
A pochi minuti dalla piazza del Duomo di Amalfi, lasciata la folla alle spalle, ci siamo ritrovati in una valle verde e umida, la Valle delle Ferriere,, piena di cascate e di felci giganti. La Valle delle Ferriere è la sorpresa che non ti aspetti in Costiera: un bosco quasi tropicale e le rovine di antiche fabbriche. Ecco cosa vedere e cosa sapere prima di mettervi in cammino.
Una valle tra Amalfi e Scala
La valle si apre alle spalle di Amalfi, lungo il corso del torrente Canneto, e risale fino al territorio di Scala, dove si trova la Riserva Naturale Statale Valle delle Ferriere. Le pareti strette e l'acqua che scorre tutto l'anno creano un microclima fresco e umido, molto diverso da quello assolato della costa. È proprio questo che ha permesso a piante rarissime di sopravvivere fin qui.
La riserva è stata istituita nel 1972 e protegge circa 455 ettari di valle. Nata sotto la gestione del Corpo Forestale dello Stato, oggi rientra tra le riserve affidate ai Carabinieri per la Biodiversità.
La felce dei dinosauri
La regina della valle è la Woodwardia radicans, una felce gigante considerata un relitto del periodo Terziario: le sue fronde possono arrivare a circa tre metri di lunghezza. Vederla crescere lungo le pareti bagnate, accanto alle cascatelle, ci ha dato davvero l'impressione di essere in un altro tempo.
Insieme a lei vivono altre felci rare come la Pteris cretica, la pianta carnivora Pinguicula hirtiflora e, tra gli animali, la salamandrina dagli occhiali, un piccolo anfibio che ama i torrenti puliti. Camminando in silenzio vi capiterà di sentire solo il rumore dell'acqua.
Le ferriere e le cartiere
Il nome della valle racconta la sua storia industriale. Qui l'acqua del Canneto muoveva le ruote di antiche ferriere, dove si lavorava il ferro che arrivava dall'isola d'Elba e veniva trasportato a dorso di mulo lungo la valle; il bosco forniva la legna per il fuoco. Più in basso, verso Amalfi, l'acqua alimentava le cartiere, che hanno reso famosa la città per la sua carta.
Lungo il sentiero si incontrano i resti di questi edifici, con muri invasi dalla vegetazione, vasche e canali. Ci siamo fermati più volte a guardarli: è un pezzo di storia del lavoro della Costiera che spesso resta in ombra rispetto a chiese e ville.
I sentieri e lo stato del percorso
Il percorso più frequentato è il sentiero basso, il sentiero CAI 325, che parte da piazza Flavio Gioia ad Amalfi, risale le stradine del paese e poi entra nella valle. Sono circa 3,2 chilometri per un'ora di cammino in salita, con circa 300 metri di dislivello. Esiste anche un itinerario più lungo, che scende da Pontone, frazione di Scala, fino ad Amalfi.
Una cosa importante: l'8 aprile 2022 una grossa frana ha ostruito il sentiero nella zona di Scala e il Comune di Amalfi ne ha disposto la chiusura. Secondo l'aggiornamento del CAI, la frana non è stata rimossa ma è stato creato un passaggio alternativo che la aggira lungo un vecchio acquedotto. Prima di partire controllate lo stato del sentiero e le eventuali ordinanze in vigore.
La parte più interna della riserva, con le cascate più alte, è un'area protetta in modo rigoroso: si entra solo su autorizzazione e a pagamento, in genere con visite accompagnate. Informatevi in anticipo.
Come arrivare e quando andare
Ad Amalfi si arriva con i bus di linea da Salerno e Sorrento o, nella bella stagione, con i traghetti; in auto la Statale Amalfitana è spesso trafficata e i parcheggi sono pochi e cari. Il sentiero si percorre tutto l'anno, ma vi consigliamo primavera e autunno: in estate la valle resta fresca, però la salita da Amalfi sotto il sole si fa sentire. Indossate scarpe da trekking, perché il fondo è spesso bagnato e scivoloso, e portate acqua.
Nei dintorni
Tornati in paese, non perdete Il Duomo di Amalfi e il Chiostro del Paradiso e, per il resto della città, Amalfi: cosa fare e cosa vedere. Da Scala si sale in poco tempo a Ravello, con Villa Rufolo e Villa Cimbrone. Chi ama camminare può proseguire con Il Sentiero degli Dei. Tutte le altre mete della provincia le trovate nella nostra guida Salerno e dintorni.
Foto in alto (Scala): Jensens, Public domain, via Wikimedia Commons.


