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Le Catacombe di San Gennaro

Le Catacombe di San Gennaro

Sotto la collina di Capodimonte, a pochi passi dal traffico di Napoli, si apre un mondo silenzioso scavato nel tufo: le Catacombe di San Gennaro. Le abbiamo visitate con una guida e ne siamo usciti con un'idea molto più ricca della Napoli dei primi secoli cristiani. Vi raccontiamo perché meritano una tappa.

Il più importante monumento paleocristiano della città

Le catacombe sono considerate il più importante monumento del cristianesimo antico a Napoli. Nacquero tra la fine del II secolo e l'inizio del III secolo intorno alla tomba di una famiglia romana benestante, e si svilupparono poi in un grande cimitero cristiano.

Un primo momento importante fu la sepoltura di Sant'Agrippino, vescovo di Napoli, che rese il luogo meta di venerazione. Lo spazio occupa circa 5.600 metri quadrati scavati nel tufo, con migliaia di loculi e centinaia di tombe ad arco, gli arcosoli, distribuiti su due livelli non sovrapposti.

L'arrivo di San Gennaro

La svolta arrivò nel V secolo, quando il vescovo Giovanni I fece trasferire qui le reliquie di San Gennaro, il patrono della città, martirizzato nel 305. Da quel momento le catacombe divennero un luogo di pellegrinaggio e presero il nome che portano ancora oggi.

Nell'831 le reliquie del santo furono portate a Benevento e per le catacombe iniziò un lungo periodo di abbandono. Il recupero moderno è iniziato nel 1969, per iniziativa del cardinale Corrado Ursi, con i lavori che hanno riportato alla luce la cripta dei vescovi e la tomba del santo.

Cosa vedere: affreschi e mosaici

Camminando nei corridoi ci hanno colpito soprattutto le decorazioni. Nel livello superiore si conservano pitture del II-III secolo sui soffitti, in uno stile che ricorda le decorazioni delle case romane. Poco più avanti si trova la cripta dei vescovi, con mosaici del V secolo che ritraggono i vescovi di Napoli.

Il momento più emozionante è davanti al ritratto di San Gennaro del V secolo, considerato la più antica immagine conosciuta del santo. Le catacombe conservano anche una grande basilica sotterranea, costruita dopo l'arrivo delle reliquie, e un antico battistero: vi consigliamo di seguire con attenzione le spiegazioni della guida, perché ogni nicchia ha qualcosa da raccontare.

Una rinascita nata dal quartiere

Le catacombe sono aperte al grande pubblico dal 2006. Oggi la visita è gestita dalla cooperativa La Paranza, formata da giovani del Rione Sanità, il quartiere che si estende ai piedi della collina. Il loro lavoro ha trasformato le catacombe in un motore di rinascita per tutta la zona, e si sente: le visite sono raccontate con passione e con un forte legame con il territorio.

Il percorso è accessibile anche a persone con mobilità ridotta grazie a rampe e passerelle, cosa non scontata in un sito sotterraneo. Prima di partire verificate orari, biglietti e modalità di prenotazione sul sito ufficiale.

Come arrivare e quando andare

L'ingresso si trova in via Capodimonte, accanto alla Basilica dell'Incoronata del Buon Consiglio. Ci si arriva con gli autobus urbani che salgono verso Capodimonte dalla zona del Museo Archeologico, oppure a piedi, con una salita piuttosto ripida. La visita si svolge con guida. Sottoterra la temperatura resta fresca tutto l'anno, quindi le catacombe sono una buona idea anche nelle giornate più calde d'estate: portate comunque una felpa leggera.

Nei dintorni

Completate l'esplorazione della Napoli sotterranea con Le Catacombe di San Gaudioso e con Cimitero delle fontanelle: tra credenze e verità, entrambi nel Rione Sanità. Salendo la collina arrivate invece alla reggia descritta in Il Museo e il Real Bosco di Capodimonte. Per capire il legame tra la città e il suo patrono leggete Il miracolo di San Gennaro, e per organizzare il resto del viaggio partite dalla nostra guida Napoli e Dintorni.

Foto in alto (Napoli): This Photo was taken by Wolfgang Moroder. Feel free to use my photos, but please mention me as the author and send me a message. This image is not in the public domain. Please respect the copyright protection. It may only be used according to the rules mentioned here. This specifically excludes use in social media, if applicable terms of the licenses listed here not appropriate. Please do not upload an updated image here without consultation with the Author. The author would like to make corrections only at his own source. This ensures that the changes are preserved.Please if you think that any changes should be required, please inform the author.Otherwise you can upload a new image with a new name. Please use one of the templates derivative or extract., CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

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