
Se dovessimo scegliere un solo luogo per raccontarvi Benevento, probabilmente sceglieremmo questo. Entrare in Santa Sofia ci ha fatto un certo effetto: la pianta è diversa da qualsiasi chiesa abbiate visto, e girando tra le colonne si ha la sensazione di essere dentro un'idea architettonica di oltre mille anni fa. Accanto, il chiostro e il Museo del Sannio completano una visita che vi consigliamo di fare senza fretta.
La chiesa di Arechi II
Santa Sofia fu voluta dal duca longobardo Arechi II, salito al potere nel 758, e fu completata intorno al 760, quando accolse le reliquie dei Dodici Fratelli Martiri. Era la chiesa di corte del ducato, poi principato, di Benevento, il cuore della cosiddetta Langobardia Minor.
Accanto alla chiesa Arechi fondò un monastero femminile benedettino, dipendente da Montecassino, affidato alla sorella Gariperga. Il complesso nacque quindi come luogo di potere e di preghiera insieme.
Una pianta che non si dimentica
La particolarità di Santa Sofia è la sua pianta centrale: al centro sei colonne disposte ai vertici di un esagono, attorno un anello di pilastri in pietra calcarea e due colonne all'ingresso. Le pareti esterne seguono un andamento spezzato che dà alla chiesa la sua caratteristica forma a stella.
Un tempo l'interno era interamente affrescato. Oggi ne restano alcuni frammenti nelle absidi laterali, con scene dell'Annunciazione e della Visitazione, opera di artisti legati alla scuola beneventana tra la fine dell'VIII e l'inizio del IX secolo. Vi consigliamo di cercarli con attenzione: sono pochi, ma preziosi.
I terremoti del 1688 e del 1702 danneggiarono gravemente l'edificio, che fu ricostruito in forme barocche per volontà del cardinale Vincenzo Maria Orsini, futuro papa Benedetto XIII. Un restauro del 1957 ha poi riportato in luce l'impianto longobardo, mantenendo la facciata barocca: per questo l'esterno e l'interno sembrano parlare due lingue diverse.
Patrimonio UNESCO
Dal giugno 2011 Santa Sofia fa parte del sito UNESCO "I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)", che riunisce sette luoghi in diverse regioni italiane legati alla presenza longobarda. È uno dei motivi per cui vi consigliamo di dedicare qui più tempo che altrove.
Davanti alla chiesa si apre la piazza Santa Sofia, con la fontana e il campanile ricostruito nel Settecento dopo i terremoti, sempre per iniziativa del cardinale Orsini.
Il chiostro e il Museo del Sannio
Dalla chiesa si passa al chiostro, costruito nel XII secolo e oggi parte del percorso museale. È uno dei luoghi che ci sono piaciuti di più: gli archi poggiano su colonne con pulvini scolpiti che raffigurano animali, scene di caccia e di lavoro, figure fantastiche. Prendetevi il tempo di girare tutto il porticato guardando i capitelli uno per uno.
Attorno al chiostro ha sede il Museo del Sannio, istituito dalla Provincia nel 1873. Qui si trovano le sezioni:
- archeologica, con reperti che vanno dalla preistoria all'età romana;
- medievale, con particolare attenzione all'età longobarda;
- arte, con opere dal Rinascimento all'età moderna di artisti locali e campani.
La sezione storica del museo ha invece sede nella Rocca dei Rettori. I reperti egizi legati al tempio di Iside fatto erigere da Domiziano sono oggi esposti in un'altra sede in città, il museo ArCoS.
Come arrivare e quando andare
Santa Sofia si affaccia sull'omonima piazza, lungo il Corso Garibaldi, nel pieno centro storico. Benevento è servita da una stazione ferroviaria e si raggiunge in auto dall'autostrada A16 tramite il raccordo per la città; una volta arrivati, il modo migliore per spostarsi è a piedi.
Si visita tutto l'anno. Tenete presente che la chiesa è un luogo di culto e il museo ha orari propri: verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire. Per costruire un itinerario completo in città e in provincia trovate spunti nella nostra guida Benevento e dintorni.
Nei dintorni
Santa Sofia è al centro di un percorso che si fa comodamente a piedi. A pochi minuti c'è L'Arco di Traiano, mentre proseguendo lungo il Corso arrivate a La Rocca dei Rettori e l'Hortus Conclusus, dove ha sede la sezione storica del museo. Scendendo verso il Rione Triggio trovate Il Teatro Romano di Benevento. Se avete un giorno in più, fuori città vi consigliamo Il Castello e il Museo del Sannio Caudino a Montesarchio e il borgo di Sant'Agata de' Goti.
Foto in alto (Benevento): Dэя-Бøяg, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.


