
Arrivando a Montesarchio lungo la Valle Caudina, il castello e la grande torre cilindrica si vedono da lontano, aggrappati allo sperone roccioso che sovrasta il paese. Noi ci siamo saliti a piedi e, una volta in cima, ci ha colpito il panorama sulla valle e sul massiccio del Taburno. Dentro, poi, ci aspettava uno dei reperti più belli dell'intera Campania.
Un castello sulla Valle Caudina
Il castello sorge in posizione strategica su uno sperone roccioso, a controllo della Valle Caudina, la valle che la tradizione lega all'episodio delle Forche Caudine, la celebre umiliazione inflitta dai Sanniti ai Romani. Nell'antichità qui si trovava la città sannita e poi romana di Caudium.
Le prime fortificazioni risalgono probabilmente all'età longobarda, e il complesso fu poi rimaneggiato nei secoli successivi. In età aragonese si aggiunse la monumentale torre cilindrica, che oggi fa parte anch'essa del complesso museale: la sua struttura a doppio cilindro, più bassa e massiccia delle torri medievali, rispondeva alle nuove esigenze difensive nell'epoca dei cannoni.
Prigione di Stato dei Borbone
Dal 1830 il castello fu trasformato dai Borbone in prigione di Stato. Qui furono rinchiusi patrioti del Risorgimento come Carlo Poerio, Sigismondo Castromediano, Michele Pironti e Nicola Nisco, oppositori del regime borbonico. Sulle pareti delle celle restano ancora iscrizioni lasciate dai detenuti, e vi consigliamo di cercarle: sono tra le testimonianze più toccanti della visita.
Il castello rimase un luogo di detenzione a lungo; dopo la chiusura come istituto penale, negli anni Sessanta del Novecento ospitò un orfanotrofio, l'Istituto Mater Orphanorum. Poi, dopo i restauri, la nuova vita come museo.
Il Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino
Il Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino è stato inaugurato il 30 giugno 2007 ed è oggi gestito dal Ministero della Cultura. Il percorso racconta la storia della valle dalla preistoria all'età romana, con particolare attenzione alla cultura dei Sanniti.
I reperti provengono soprattutto dai corredi funerari delle necropoli di Caudium, di Saticula (l'attuale Sant'Agata de' Goti) e di Telesia. Ci hanno colpito in particolare:
- la ceramica corinzia e i buccheri etruschi e campani;
- i numerosi vasi figurati di produzione attica e italiota, soprattutto crateri, testimonianza dei contatti con il mondo greco;
- il percorso multimediale "Rosso immaginario", allestito nell'ala ottocentesca che i Borbone avevano destinato a prigione.
Il cratere di Assteas e il ratto di Europa
Il pezzo che da solo vale la visita è il cratere di Assteas, un grande vaso a figure rosse del IV secolo a.C. firmato dal ceramografo pestano Assteas, che raffigura il mito del ratto di Europa, la fanciulla rapita da Zeus trasformato in toro.
La sua storia sembra un romanzo: fu scavato clandestinamente da tombaroli in una necropoli di Sant'Agata de' Goti, finì sul mercato internazionale e fu esposto al J. Paul Getty Museum di Malibu dal 1981. Nel 2005, grazie alle indagini delle autorità italiane, il vaso è tornato in Italia, e oggi lo si ammira a pochi chilometri dal luogo in cui fu trovato. Vi consigliamo di dedicargli tempo: i dettagli delle figure e i colori meritano uno sguardo ravvicinato.
Come arrivare e quando andare
Montesarchio si trova nella Valle Caudina, lungo la statale Appia tra Caserta e Benevento, e si raggiunge facilmente in auto da entrambe le città. Il castello domina il centro abitato: preparatevi a un tratto in salita e indossate scarpe comode.
Il museo si visita tutto l'anno; le giornate limpide di primavera e autunno sono perfette per godersi anche il panorama. Orari e modalità d'ingresso possono variare, quindi verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire. Per organizzare un giro più ampio nella provincia, consultate la nostra guida Benevento e dintorni.
Nei dintorni
Da Montesarchio è naturale proseguire verso Sant'Agata de' Goti, il borgo sul tufo da cui proviene il cratere di Assteas, oppure scoprire Il Parco del Taburno-Camposauro. Raggiungendo Benevento potete completare il percorso archeologico con Santa Sofia e il Museo del Sannio e Il Teatro Romano di Benevento.
Foto in alto (Montesarchio): Salvatore Di Maro, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.


