
A nord-ovest di Benevento, dove le colline della Valle Telesina cominciano a salire verso il massiccio del Matese, c'è un angolo di Sannio che ci piace consigliare a chi cerca borghi autentici e poco affollati. Seguendo il corso del torrente Titerno si incontrano, a pochi chilometri l'uno dall'altro, una città ricostruita a tavolino dopo un terremoto, un paese di ceramisti, un borgo medievale famoso per i suoi riti e un villaggio di montagna dove è stato trovato uno dei fossili di dinosauro più importanti del mondo. Ecco come li mettiamo insieme in una o due giornate.
Cerreto Sannita, la città rinata nel Seicento
Partiamo da Cerreto Sannita, che ha una storia unica. Il 5 giugno 1688 un terremoto distrusse il vecchio paese, arroccato sul monte. I feudatari, i Carafa, decisero di ricostruirlo più in basso, su un terreno più stabile, seguendo un disegno regolare: strade larghe e diritte che si incrociano ad angolo retto, piazze ampie e isolati ordinati. Un funzionario borbonico dell'Ottocento la paragonò a una "piccola Torino", e camminando per il centro capirete il perché.
Ma Cerreto è soprattutto la città della ceramica. La tradizione fiorì proprio dopo la ricostruzione, quando le botteghe produssero vasi da farmacia, brocche, acquasantiere e mattonelle decorate nei colori tipici: giallo, verde, arancio e il blu di Cerreto. Il Museo civico e della ceramica cerretese, in Palazzo Sant'Antonio, racconta questa storia con sezioni dedicate alla produzione antica e contemporanea. Non perdete la Cattedrale, costruita tra il 1689 e il 1736, e la collegiata di San Martino. Vi raccontiamo tutto in Cerreto Sannita e la sua ceramica.
Prima di ripartire, cercate il Ponte di Annibale, un ponte in pietra a una sola arcata sul Titerno: la leggenda dice che il condottiero cartaginese lo abbia attraversato con il suo esercito.
San Lorenzello, il paese dei ceramisti
Basta attraversare il torrente per arrivare a San Lorenzello, che con Cerreto condivide da secoli l'arte della ceramica. Lungo le rive del Titerno restano tracce delle antiche strutture per la lavorazione dell'argilla e di un mulino, e nelle chiese la maiolica è ovunque. La più ricca è la chiesa della Congregazione della Sanità, con un timpano in maiolica attribuito ad Antonio Giustiniani, capostipite di una famiglia di ceramisti celebri anche a Napoli. Vi consigliamo di girare senza fretta, cercando edicole votive e decorazioni in ceramica sulle facciate.
Il paese si trova ai piedi del Monte Erbano: chi ama camminare può salire verso la zona di Valle Santa, da cui si apre un panorama sulle valli Telesina e del Titerno.
Guardia Sanframondi, il borgo dei riti
Dalla valle si sale a Guardia Sanframondi, borgo medievale cresciuto attorno al suo castello, che le fonti fanno risalire al normanno Raone di Sanframondo nel XII secolo. Oggi il castello è sede di eventi culturali e dalla sua terrazza si domina tutta la valle. Il centro storico, un tempo chiuso da mura con quattro porte, conserva vicoli, chiese barocche, palazzi del Sei e Settecento e tante fontane.
Guardia è conosciuta in tutta Italia per i Riti settennali di penitenza in onore dell'Assunta, che si celebrano ogni sette anni, nella settimana dopo Ferragosto. I quattro rioni del paese allestiscono processioni con centinaia di figuranti che rappresentano scene bibliche, i cosiddetti misteri, e la domenica sfilano i penitenti vestiti di bianco. Il santuario dell'Assunta, una basilica barocca a tre navate, custodisce la statua lignea della Madonna. È anche terra di vino: le colline intorno sono coltivate a vigneto, in particolare a Falanghina. Leggete Falanghina del Sannio DOC.
Pietraroja e il dinosauro Ciro
L'ultima tappa è la più sorprendente. Si sale tra boschi e tornanti fino a Pietraroja, nel cuore del Matese, dove in una vecchia cava fu trovato lo Scipionyx samniticus, il cucciolo di dinosauro che tutti chiamano Ciro. Vissuto nel Cretaceo inferiore, oltre 100 milioni di anni fa, è famoso perché conserva tracce di organi interni, muscoli e vasi sanguigni, un caso rarissimo al mondo. Lo studio pubblicato nel 1998 sulla rivista Nature lo rese celebre.
L'originale è esposto a Benevento, mentre a Pietraroja, nel Paleolab, si può vedere un calco proprio nel luogo della scoperta, insieme a un percorso dedicato ai fossili del territorio. È una tappa perfetta per chi viaggia con bambini. Approfondite in Pietraroja e il Paleolab, la terra di Ciro.
Come organizzare l'itinerario
- In un giorno: Cerreto e San Lorenzello al mattino, Guardia Sanframondi nel pomeriggio, con un tramonto dalla terrazza del castello.
- In due giorni: aggiungete Pietraroja e, se avete tempo, il vicino borgo di Cusano Mutri.
- Musei, castelli e Paleolab hanno aperture variabili: verificate orari e biglietti sui siti ufficiali e dei Comuni prima di partire.
Come arrivare e quando andare
Serve l'auto. Da Benevento e da Caserta si raggiunge la Valle Telesina, e da Telese Terme i borghi del Titerno sono a pochi minuti di strada; per Pietraroja la strada sale in montagna ed è più lenta. La primavera e l'autunno sono le stagioni migliori; d'estate Pietraroja e il Matese offrono un po' di fresco, mentre in inverno in quota può nevicare.
Nei dintorni
Per allargare il viaggio a tutta la provincia c'è la nostra guida Benevento e dintorni. Chi vuole unire Sannio e Irpinia in un fine settimana trova un itinerario in Irpinia e Sannio in un weekend.
