
Finiti i balli e le maschere del Carnevale, in Campania arrivava un'altra presenza, silenziosa e un po' inquietante: una vecchina vestita di nero, appesa tra i balconi o accanto al camino. Era la Quaresima, una pupazza che per quaranta giorni ricordava a tutti il tempo dell'attesa e della penitenza. Siamo andati a cercare le sue tracce, tra i vicoli di Napoli, i paesi della costiera e le campagne del Sannio, e vi raccontiamo cosa abbiamo scoperto.
Il tempo della Quaresima
Nel calendario cristiano la Quaresima è il periodo di preparazione alla Pasqua. Inizia con il Mercoledì delle Ceneri, il giorno dopo il Martedì grasso, e dura circa quaranta giorni, in ricordo dei quaranta giorni trascorsi da Gesù nel deserto. Un tempo era scandita da regole precise: digiuni, astinenza dalla carne, niente feste né musica.
Nella cultura popolare questo passaggio era vissuto in modo molto concreto. Il Carnevale, grasso e allegro, "moriva", e al suo posto arrivava la Quaresima, magra e severa. In molte tradizioni del Sud, la Quaresima era immaginata proprio come la vedova di Carnevale.
La pupattola della Quaresima
Il simbolo più affascinante di questo periodo è la pupattola, chiamata anche semplicemente Quaresima o, in alcune zone, Quarantana. Era una bambola che rappresentava una vecchia, vestita rigorosamente di nero, con un fazzoletto scuro in testa. A Napoli la si costruiva con materiali poveri: la testa di cartapesta, i capelli di stoppa, l'abito ricavato dalla tela di vecchi ombrelli, la gonna tenuta a campana da un filo di ferro.
In mano teneva spesso il fuso e la conocchia, gli attrezzi per filare la lana, simbolo del tempo che scorre e della pazienza. Ma il dettaglio più curioso era un altro: una patata o una cipolla in cui erano infilate sette penne di gallina.
Un calendario fatto di penne
Quelle sette penne erano un vero e proprio calendario. Ne veniva tolta una ogni settimana, così che a colpo d'occhio si capiva quanto mancava alla fine della penitenza. Le usanze variavano da un luogo all'altro: in alcuni paesi la penna si toglieva il venerdì, dopo le funzioni religiose, in altri la domenica. L'ultima veniva sfilata nel Sabato Santo, in attesa della Pasqua.
A Napoli la pupattola era appesa al filo dei panni tra un balcone e l'altro, a volte decorata con i cibi consentiti in Quaresima. Nelle case di campagna del Sannio, invece, si appendeva vicino al camino, e intorno alla gonna si sistemavano alimenti come aringhe, aglio, baccalà, pasta e pannocchie. Alla fine del periodo, in diverse località, la bambola veniva bruciata: un gesto che chiudeva l'inverno e apriva la strada alla primavera e alla Resurrezione.
La vecchia segata e altri riti
In Quaresima, in alcune zone della Campania si celebrava un altro rito legato alla figura della vecchia: la vecchia segata. Un fantoccio che rappresentava l'inverno, la fame e la scarsità veniva segato, spaccato o bruciato in un falò, per propiziare l'arrivo della bella stagione. Uno dei luoghi in cui questa tradizione è documentata è Alife, nel Casertano.
Oggi la pupattola è quasi scomparsa dalle strade di Napoli, ma sopravvive in alcuni paesi della penisola sorrentina e della costiera amalfitana, e viene riproposta da scuole e associazioni che vogliono tenere viva la memoria di queste usanze.
A tavola in Quaresima
La Quaresima era il tempo del mangiare di magro: legumi, verdure, pesce e soprattutto baccalà, protagonista di tante ricette campane. Ma non mancava un'eccezione dolce: il 19 marzo, festa di San Giuseppe, cade quasi sempre in Quaresima, e in tutta la regione si preparano Le zeppole di San Giuseppe. È un piccolo strappo alla regola che i campani non si sono mai fatti mancare.
Quando andare
Se volete respirare l'atmosfera di questo periodo, il momento migliore sono le settimane che precedono la Pasqua, tra febbraio e aprile a seconda del calendario. In molti paesi, soprattutto nella Settimana Santa, si svolgono processioni e riti che concludono il percorso quaresimale. Informatevi presso i Comuni e le parrocchie sulle iniziative in programma.
Nei dintorni
Per capire cosa succede prima, leggete il nostro articolo sulla Mascarata di Serino, mentre per quello che viene dopo vi rimandiamo a Pasqua in Campania...luoghi e tradizioni da non perdere! e a La pastiera napoletana. Altre usanze della città le trovate in Tradizioni napoletane famose, e per organizzare il viaggio c'è la nostra guida Napoli e Dintorni. Se invece vi incuriosisce il Sannio, partite da Benevento e dintorni.
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