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Terme in Campania: la guida completa, località per località

Veduta di Ischia

La Campania è una terra vulcanica, e dove c'è un vulcano ci sono quasi sempre acque calde. Già i Romani costruivano qui terme e ville per curarsi e riposarsi. Oggi la regione offre parchi termali, stabilimenti di cura, SPA negli hotel e qualche sorgente libera. In questa guida abbiamo riunito tutte le nostre schede sulle terme campane, località per località, con quello che è aperto, quello che è chiuso e quello che è solo leggenda.

In breve: le terme vere e proprie si trovano a Ischia, a Napoli e nei Campi Flegrei, a Contursi e a Telese. Castellammare di Stabia ha una grande storia termale ma i suoi stabilimenti sono chiusi dal 2015, mentre a Sorrento e Capri non ci sono terme.

Ischia, l'isola delle acque

Ischia è la destinazione termale più famosa della Campania: decine di sorgenti alimentano parchi termali con piscine a temperature diverse, hotel con piscine termali e sorgenti libere sul mare come Sorgeto e i Maronti. Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio sono i comuni più legati a questa tradizione. Abbiamo dedicato all'isola un approfondimento completo: Ischia termale: come scegliere parco, hotel e cure.

Napoli e i Campi Flegrei: Agnano

Pochi sanno che a Napoli, a un quarto d'ora dal centro, c'è un vulcano spento con dentro un complesso termale. Noi ci siamo andati incuriositi dalle famose "stufe", le grotte calde scavate nel tufo, e abbiamo scoperto un luogo che mescola archeologia romana, storia del Novecento e relax. Vi raccontiamo le Terme di Agnano.

Dentro un cratere dei Campi Flegrei

Agnano è una conca vulcanica che fa parte dei Campi Flegrei, tra il quartiere di Fuorigrotta e Pozzuoli. Nel Medioevo il fondo del cratere fu occupato da un lago, il Lago di Agnano, che venne prosciugato nel 1870 con le opere di bonifica, per recuperare terreni agricoli e combattere la malaria.

Oggi nella conca ci sono l'ippodromo, un quartiere residenziale e il complesso termale, ai piedi del Monte Spina. Il sottosuolo è ancora caldo: qui sono state censite 75 sorgenti termali, che alimentano piscine e reparti di cura. Se volete inquadrare la zona, partite dalla nostra Escursione ai Campi Flegrei.

Le terme romane

Le acque di Agnano erano già sfruttate in età romana. Sulle pendici del Monte Spina restano i ruderi di un grande impianto termale del I-II secolo d.C., costruito su più livelli: si riconoscono l'apodyterium, lo spogliatoio, il frigidarium e gli ambienti riscaldati, oltre a cisterne collegate all'acquedotto. Dagli scavi sono emerse statue e decorazioni, alcune oggi conservate nei musei.

Ci ha colpito vedere queste murature antiche a pochi passi dalle piscine moderne: è la prova più concreta che qui, da duemila anni, si viene a cercare il calore della terra.

Le Stufe di San Germano

Il cuore del complesso sono le Stufe di San Germano, grotte scavate nel tufo e riscaldate dai vapori vulcanici che salgono dal sottosuolo. Al loro interno la temperatura va dai 40 ai 70 gradi circa, e si fa una sorta di sauna naturale, senza acqua né stufe artificiali. Il nome richiama San Germano, vescovo di Capua, legato per tradizione a queste acque.

Entrare nelle stufe è un'esperienza curiosa: il calore è secco e avvolgente, e dopo pochi minuti si capisce perché vadano usate con prudenza. Seguite le indicazioni del personale sui tempi di permanenza.

Lo stabilimento del Novecento

Il primo stabilimento moderno fu costruito tra il 1910 e il 1911 su progetto di Giulio Ulisse Arata, in stile liberty. Durante la Seconda guerra mondiale, tra il 1943 e il 1944, l'albergo delle terme ospitò un ospedale militare alleato. Nel dopoguerra il complesso fu demolito e ricostruito, e nel 1961 prese forma quello attuale, progettato da Giulio De Luca.

