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La Valle d'Ansanto e la Mefite

La Valle d'Ansanto e la Mefite

Ci sono luoghi che si sentono prima ancora di vederli, e la Mefite è uno di questi: l'odore di zolfo arriva quando la pozza è ancora nascosta dalla collina. Quando ci siamo affacciati sull'acqua grigia che ribolle in mezzo alla terra spoglia, abbiamo capito perché gli antichi pensassero di trovarsi davanti a una porta degli Inferi. Vi raccontiamo questo angolo d'Irpinia, bellissimo e da rispettare.

Dove si trova la Valle d'Ansanto

La Valle d'Ansanto si trova nel territorio di Rocca San Felice, in Alta Irpinia, poco lontano da Villamaina e Torella dei Lombardi. Al centro della valle c'è la Mefite: una piccola pozza d'acqua fangosa che gorgoglia continuamente per i gas che risalgono dal sottosuolo, circondata da un terreno quasi privo di vegetazione. È una delle tappe più insolite che vi proponiamo nella nostra guida Avellino e dintorni.

Un fenomeno naturale unico

Quella che vedete ribollire non è acqua calda: sono gas che fuoriescono dalla terra. Secondo gli studi dei ricercatori del CNR e dell'INGV, la Mefite emette circa 2.000 tonnellate di anidride carbonica al giorno, che costituisce circa il 98% del gas, insieme a piccole quantità di azoto, idrogeno solforato e metano. È considerata la più grande emissione di gas ricchi di CO2 a bassa temperatura mai misurata in un ambiente non vulcanico.

Il gas non si vede, ma è più pesante dell'aria e ristagna verso il basso: vicino alla pozza la concentrazione può raggiungere livelli letali fino a 2–3 metri dal suolo. Non è un caso che lungo la valle, sottovento, si trovino spesso animali morti.

Un consiglio importante: restate sempre sui punti di osservazione più alti, non scendete verso la pozza, non chinatevi a terra e non portate bambini o animali vicino all'acqua. Evitate le giornate senza vento, quando il gas ristagna di più.

La dea Mefite e il santuario degli Irpini

Il nome viene da Mefite (Mefitis), divinità italica venerata dagli antichi Irpini. Proprio qui sorgeva un suo santuario, frequentato per molti secoli: le ricerche lo fanno risalire almeno al VI secolo a.C., con una frequentazione che prosegue fino all'età romana.

Dagli scavi del santuario provengono le celebri statuette lignee di tipo italico, che il terreno impregnato di gas ha conservato in modo eccezionale. Oggi sono custodite al Museo Irpino di Avellino, e vi consigliamo di andarle a vedere: ve ne parliamo in Il Museo Irpino e l'ex Carcere Borbonico.

La porta degli Inferi di Virgilio

La valle era famosa già nell'antichità. Virgilio, nel libro VII dell'Eneide, descrive la valle d'Ansanto come un luogo cupo da cui si apre un varco verso gli Inferi: è da qui che la furia Aletto torna nel mondo sotterraneo. Anche Cicerone, nel De divinatione, ricorda la zona come un luogo funesto.

Leggere quei versi stando sul bordo della valle, con l'odore di zolfo e il gorgoglio dell'acqua, fa davvero un certo effetto.

Rocca San Felice, il borgo sopra la valle

Dopo la Mefite vi consigliamo di salire al borgo di Rocca San Felice. Sullo sperone roccioso domina il castello, di origine longobarda, con la sua torre cilindrica del XII secolo. Nel paese meritano una sosta la chiesa di Santa Maria Maggiore e, verso la valle, il santuario di Santa Felicita, legato secondo la tradizione al culto cristiano che prese il posto di quello della dea pagana.

Come arrivare e quando andare

Da Avellino si percorre la strada statale Ofantina verso l'Alta Irpinia, quindi si seguono le indicazioni per Rocca San Felice e per la Mefite. Il borgo dista pochi chilometri da Sant'Angelo dei Lombardi.

  • Primavera e autunno sono le stagioni più piacevoli per visitare valle e borgo.
  • Scegliete una giornata ventilata e restate sempre sui percorsi e sui punti panoramici.
  • L'area non è un parco attrezzato: informatevi presso il Comune sulle condizioni di accesso.
  • Per il castello e i luoghi visitabili, verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.

Nei dintorni

La Valle d'Ansanto è un ottimo punto di partenza per scoprire l'Alta Irpinia:

Foto in alto (Rocca San Felice): GDA, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

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