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Ceramica Vietrese

Ceramica Vietrese

Arrivando a Vietri sul Mare dalla strada che scende da Salerno, la prima cosa che abbiamo notato sono i colori: insegne, numeri civici, panchine, facciate e perfino la cupola della chiesa madre brillano di maiolica. Qui la ceramica non è un souvenir, è l'identità del paese. Siamo stati tra le sue strade, nel museo di Raito e davanti alle botteghe del centro per raccontarvi la storia della ceramica vietrese.

Una tradizione di secoli

Vietri sul Mare è il primo comune della Costiera Amalfitana per chi arriva da Salerno. La produzione di ceramica qui ha radici antiche: le fonti la collegano allo sviluppo dell'artigianato sotto i principi Sanseverino, nel Rinascimento, e da allora non si è mai interrotta. La presenza dell'argilla, del legname per i forni e del mare per spedire le merci ha fatto il resto.

Per secoli i vasai vietresi hanno prodotto soprattutto oggetti di uso quotidiano: piatti, brocche, contenitori per l'olio e per le conserve. Accanto a questi, una produzione importante era quella delle riggiole, le mattonelle maiolicate usate per pavimenti e rivestimenti di chiese, conventi e palazzi. Anche le targhe devozionali con santi e Madonne, che ancora vedete sulle facciate delle case, sono una tipica produzione locale.

I colori e i motivi

La ceramica vietrese si riconosce per i colori vivaci e luminosi: il giallo del sole e dei limoni, il blu e il turchese del mare, il verde della vegetazione mediterranea. I decori sono semplici e immediati, spesso dipinti a mano libera: pesci, frutti, fiori, scene di vita di paese e paesaggi della costa.

Tra i soggetti più riconoscibili c'è l'asinello, che ritroverete su piatti, piastrelle e oggetti di ogni forma: un omaggio all'animale che per secoli ha portato carichi lungo i sentieri ripidi della costiera. Oggi è il motivo che quasi tutti associano a Vietri.

Il "periodo tedesco"

Una pagina che ci ha incuriosito molto è quella del cosiddetto periodo tedesco. Tra gli anni Venti e gli anni Quaranta del Novecento arrivarono a Vietri diversi artisti stranieri, in gran parte di lingua tedesca, attratti dal paesaggio e dalla vivacità delle botteghe. Tra i nomi più noti ci sono Richard Dölker e Irene Kowaliska.

Questi artisti lavorarono a fianco dei ceramisti locali e introdussero un linguaggio nuovo: figure stilizzate, scene popolari reinterpretate con uno sguardo moderno, forme più libere. L'incontro tra la tradizione artigiana e queste influenze ha dato vita a uno stile che ancora oggi caratterizza molte produzioni vietresi.

Il Museo della Ceramica a Villa Guariglia

Per capire davvero questa storia vi consigliamo di salire a Raito, frazione di Vietri, dove si trova il Museo Provinciale della Ceramica, all'interno del complesso di Villa Guariglia. Il museo è allestito nella Torretta Belvedere ed è diviso in tre sezioni: la prima con oggetti religiosi e devozionali, come targhe votive e acquasantiere domestiche; la seconda con il vasellame di uso quotidiano, soprattutto ottocentesco; la terza dedicata proprio al periodo tedesco. C'è anche uno spazio per la riggiola vietrese.

Il parco della villa si affaccia sul golfo di Salerno e merita da solo la visita. Verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.

Passeggiando per Vietri

In paese, la tappa obbligata è la chiesa di San Giovanni Battista, eretta nel Seicento, con la cupola rivestita di maioliche e il campanile coronato da ceramiche dipinte: è l'immagine simbolo di Vietri. Lungo le vie del centro le botteghe espongono piatti e piastrelle fin sulla strada, e in molti laboratori si può osservare il lavoro al tornio e la decorazione a mano.

Vi segnaliamo anche l'edificio progettato dall'architetto Paolo Soleri nel secondo dopoguerra, con la facciata ricoperta di vasi in ceramica: un esempio di architettura organica che sembra crescere dal terreno. Scendendo verso la Marina, infine, vedrete gli scogli dei Due Fratelli che emergono dal mare.

Come arrivare e quando andare

Vietri si trova a pochi chilometri da Salerno. Si raggiunge in auto lungo la statale amalfitana, in autobus o in treno, grazie alla piccola stazione sulla linea Napoli-Salerno. Nella bella stagione ci sono anche collegamenti via mare con la costiera. Vi consigliamo la primavera o l'autunno, quando il paese è più tranquillo e le botteghe si visitano senza fretta.

Nei dintorni

Da Vietri potete salire a Cava de' Tirreni per visitare La Badia di Cava, l'Abbazia della SS. Trinità, oppure proseguire lungo la costa verso Cetara e la sua Colatura di alici di Cetara, fino ad Amalfi: cosa fare e cosa vedere. Se vi appassiona la ceramica, confrontate questa tradizione con quella di Cerreto Sannita e la sua ceramica, a Cerreto Sannita, o con le maioliche de Il complesso di Santa Chiara e il chiostro maiolicato a Napoli. Per tutto il resto c'è la nostra guida Salerno e dintorni.

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