Negli ultimi anni le terme hanno attraversato una fase di difficoltà e chiusure, e oggi sono aperte con il centro benessere e le piscine, mentre alcuni servizi, come le cure termali e l'albergo, non sono attivi. La situazione può cambiare: verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.

La Grotta del Cane

A poca distanza dalle terme si trova una delle curiosità più famose dei Campi Flegrei, la Grotta del Cane. È una piccola cavità in cui l'anidride carbonica di origine vulcanica, più pesante dell'aria, ristagna a livello del suolo. Nei secoli passati i viaggiatori del Grand Tour venivano a vederla, e il nome ricorda gli esperimenti crudeli che si facevano con gli animali.

Oggi la grotta non è normalmente visitabile, ma resta un pezzo di storia della scienza e del viaggio a Napoli che vale la pena conoscere.

Contursi Terme, nella valle del Sele

Nella valle del Sele, dove il Tanagro si getta nel fiume più grande, c'è un paese che porta l'acqua nel nome: Contursi Terme. Noi ci siamo arrivati dalla piana di Paestum, risalendo la valle, e abbiamo trovato un borgo arroccato su una collina e, più in basso, lungo il fiume, le sorgenti calde che lo hanno reso famoso. Vi raccontiamo come viverlo.

Un borgo alla confluenza di due fiumi

Contursi sorge a circa 250 metri di altitudine, su un colle che domina la confluenza del Tanagro con il Sele, nell'entroterra della provincia di Salerno. Il nome deriverebbe da una fortezza costruita nell'840 da Orso, conte di Conza, il castrum comitis Ursi, il "castello del conte Orso".

Il centro storico si raccoglie intorno alla piazza principale, dove sorge il Castello Rosapepe, nato come fortezza e trasformato nei secoli in residenza nobiliare. Passeggiando tra i vicoli si notano i portali in pietra delle case, e la chiesa madre di Santa Maria degli Angeli, ricostruita dopo il terremoto del 1980. Il patrono è San Donato, festeggiato il 7 agosto.

Le sorgenti termali

Le acque di Contursi sono famose da secoli: già un manoscritto del 1231 parla dei Balnea Contursi, i bagni di Contursi. Oggi si contano più di dieci sorgenti minerali, con caratteristiche molto diverse tra loro: acque sulfuree, acque bicarbonato-calciche, acque ferruginose e frizzanti, e sorgenti fredde accanto a quelle calde, che superano i 40 gradi.

La caratteristica che rende speciale Contursi è l'altissima concentrazione di anidride carbonica: alcune sue sorgenti sono indicate tra le più ricche d'Europa sotto questo aspetto. Le acque vengono usate per bagni, fanghi e inalazioni, in cure dedicate soprattutto alla circolazione, alle articolazioni, alla pelle e alle vie respiratorie. Per le cure vere e proprie è bene consultare prima il proprio medico.

Le terme lungo il fiume

Gli stabilimenti non sono nel borgo ma più in basso, nella frazione di Bagni di Contursi, lungo il corso del Sele. Si tratta di diverse strutture, quasi tutte collegate ad alberghi, con piscine termali all'aperto e al coperto, reparti di cura e spazi per il relax. Molte sono aperte anche a chi viene solo per la giornata: verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.

Ci ha colpito la sensazione di stare in un luogo appartato, con il rumore del Sele e le colline intorno. È una meta senza pretese mondane, frequentata soprattutto da chi viene per le cure e per qualche giorno di riposo.

Il Sele: natura, pinete e rafting

Contursi non è solo terme. Le acque del Sele sono pulite e veloci, e ospitano la trota mediterranea, un indicatore della buona salute del fiume. Lungo le rive ci sono una pineta e diversi punti per le passeggiate, e nei mesi caldi si pratica il rafting sulle rapide, con guide specializzate.

Più a valle, il corso del Sele e del Tanagro è tutelato dalla Riserva Naturale Foce Sele-Tanagro, che comprende anche la celebre oasi di Persano. Se amate la natura, unire una giornata alle terme a una camminata lungo il fiume è il modo migliore per conoscere questa valle.

