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L'area archeologica di Cuma

L'area archeologica di Cuma

Ci sono luoghi in cui mito e storia si sovrappongono così tanto da non capire dove finisca l'uno e cominci l'altra. Cuma è uno di questi: siamo entrati nella galleria della Sibilla con i versi di Virgilio in testa e siamo saliti fino all'acropoli, da dove il mare si apre senza ostacoli. Vi raccontiamo una delle visite più suggestive dei Campi Flegrei.

La prima colonia greca d'Occidente

L'area archeologica si trova nel territorio di Pozzuoli, sul tratto di costa che guarda verso Ischia, a pochi chilometri da Bacoli. Qui, nell'VIII secolo a.C., coloni greci dell'Eubea, provenienti da Calcide, fondarono quella che viene considerata la prima colonia greca dell'Occidente. Da Cuma la cultura greca, compreso l'alfabeto, si diffuse in buona parte della penisola.

La città fu protagonista di vicende importanti: nel 474 a.C., con l'aiuto di Siracusa, sconfisse gli Etruschi in una celebre battaglia navale. Nel 421 a.C. passò sotto il controllo dei Sanniti e più tardi divenne romana. Fu infine distrutta nel 1207 dai Napoletani, decisi a eliminare i predoni che vi avevano trovato rifugio.

L'Antro della Sibilla

Il luogo più famoso del parco è l'Antro della Sibilla, una galleria scavata nel tufo lunga 131 metri. La sezione, trapezoidale nella parte alta, crea un gioco di luci e ombre grazie alle aperture laterali che guardano verso il mare: camminarci dentro in silenzio è un'esperienza che ci è rimasta addosso.

L'archeologo Amedeo Maiuri la riportò alla luce nel 1932 e la identificò con l'antro descritto da Virgilio nel sesto libro dell'Eneide, dove Enea consulta la Sibilla prima di scendere agli Inferi. La datazione è discussa, e alcuni studiosi pensano piuttosto a un'opera militare legata alla difesa della città e del porto. Il fascino, comunque, resta intatto.

L'acropoli e i templi

Dall'antro si sale verso l'acropoli, la collina fortificata su due terrazze che domina la piana. Lungo la Via Sacra si incontrano i resti del Tempio di Apollo e, più in alto, del Tempio di Giove, che in età cristiana fu trasformato in basilica: al suo interno si riconosce ancora il fonte battesimale.

La salita è breve ma all'aperto, tra lecci e macchia mediterranea. In cima vi aspetta il belvedere: nelle giornate limpide lo sguardo spazia sul mare aperto e sulla costa. Noi ci siamo fermati qui a lungo, ed è il momento della visita che vi consigliamo di non affrettare.

La città bassa

Ai piedi dell'acropoli si estende la città bassa, dove gli scavi hanno riportato alla luce il foro, il Capitolium e le terme centrali, testimonianze della Cuma romana. In questi anni l'area è oggetto di ricerche di università italiane e straniere, e in alcune occasioni il Parco organizza visite guidate dedicate ai nuovi scavi.

Poco fuori dal parco, sulla strada che collega Cuma all'entroterra, si incontra l'Arco Felice, un imponente arco romano aperto nel taglio del Monte Grillo per far passare la via Domitiana verso la città. Vale una sosta fotografica lungo il percorso.

Come arrivare e quando andare

Il modo più comodo è l'auto: da Napoli si prende la Tangenziale fino a Pozzuoli e si seguono le indicazioni per Cuma. Con i mezzi pubblici si può usare la Ferrovia Cumana o la Circumflegrea e proseguire con i bus locali, ma i collegamenti vanno controllati in anticipo.

Il parco appartiene al Parco Archeologico dei Campi Flegrei, ha un giorno di chiusura settimanale e gli ingressi sono contingentati, con prenotazione online. Dopo eventi sismici i siti possono chiudere in via precauzionale per le verifiche. Verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire. Evitate le ore più calde d'estate: all'acropoli l'ombra è poca. Primavera e autunno sono perfetti.

Nei dintorni

Cuma si combina facilmente con Il Parco archeologico di Baia e con la visita di Pozzuoli raccontata in L'Anfiteatro Flavio e il Rione Terra di Pozzuoli. Per avere il quadro di tutta la zona vulcanica leggete Escursione ai Campi Flegrei, e per chiudere la giornata con un bagno c'è Le spiagge di Napoli e dintorni. Le altre idee di viaggio sono in Napoli e Dintorni.

Foto in alto (Pozzuoli): autore sconosciuto, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

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