunno: noi preferiamo giugno e settembre, quando l'acqua è limpida e c'è molta meno ressa di luglio e agosto. Se scegliete un'escursione in barca, verificate orari e biglietti prima di partire.

Nei dintorni

Poco più a sud, nel territorio di Camerota, vi aspetta La Baia degli Infreschi, raggiungibile solo a piedi o via mare. Risalendo la costa verso nord, a Pisciotta si pescano ancora Le alici di menaica, e ad Ascea si visita Il Parco archeologico di Velia. Per scegliere le altre tappe al mare leggete Le spiagge più belle della provincia di Salerno e la nostra guida Il Cilento: cosa fare e cosa vedere.

Foto in alto (Centola): Geofix, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

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