Telese Terme, nel Sannio

Arrivando a Telese Terme lo si sente prima ancora di vederlo: il profumo leggero di zolfo che accompagna l'acqua delle sue sorgenti. Noi ci siamo fermati in questa cittadina della valle del Calore per passeggiare nel parco termale e sul lungolago, e ci è piaciuta la sua aria tranquilla, un po' d'altri tempi. Vi raccontiamo le terme del Sannio.

Acque nate da un terremoto

La storia delle terme di Telese comincia con una catastrofe. Secondo la tradizione, le sorgenti sulfuree affiorarono in seguito ai forti terremoti del 1349, che devastarono l'antica città di Telesia. Le emissioni di gas resero a lungo l'aria della zona difficile da respirare, e la popolazione si spostò altrove.

Con il tempo, però, quella che era stata una sciagura divenne una risorsa. Nel 1734 il medico Tommaso Bruni pubblicò uno dei primi studi sulle proprietà delle acque telesine, aprendo la strada al loro uso terapeutico.

Lo stabilimento e il parco

Lo sviluppo moderno arrivò nella seconda metà dell'Ottocento. Nel 1877 nacquero i Grandi Stabilimenti Balneari di Telese, che diedero alla cittadina la sua vocazione e, più tardi, anche il nome: il comune si chiama Telese Terme. Lo stabilimento è attivo ancora oggi ed è considerato una delle aziende termali più antiche d'Italia in attività.

Le terme si trovano all'interno di un grande parco di circa quattro ettari, con alberi secolari, viali ombreggiati e vasche alimentate dalle sorgenti, ai piedi del Monte Pugliano. L'acqua è sulfurea e viene usata per cure dedicate soprattutto alle vie respiratorie, alla pelle e alla riabilitazione; d'estate aprono anche le piscine all'aperto. Verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.

In città resta anche la memoria di altri stabilimenti ottocenteschi: le antiche terme nate nel 1867, oggi trasformate in un parco naturale, conservano l'atmosfera della belle époque termale.

Una delle città termali storiche d'Europa

Dal 2023 Telese Terme fa parte dell'Associazione europea delle città termali storiche (EHTTA), una rete di località termali che gestisce un itinerario culturale certificato dal Consiglio d'Europa. È un riconoscimento che unisce le acque alla storia del territorio, tra età romana e Medioevo.

A noi è piaciuto proprio questo: a Telese le terme non sono un'isola, ma parte di un paesaggio fatto di colline, vigne e borghi.

Il Lago di Telese

A pochi passi dal centro c'è il Lago di Telese, anch'esso legato all'attività sismica della zona, con una profondità di circa 20 metri. Intorno corre un percorso pedonale panoramico, perfetto per una passeggiata dopo le terme. Il lago è frequentato anche dagli appassionati di pesca sportiva.

Ci siamo seduti sulla riva nel tardo pomeriggio, con le colline del Taburno all'orizzonte: è il momento migliore per godersi la calma di questo angolo di Sannio.

Telesia, la città romana

Chi ama la storia non dovrebbe ripartire senza aver visto i resti di Telesia, l'antica città sannita e poi romana, nel vicino comune di San Salvatore Telesino. Restano tratti della cinta muraria e i segni dell'impianto urbano, immersi nella campagna. È una visita breve che aiuta a capire quanto sia antico questo territorio.

Castellammare di Stabia: la città delle acque (terme chiuse dal 2015)

Per generazioni, a Castellammare di Stabia, "andare alle terme" era un gesto quotidiano quanto andare al mare. Noi siamo tornati in città per capire che cosa resta oggi di quella storia, e vi diciamo subito la verità: gli stabilimenti sono chiusi da anni. Ma la storia delle acque stabiesi merita di essere raccontata, e qualche traccia si può ancora toccare con mano.

