
Due giorni sono il tempo giusto per conoscere Salerno senza correre. Noi l'abbiamo girata così: il primo giorno dedicato al centro storico e alle sue chiese, il secondo alla parte alta della città, con l'acquedotto e il castello, per finire sul mare. Vi lasciamo il nostro itinerario, da adattare ai vostri ritmi.
Giorno 1, mattina: il Duomo e Via dei Mercanti
Cominciate dalla Cattedrale di San Matteo, voluta da Roberto il Guiscardo e consacrata nel 1084 da papa Gregorio VII. Prendetevi il tempo per il quadriportico, la porta di bronzo giunta da Costantinopoli e la cripta con le reliquie del patrono. Se vi interessa l'arte sacra, il vicino Museo Diocesano custodisce gli Avori di Salerno.
Scendete poi verso Via dei Mercanti, la strada dei commerci medievali, e lasciatevi guidare dai vicoli. Lungo la strada vi consigliamo una sosta alla Chiesa di San Giorgio, con gli affreschi di Francesco Solimena, e al complesso di San Pietro a Corte, dove sotto la cappella longobarda di Arechi II si vedono i resti delle terme romane.
Giorno 1, pomeriggio e sera: il Giardino della Minerva e il lungomare
Dopo pranzo salite al Giardino della Minerva, l'orto dei semplici dove nel Trecento Matteo Silvatico coltivava le piante medicinali. Le terrazze sono perfette per riposarsi un po' guardando i tetti e il mare. Se volete capire meglio il ruolo della città nella storia della medicina, in Via dei Mercanti c'è il Museo Virtuale della Scuola Medica Salernitana.
Verso sera scendete sul Lungomare Trieste. Noi ci siamo fermati sulle panchine a guardare il sole calare dietro la Costiera Amalfitana: non c'è modo migliore per chiudere il primo giorno.
Giorno 2, mattina: l'Acquedotto e il Museo Archeologico
Il secondo giorno partite da via Arce, dove si alzano gli archi dell'Acquedotto medievale, costruito nel IX secolo per il monastero di San Benedetto. I salernitani lo chiamano "Ponti del Diavolo": secondo la leggenda il mago Pietro Barliario lo avrebbe innalzato in una notte con l'aiuto dei demoni.
A pochi passi, proprio nell'antico complesso di San Benedetto, c'è il Museo Archeologico Provinciale, che custodisce la splendida Testa di Apollo in bronzo ripescata nel golfo nel 1930. Una visita di un'ora basta per farsi un'idea della storia antica del territorio, dalla preistoria all'età romana, passando per i ricchi corredi delle necropoli della piana. A noi ha colpito la sensazione di camminare sopra la storia: le sale del museo stanno negli ambienti di un monastero le cui prime notizie risalgono all'epoca longobarda.
Giorno 2, pomeriggio e sera: il Castello Arechi e il porto
Nel pomeriggio salite al Castello Arechi, a circa 300 metri sul mare. Le sue origini risalgono al VI secolo, ma il nome ricorda il principe longobardo che fece di Salerno la sua capitale. Dalle mura la vista spazia su tutto il golfo; all'interno, il piccolo museo espone ceramiche e vetri medievali trovati negli scavi.
Scendendo, dirigetevi verso il porto per vedere la Stazione Marittima firmata da Zaha Hadid, inaugurata nel 2016. Poi tornate verso il centro passando accanto al Teatro Verdi e alla Villa Comunale, e concedetevi un'ultima passeggiata sul mare.
Come arrivare e quando andare
Salerno si raggiunge in treno sulla linea Napoli–Reggio Calabria, con fermata anche dell'alta velocità, oppure in auto con l'autostrada A2 del Mediterraneo. Per questo itinerario non serve l'auto: tutto si fa a piedi, tranne la salita al castello, per cui potete usare i mezzi pubblici. Vi consigliamo primavera e autunno. Alcuni musei aprono solo in certi giorni: verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.
Nei dintorni
Per avere tutto il quadro su città e provincia leggete Salerno e dintorni. Se avete un giorno in più, seguite Visitare Salerno in 3 giorni, che aggiunge Costiera e Paestum. Per conoscere meglio i monumenti di questo itinerario ecco Il Duomo di Salerno, Il castello Arechi e L'Acquedotto medievale di Salerno, i "Ponti del Diavolo".


