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Il Museo Irpino e l'ex Carcere Borbonico

Il Museo Irpino e l'ex Carcere Borbonico

Se c'è un posto ad Avellino dove capire in poche ore la storia dell'Irpinia, per noi è il Museo Irpino. Lo abbiamo visitato in due tappe, tra il Palazzo della Cultura e l'ex Carcere Borbonico, e ne siamo usciti con la sensazione di aver attraversato millenni. Vi spieghiamo come organizzarvi.

Un museo, due sedi

Il Museo Irpino è uno dei principali poli museali della provincia e fa parte del Sistema Museale Irpino. Le sue collezioni sono distribuite in due edifici del centro di Avellino: il Palazzo della Cultura in corso Europa e il complesso dell'ex Carcere Borbonico.

Vi consigliamo di dedicare almeno mezza giornata a entrambe le sedi, magari inserendole nel percorso della nostra guida Avellino e dintorni.

Il Palazzo della Cultura

Il Palazzo della Cultura è un edificio di impronta razionalista progettato da Francesco Fariello e inaugurato nel dicembre 1966. Al piano terra ospita la sezione archeologica del museo, mentre ai piani superiori si trovano la Biblioteca provinciale, la mediateca e l'emeroteca. Dall'esterno può sembrare un semplice edificio pubblico, ma dentro custodisce alcuni dei reperti più importanti della Campania interna.

La sezione archeologica e la Mefite

La sezione archeologica occupa circa 2000 metri quadrati ed è organizzata in nove sale, suddivise in base alle aree di provenienza dei materiali. Il percorso va dalla preistoria fino alla tarda età romana: ci è piaciuto proprio questo filo che lega i diversi territori dell'Irpinia, valle per valle.

Il pezzo che ci ha colpito di più è nella collezione dedicata alla Mefite, l'antica divinità italica venerata nella Valle d'Ansanto, nel territorio di Rocca San Felice. Qui è esposto lo xoanon, cioè il corpo ligneo della divinità, ritrovato nel torrente vicino al santuario. Trovarsi davanti a una scultura in legno così antica è un'emozione particolare. Se volete visitare anche il luogo da cui proviene, leggete il nostro articolo su La Valle d'Ansanto e la Mefite.

Fa parte del museo anche la Collezione Salomone, una raccolta di porcellane cinesi e giapponesi del Settecento donata nel 1935: un piccolo tuffo in Oriente che non vi aspettereste in Irpinia.

L'ex Carcere Borbonico

La seconda sede è un edificio dalla storia tutta particolare. L'ex Carcere Borbonico fu progettato dall'ingegnere Giuliano De Fazio: i lavori iniziarono nel 1826 e terminarono nel 1830. La sua caratteristica più evidente è la pianta esagonale, pensata per controllare facilmente gli spazi detentivi.

Il carcere restò in funzione fino al terremoto del 1980. Oggi il complesso, recuperato, ospita gli uffici della Soprintendenza, l'Archivio di Stato di Avellino e alcune sezioni del Museo Irpino. Camminare nei cortili e lungo i corridoi dove un tempo c'erano le celle fa un certo effetto, e per noi è parte integrante della visita.

Pinacoteca e Museo del Risorgimento

Nell'ex carcere si trova la Pinacoteca provinciale, dedicata alla pittura campana tra XIX e XX secolo e divisa in quattro sezioni, con opere di artisti irpini e napoletani.

Qui ha sede anche il Museo del Risorgimento, istituito nel 1970 dal professor Fausto Grimaldi e trasferito nell'ex carcere nel 2011. Raccoglie uniformi, armi e oggetti dell'epoca risorgimentale: una visita che vi consigliamo soprattutto se viaggiate con ragazzi appassionati di storia.

Come arrivare e quando andare

Entrambe le sedi si trovano nel centro di Avellino e sono raggiungibili a piedi l'una dall'altra. Il Palazzo della Cultura è su corso Europa; l'ex Carcere Borbonico è in pieno centro cittadino.

  • Il museo è una buona idea in qualsiasi stagione, e diventa perfetto nelle giornate di pioggia.
  • Orari e aperture delle diverse sezioni possono variare: verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.
  • Calcolate almeno un paio d'ore per la sola sezione archeologica.

Nei dintorni

Dopo il museo, ecco qualche idea per proseguire la giornata:

Foto in alto (Avellino): autore sconosciuto, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

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