
Siamo saliti al Santuario di Montevergine in una mattina limpida, e già dalla strada che si arrampica sul Partenio abbiamo capito perché questo luogo richiama pellegrini da secoli. Lassù, tra faggi e nuvole basse, si respira un'aria diversa. Vi raccontiamo cosa vedere e come organizzare la visita.
Un santuario a 1270 metri
Il santuario sorge sul monte Partenio, a circa 1270 metri sul livello del mare, nel territorio di Mercogliano. È uno dei luoghi di fede più frequentati del Sud Italia e ogni anno accoglie un numero enorme di visitatori, tra pellegrini, famiglie ed escursionisti. A noi ha colpito soprattutto il contrasto tra il silenzio della montagna e la vivacità del piazzale nei giorni di festa.
Il complesso fa parte del territorio che vi abbiamo descritto nella nostra guida Avellino e dintorni: da Avellino si raggiunge in poco tempo, ed è una tappa che consigliamo a chiunque visiti l'Irpinia.
San Guglielmo e le origini
La storia di Montevergine comincia con San Guglielmo da Vercelli, monaco ed eremita che nella prima metà del XII secolo scelse questa montagna per una vita di preghiera. Attorno a lui si raccolse presto una comunità, e la prima chiesa fu consacrata nel 1126. Da quella comunità nacque la Congregazione verginiana, riconosciuta ufficialmente da papa Leone XIII nel 1879.
Guglielmo fondò anche altri monasteri in Irpinia, tra cui quello del Goleto, dove morì nel 1142: se vi interessa questa figura, vi consigliamo di leggere anche il nostro articolo su L'Abbazia del Goleto. Le sue spoglie sono custodite oggi proprio a Montevergine.
La Basilica antica e la Basilica nuova
Il santuario ha cambiato volto più volte nel corso dei secoli, tra terremoti, incendi e crolli. La chiesa medievale crollò nel 1629 e fu ricostruita nel 1645 su progetto di Giacomo Conforti: è quella che oggi chiamiamo Basilica antica, raccolta e ricca di stratificazioni.
Accanto si trova la Basilica nuova, costruita tra il 1952 e il 1961 su progetto dell'architetto Florestano Di Fausto. È un edificio ampio e luminoso, pensato per accogliere le grandi folle dei pellegrinaggi. Vi consigliamo di visitarle entrambe: passare dall'una all'altra rende bene l'idea di quanto il santuario sia cresciuto nel tempo.
Mamma Schiavona, la Madonna di Montevergine
Il cuore della devozione è il grande dipinto della Madonna di Montevergine, risalente alla prima metà del XIII secolo e custodito nella Cappella della Madonna. Per tutti, qui, è Mamma Schiavona, una delle icone mariane più amate del Mezzogiorno. Davanti all'immagine abbiamo notato quanta gente si fermi in silenzio, anche solo per pochi minuti: è il momento più intenso della visita.
Il legame tra il santuario e la cultura popolare si vede soprattutto alla Candelora, il 2 febbraio, quando si rinnova la tradizione della "juta dei femminielli", un pellegrinaggio fatto di canti, tammurriate e preghiere che unisce fede e tradizione napoletana. Montevergine è una tappa naturale anche per chi segue il filone del Turismo religioso in Campania: santuari e cammini di fede.
Il museo e la storia della Sindone
Il santuario ospita un museo abbaziale, riordinato nel 2000, con reperti archeologici, dipinti, paramenti, oggetti preziosi e una bella sezione di presepi napoletani del Sei e Settecento. È una visita che vi consigliamo di non saltare, perché aiuta a capire quanto sia stato importante questo centro monastico.
C'è poi una vicenda che pochi conoscono: dal 1939 al 1946 Montevergine custodì in segreto la Sindone di Torino, portata qui per proteggerla durante la Seconda guerra mondiale. Una storia che ci ha colpito molto e che rende ancora più speciale il luogo.
Il Palazzo abbaziale di Loreto
Scendendo a valle, a Mercogliano, vale la pena fermarsi al Palazzo abbaziale di Loreto, sede invernale della comunità monastica. Qui si trovano la biblioteca e una storica farmacia settecentesca. È il complemento ideale alla visita del santuario e vi permette di completare il quadro della vita dei monaci verginiani.
Come arrivare e quando andare
Da Avellino si sale in auto verso Mercogliano e poi lungo la strada panoramica del Partenio, che porta fino al piazzale del santuario. In alternativa, da Mercogliano c'è la funicolare, inaugurata nel 1956: il servizio non è sempre attivo, quindi verificate prima di partire.
- Primavera ed estate sono i periodi più piacevoli, con temperature fresche anche ad agosto.
- In inverno la neve può rendere difficile la salita: controllate il meteo e lo stato della strada.
- Per orari di apertura del museo e delle celebrazioni, verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.
- Portate una giacca: a 1270 metri fa fresco anche quando in città si sta bene.
Nei dintorni
Montevergine si presta a un itinerario di più tappe tra montagna e città. Ecco cosa vi consigliamo:
- Il borgo medievale di Summonte, poco lontano, con la sua torre panoramica: leggete La Torre di Summonte.
- Ad Avellino, i resti del castello raccontati in Il Castello Longobardo di Avellino.
- Per una giornata di musei in città, Il Museo Irpino e l'ex Carcere Borbonico.
- E per chiudere a tavola, i nostri consigli su Cosa mangiare ad Avellino.
Foto in alto (Mercogliano): Gianfranco Vitolo from Sarno (Sa), Italia, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons.


