
La prima volta che ci hanno offerto un piatto di cicci, a metà dicembre, ci siamo trovati davanti a una zuppa di chicchi colorati che profumava di aglio e peperoni. Più che un piatto, è un gesto: si prepara in grandi quantità e si condivide. Vi raccontiamo una delle tradizioni più sentite dell'inverno irpino.
Che cosa sono i cicci
Con la parola dialettale cicci, in Irpinia, si indicano i legumi e i cereali. I cicci di Santa Lucia sono infatti un piatto povero che mescola cereali e legumi cotti insieme e poi insaporiti con un soffritto. Si preparano ogni anno il 13 dicembre, giorno in cui la Chiesa ricorda Santa Lucia, la santa invocata come protettrice della vista.
La tradizione è diffusa in tutta la provincia di Avellino ed è particolarmente sentita nel capoluogo, Avellino, e in centri vicini come Atripalda, dove la ricetta viene custodita e tramandata in famiglia. Ad Avellino, nel 2013, è nata anche un'associazione dedicata a valorizzare questa usanza. È una delle tradizioni che vi segnaliamo nella nostra guida Avellino e dintorni.
Un piatto fatto per essere condiviso
Secondo la tradizione, i fedeli preparavano i cicci per voto, come offerta alla santa in segno di ringraziamento, e li distribuivano a parenti, vicini e a chi ne aveva bisogno. Per questo si cucinano in pentoloni e la preparazione diventa un piccolo rito collettivo, che unisce famiglie e vicini di casa.
C'è anche una lettura simbolica che abbiamo trovato bellissima: i chicchi tondi e colorati richiamerebbero gli occhi, legati al culto di Santa Lucia. In molte zone del Sud la festa del 13 dicembre è associata ai cereali: in Sicilia, per esempio, si prepara la cuccìa, a base di grano bollito.
Gli ingredienti
Ogni famiglia ha la sua versione, ma gli ingredienti più ricorrenti sono questi:
- mais bianco e grano tenero;
- ceci, fagioli e, in alcune ricette, lenticchie;
- peperoni tondi sott'aceto, tipici della tradizione irpina;
- aglio e olio extravergine d'oliva.
Come si preparano
La lavorazione comincia la sera del 12 dicembre, quando cereali e legumi vengono messi in ammollo per molte ore, in genere circa mezza giornata.
- Il giorno dopo si cuociono a lungo in abbondante acqua: c'è chi li lessa tutti insieme fino a far assorbire l'acqua e chi preferisce cuocerli separatamente, perché hanno tempi diversi.
- In una pentola, meglio se di terracotta, si soffriggono nell'olio l'aglio e i peperoni sott'aceto tagliati a pezzi.
- Si aggiungono cereali e legumi ben scolati, si mescola e si lascia insaporire.
- Si servono caldi o tiepidi, in piatti fondi.
Il sapore è rustico e deciso, con la nota acidula dei peperoni che dà carattere a tutto il piatto. A noi è sembrato il modo perfetto per scaldarsi nelle giornate più fredde dell'anno.
Nei dintorni
- Gli altri piatti della tradizione: Cosa mangiare ad Avellino.
- Il primo della domenica irpina: I fusilli avellinesi.
- Un altro sapore d'inverno: La castagna di Montella IGP.
- Per un fine settimana in città: Weekend ad Avellino.
Foto in alto (Avellino): autore sconosciuto, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