La città delle 28 sorgenti

Castellammare sorge ai piedi del Monte Faito, e proprio dalle pendici della montagna e dalla zona del porto sgorgano le sue acque. Il patrimonio idrologico contava 28 sorgenti diverse tra loro: acque sulfuree, acque bicarbonato-calciche e acque medio-minerali. Tra i nomi storici ci sono l'Acetosella, la Ferrata, l'Acidula e la Sulfurea.

Le sorgenti erano note fin dall'antichità, quando qui sorgeva l'antica Stabiae, ma per secoli furono usate in modo spontaneo, senza un vero stabilimento. La svolta arrivò nel 1787, quando re Ferdinando I di Borbone fece analizzare le acque: gli studi conclusero che l'acetosella stabiese non aveva nulla da invidiare alle celebri acque di Spa, in Belgio.

Le Antiche Terme

Il primo complesso, quello delle Antiche Terme, sorse nella parte bassa della città, vicino al mare e all'area dei cantieri navali, dove si concentravano diverse sorgenti. Nel secondo dopoguerra l'edificio fu ristrutturato su progetto dell'architetto Marcello Canino.

Per decenni le Antiche Terme sono state un punto di ritrovo per gli stabiesi e per chi arrivava da Napoli e dalla provincia. Ancora oggi molti in città ne parlano con nostalgia: la mescita delle acque, le passeggiate, il parco.

Le Nuove Terme sul Solaro

Negli anni Sessanta la città si dotò di un complesso moderno. Le Nuove Terme furono inaugurate nel 1964 sulla collina del Solaro, in posizione panoramica sul golfo, con un grande parco, reparti di cura e piscine. Nel 1974 si aggiunse un albergo termale.

Il complesso è considerato un esempio interessante di architettura del secondo Novecento ed è schedato nel censimento delle architetture italiane contemporanee del Ministero della Cultura. Vederlo dall'esterno, con il parco e i volumi degli edifici, aiuta a capire quanto contasse il termalismo per l'economia cittadina.

Lo stato attuale: terme chiuse dal 2015

Ed eccoci al punto dolente. Entrambi i complessi hanno chiuso nel 2015, dopo anni di difficoltà gestionali ed economiche, e da allora non hanno più ripreso l'attività termale. Nel tempo si sono susseguiti progetti, proposte e perizie: la Regione Campania ha presentato un'ipotesi di trasformazione in ospedale termale, e la città ha più volte chiesto di salvare questo patrimonio.

Al momento in cui scriviamo, quindi, non è possibile fare cure o bagni termali a Castellammare. Il parco delle Antiche Terme è stato riaperto in alcune occasioni per attività estive e iniziative cittadine, ma si tratta di aperture temporanee. Se passate da queste parti, informatevi sul sito del Comune per eventuali novità.

L'Acqua della Madonna

C'è però un'acqua che gli stabiesi continuano a bere. È l'Acqua della Madonna, una sorgente di acqua minerale naturale che nasce sotto la chiesa di Santa Maria di Porto Salvo e arriva a una fontana pubblica sulla banchina del porto. Ci siamo fermati a guardare le persone che riempivano bottiglie e damigiane: è uno dei riti più autentici della città.

Negli ultimi anni la fontana è stata chiusa per un periodo a causa di problemi alle tubature, poi sostituite; vi consigliamo di verificare che sia in funzione prima di andarci apposta.

Sorrento e Capri: niente terme, ma una lunga storia di bagni

Diciamolo subito, così nessuno parte con aspettative sbagliate: a Sorrento e a Capri non ci sono vere terme come a Ischia o ad Agnano. Eppure, quando abbiamo esplorato la penisola e l'isola con questo tema in testa, abbiamo trovato una storia fatta di bagni romani, ville sul mare e una sorgente sulfurea che sgorga a picco sulla costa. Vi raccontiamo la tradizione delle acque di questo angolo di Campania.

Una costa di ville e di bagni

In età romana la penisola sorrentina e Capri erano luoghi di villeggiatura per l'aristocrazia e per gli imperatori. Qui non si costruivano grandi impianti termali pubblici, ma ville marittime con piscine, ninfei, peschiere e approdi privati. Il "bagno", per i Romani di questa costa, era soprattutto quello nel mare, in insenature protette e trasformate in piscine naturali.

