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Bracigliano e i nevieri

Bracigliano e i nevieri

Oggi basta aprire il freezer per avere un cubetto di ghiaccio, ma per secoli il freddo è stato un bene prezioso, raccolto in montagna e venduto in città. Siamo saliti a Bracigliano, tra le colline al confine tra le province di Salerno e Avellino, per scoprire la storia dei nevieri, gli uomini che d'inverno raccoglievano la neve e d'estate la vendevano trasformata in ghiaccio. È un mestiere scomparso, ma ci ha raccontato molto di questo territorio.

Bracigliano, un paese tra i monti

Bracigliano è un piccolo centro della provincia di Salerno, a circa 350 metri di altitudine. Il paese è circondato da rilievi: a nord i monti Faitaldo e Piesco, a est il Salto e l'Ariella, a ovest la Spianata e il monte Foresta. Proprio queste montagne, d'inverno spesso innevate, sono state per secoli una risorsa economica.

Il territorio confina con Forino, già in Irpinia, e con Siano. Passeggiando in paese incontrerete diverse chiese, tra cui la parrocchiale di San Giovanni Battista, quella della Santissima Annunziata e la chiesa dei Santi Nazario e Celso, oltre al convento di San Francesco, fondato nel 1618, e a Palazzo De Simone.

Il commercio della neve

Dal Cinquecento all'Ottocento il commercio della neve fu un'attività importante in tutto il Regno di Napoli. La neve serviva a rinfrescare bevande e cibi, a preparare sorbetti e granite per le famiglie più ricche e aveva anche un uso medico. A Salerno, ricorda chi ha studiato la storia delle neviere cittadine, i medici della tradizione della Scuola Medica Salernitana la prescrivevano contro febbri, ferite ed emorragie.

Secondo queste ricerche, la neve che arrivava a Salerno proveniva da diverse montagne: dai monti di Cava de' Tirreni, dai Picentini, dagli Alburni e anche dai monti di Bracigliano. Per i paesi di montagna, insomma, la neve era un raccolto come un altro, da custodire con cura e vendere al momento giusto.

Come funzionava una neviera

Il cuore di tutto erano le neviere. Nella zona, alcune si trovavano nella pineta di Piano Salto, proprio al confine tra Forino e Bracigliano. Potevano essere costruzioni in muratura oppure semplici buche nel terreno, quasi circolari, larghe tra i 5 e i 10 metri.

Il lavoro dei nevieri seguiva il ritmo delle stagioni. D'inverno, dopo le nevicate, si raccoglieva la neve e la si portava nelle fosse, alternando strati di neve pressata con attrezzi di legno e strati di paglia, che faceva da isolante. Gli ingressi erano rivolti a nord, per ripararli dal sole, e protetti con frasche. Così la neve, compattandosi, diventava ghiaccio e resisteva fino all'estate.

Con il caldo arrivava il momento della vendita. Il ghiaccio veniva tagliato in blocchi con appositi attrezzi, caricato su carretti o a dorso di mulo e trasportato a valle, spesso di notte per limitarne lo scioglimento. Una parte restava ai paesi vicini, una parte prendeva la strada delle città.

Un mestiere duro e devoto

Quello del neviere era un lavoro faticoso e rischioso: si lavorava al gelo, sui sentieri di montagna, e d'estate si correva contro il tempo. Non sorprende che tra i commercianti di neve del Regno si fosse diffuso il culto della Madonna della Neve, alla quale si affidavano la buona riuscita del raccolto e la sicurezza dei viaggi.

Tutto finì tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento, quando la produzione del ghiaccio artificiale rese inutili le neviere. Molte fosse sono state abbandonate e coperte dalla vegetazione, ma il ricordo dei nevieri è rimasto nella memoria dei paesi di montagna.

Come arrivare e quando andare

Bracigliano si raggiunge in auto dall'autostrada A30 Caserta-Salerno o dal raccordo Salerno-Avellino, proseguendo poi verso l'interno lungo la viabilità provinciale. Per camminare sui monti intorno al paese i periodi migliori sono la primavera e l'autunno; d'inverno, con un po' di fortuna, potrete vedere le cime imbiancate e immaginare il lavoro dei nevieri. Informatevi presso le associazioni escursionistiche locali sui sentieri percorribili.

Nei dintorni

Da Bracigliano potete scendere a Salerno per visitare Il Giardino della Minerva e la Scuola Medica Salernitana, dove la medicina antica prendeva forma, oppure spostarvi verso Cava de' Tirreni e La Badia di Cava, l'Abbazia della SS. Trinità. Se amate la montagna d'inverno leggete L'inverno in Campania: neve al Laceno e terme. Per il resto dell'itinerario consultate le nostre guide Salerno e dintorni e Avellino e dintorni.

Foto in alto (Bracigliano): Pere Garcia, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

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