
Da fuori sembra una chiesa di campagna, raccolta ai piedi del monte Tifata, con il suo portico ad archi e il campanile squadrato. Poi siamo entrati e le pareti si sono accese di colori: santi, profeti, storie del Vangelo dipinte quasi mille anni fa. La Basilica di Sant'Angelo in Formis è uno di quei luoghi che vi consigliamo di vedere almeno una volta nella vita.
Da tempio di Diana a chiesa benedettina
La basilica, dedicata a San Michele Arcangelo, sorge nel territorio di Capua, sul luogo dove in epoca antica si trovava il celebre tempio di Diana Tifatina, uno dei santuari più venerati della Campania. Una prima chiesa esisteva già all'inizio del X secolo e ne seguiva il perimetro.
La svolta arrivò quando il complesso passò ai benedettini di Montecassino. Tra il 1072 e il 1087 l'abate Desiderio, che sarebbe poi diventato papa con il nome di Vittore III, fece ricostruire la chiesa nelle forme che vediamo ancora oggi.
L'architettura: il portico e i materiali antichi
La facciata è preceduta da un portico con cinque arcate ogivali, aggiunto nel XII secolo, con un portale in marmo. Accanto si alza il campanile a pianta quadrata, con la base in grandi blocchi di pietra e la parte superiore in laterizio con bifore.
L'interno ha una pianta basilicale a tre navate senza transetto, chiusa da tre absidi. Le navate sono divise da colonne antiche con capitelli corinzi, recuperate dal tempio di Diana, e anche parte del pavimento riutilizza materiali dell'antico santuario. Ci è piaciuto molto questo dialogo tra mondo pagano e mondo cristiano: si cammina letteralmente sulle pietre del tempio.
Gli affreschi dell'XI secolo
Il vero tesoro di Sant'Angelo in Formis è il ciclo di affreschi che copre quasi tutte le pareti. Risale alla seconda metà dell'XI secolo, al tempo della ricostruzione di Desiderio, ed è opera di pittori locali formati alla cultura bizantina. È considerato tra i cicli pittorici romanici più importanti dell'Italia meridionale.
Lungo le navate scorrono le storie dell'Antico e del Nuovo Testamento, da leggere come un grande libro illustrato. Noi ci siamo fermati a lungo davanti alle scene della vita di Cristo, con i colori ancora vivi e i volti dagli occhi grandi tipici dell'arte bizantina.
L'abside e il Giudizio Universale
Nell'abside centrale domina il Cristo in trono benedicente. Più in basso c'è un dettaglio che vi invitiamo a cercare: l'abate Desiderio raffigurato mentre offre a Cristo il modellino della chiesa. Ha il nimbo quadrato, l'aureola riservata alle persone ancora in vita al momento in cui venivano ritratte.
Voltandovi verso l'ingresso, sulla controfacciata, trovate il grande Giudizio Universale, con gli eletti da una parte e i dannati dall'altra. È una scena che i fedeli vedevano uscendo dalla chiesa, un ultimo ammonimento prima di tornare alla vita di tutti i giorni.
Come arrivare e quando andare
La basilica si trova nella frazione di Sant'Angelo in Formis, sulle pendici del monte Tifata, a pochi chilometri dal centro di Capua e da Santa Maria Capua Vetere. Si raggiunge comodamente in auto; dall'uscita Capua dell'A1 servono pochi minuti. L'ingresso di norma è gratuito, ma gli orari sono legati anche alle celebrazioni religiose: verificate orari e aperture sul sito ufficiale della Diocesi di Capua prima di partire.
Vi consigliamo di andarci nelle ore centrali di una giornata luminosa, quando la luce che entra dalle finestre aiuta a leggere meglio gli affreschi. Ricordate che è un luogo di culto: abbigliamento adeguato e silenzio.
Nei dintorni
Nel centro di Capua visitate Il Museo Provinciale Campano di Capua, dove sono conservati anche mosaici provenienti da Sant'Angelo in Formis. A pochi chilometri vi aspetta L'Anfiteatro Campano e il Mitreo di Santa Maria Capua Vetere. Per un altro capolavoro medievale salite a La Cattedrale di Casertavecchia. Tutte le altre idee di viaggio sono in Caserta e dintorni.
Foto in alto (Capua): Shadowgate, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons.


