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Il Museo Ferroviario di Pietrarsa

Il Museo Ferroviario di Pietrarsa

Ci sono musei che si visitano e musei che si vivono: il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa appartiene alla seconda categoria. Siamo entrati pensando a una collezione di vecchi treni e siamo usciti dopo ore, con il naso all'insù tra locomotive a vapore e capannoni ottocenteschi affacciati sul golfo. Vi raccontiamo perché, secondo noi, merita una giornata intera.

Dove si trova: tra Napoli e Portici

Il museo sorge nella zona orientale di Napoli, a San Giovanni a Teduccio, proprio sul confine con Portici: per questo molti lo associano alla cittadina vesuviana. L'indirizzo ufficiale del museo, però, è a Napoli. Siamo in riva al mare, lungo il tracciato della prima ferrovia italiana, e dalle banchine lo sguardo corre fino a Capri e al Vesuvio.

Il luogo non è stato scelto a caso. Il 3 ottobre 1839 fu inaugurata qui accanto la linea Napoli–Portici, la prima strada ferrata della penisola. Pochi anni dopo, poco lontano dai binari, nacque la fabbrica che oggi ospita il museo.

Le Officine di Pietrarsa, una storia borbonica

Le Officine di Pietrarsa, chiamate anche Reale Opificio, furono volute da Ferdinando II di Borbone nel 1840 come industria siderurgica. Dal 1845 cominciarono a produrre locomotive a vapore e divennero uno dei poli industriali più importanti del Regno delle Due Sicilie: nel giugno del 1860 vi lavoravano oltre mille persone.

Nel Novecento le officine furono usate per la riparazione dei rotabili delle Ferrovie dello Stato. Il decreto di chiusura arrivò il 15 novembre 1975. L'idea di trasformare questi capannoni in un museo prese forma negli anni successivi, fino all'inaugurazione del 7 ottobre 1989, nel 150° anniversario della ferrovia italiana. Dopo una lunga chiusura per restauri, il museo ha riaperto il 19 dicembre 2007. Oggi lo gestisce la Fondazione FS Italiane.

Cosa vedere: padiglioni e locomotive

Il complesso è grande, e lo si capisce subito: sette padiglioni su circa 36.000 metri quadrati, di cui 14.000 coperti. Camminare tra le vecchie campate in muratura, con la luce che entra dalle grandi finestre, è già metà del piacere della visita.

Il pezzo che tutti cercano è la Bayard, la locomotiva che trainò il primo convoglio sulla Napoli–Portici: quella esposta è una riproduzione realizzata nel 1939 per il centenario. Accanto trovate locomotive a vapore di diversi gruppi, macchine elettriche come la E.626 e automotrici che hanno fatto la storia dei viaggi in Italia. Ci ha colpito la possibilità di guardare da vicino ruote, bielle e cabine di guida, che fuori da qui si vedono solo passare.

Non perdetevi il Treno Reale, costruito nel 1929 per le nozze del principe Umberto di Savoia: le carrozze conservano arredi e rifiniture di grande eleganza. Nel museo è esposta anche la carrozza presidenziale.

La statua di Ferdinando II e il giardino sul mare

Tra i padiglioni vi aspetta la statua in ghisa di Ferdinando II, fusa proprio nelle officine: un modo per ricordare chi volle questa fabbrica. Poi uscite all'aperto. Il museo ha spazi verdi e un affaccio sul golfo che non ti aspetti in una zona industriale; noi ci siamo fermati a lungo a guardare il mare con il Vesuvio alle spalle.

Durante l'anno il museo propone visite guidate, laboratori per famiglie e, in alcune date, viaggi sui treni storici: è una meta perfetta se viaggiate con bambini, che qui si divertono davvero. Le iniziative cambiano spesso, quindi controllate il calendario prima di partire.

Come arrivare e quando andare

Il modo più coerente per arrivare è, ovviamente, il treno: la stazione di Pietrarsa-San Giorgio a Cremano, sulla linea per Salerno via Portici, è a pochi passi dall'ingresso. In auto si raggiunge dalla zona orientale di Napoli, seguendo le indicazioni per il museo.

Il museo non è aperto tutti i giorni allo stesso modo: in alcuni giorni feriali è riservato ai gruppi su prenotazione, mentre il fine settimana accoglie i visitatori singoli. Verificate orari e biglietti sul sito ufficiale della Fondazione FS prima di partire. Calcolate almeno due o tre ore di visita; nelle giornate limpide la terrazza sul mare dà il meglio di sé.

Nei dintorni

Da Pietrarsa inizia il tratto di costa delle grandi residenze borboniche e nobiliari: proseguite verso Portici ed Ercolano con Il Miglio d’oro: il lusso e l’eleganza delle ville settecentesche. Se volete aggiungere l'archeologia, leggete Ercolano e Pompei: cosa vedere e la nostra visita a Gli scavi di Oplontis. Per una giornata in famiglia c'è Divertirsi con bambini a Napoli, e per organizzare tutto il viaggio partite da Napoli e Dintorni.

Foto in alto (Napoli): This Photo was taken by Wolfgang Moroder. Feel free to use my photos, but please mention me as the author and send me a message. This image is not in the public domain. Please respect the copyright protection. It may only be used according to the rules mentioned here. This specifically excludes use in social media, if applicable terms of the licenses listed here not appropriate. Please do not upload an updated image here without consultation with the Author. The author would like to make corrections only at his own source. This ensures that the changes are preserved.Please if you think that any changes should be required, please inform the author.Otherwise you can upload a new image with a new name. Please use one of the templates derivative or extract., CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

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