È questa tradizione, più che le terme vere e proprie, a rendere speciale la zona. Ed è ancora visibile in alcuni luoghi che vi consigliamo di raggiungere a piedi o dal mare.

I Bagni della Regina Giovanna

Il luogo più suggestivo è a Capo di Sorrento, a pochi chilometri dal centro. Qui un sentiero porta ai Bagni della Regina Giovanna, una piscina naturale circondata dalla roccia e collegata al mare da un passaggio sotto un arco. Intorno si trovano i resti della villa romana di Pollio Felice, del I secolo a.C., che occupava una vasta area del promontorio.

Il nome si deve alla tradizione secondo cui la regina Giovanna II d'Angiò-Durazzo, che regnò tra il 1414 e il 1435, amava bagnarsi in queste acque. La zona fa parte dell'Area Marina Protetta di Punta Campanella.

Noi ci siamo arrivati a piedi in una ventina di minuti: non ci sono servizi, quindi portate acqua e scarpe adatte agli scogli. Fuori dalla piscina naturale il mare può essere mosso e profondo, e serve prudenza.

I Bagni di Tiberio a Capri

Su Capri il nome che evoca le acque è quello dei Bagni di Tiberio, nella zona di Marina Grande. Qui sorgeva Palazzo a Mare, una delle residenze imperiali dell'isola, affacciata direttamente sull'acqua. Dei suoi ambienti restano murature e strutture a pelo d'acqua, accanto a una piccola spiaggia raggiungibile a piedi o in barca.

Secondo le fonti antiche, l'imperatore Tiberio ebbe a Capri dodici ville: oltre a Palazzo a Mare se ne riconoscono ancora Villa Jovis e Villa Damecuta. E anche la Grotta Azzurra, in età romana, era un ninfeo marino legato alle residenze imperiali.

Le acque sulfuree di Vico Equense

Se cercate un'acqua termale vera, dovete spostarvi di pochi chilometri, a Vico Equense. Nell'insenatura dello Scrajo, lungo la strada sorrentina, sgorga una sorgente di acqua sulfurea, conosciuta già in epoca romana. Uno stabilimento la sfrutta dalla fine dell'Ottocento, e la particolarità del luogo è la possibilità di sentire insieme gli effetti dell'acqua minerale e di quella marina, con vista sui faraglioni dei Tre Fratelli.

È, a conti fatti, la sorgente termale più nota della penisola. Verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.

Il benessere oggi, con un po' di prudenza

Molti alberghi di Sorrento e Capri offrono oggi centri benessere e spa, ma attenzione: si tratta di strutture con acqua riscaldata, non di terme alimentate da sorgenti. Quando leggete di "terme di Sorrento" o di "terme di Capri", controllate di che cosa si tratta: per le cure termali vere e proprie la meta più vicina resta Ischia, raggiungibile in aliscafo.

Il benessere, da queste parti, è soprattutto un'altra cosa: un bagno in una caletta, una passeggiata tra i limoneti, un tramonto sul golfo. A noi basta e avanza.

Le altre sorgenti della regione

Oltre alle località più note, la Campania ha altre acque meno conosciute. Nella zona di Pozzuoli e del lago d'Averno sgorgano acque calde salsobromoiodiche, e a Bacoli si visitano le antiche stufe naturali scavate nel tufo. In Irpinia, a Villamaina, le sorgenti di San Teodoro, ricche di anidride carbonica, hanno avuto a lungo uno stabilimento oggi chiuso: verificate sempre lo stato prima di partire.

Come organizzare un viaggio termale

Le terme campane si raggiungono facilmente dai grandi nodi della regione. Da Napoli si arriva ad Agnano e Pozzuoli con la metropolitana e la Cumana, a Castellammare e Vico Equense con la Circumvesuviana, a Ischia con traghetti e aliscafi. Telese ha una stazione sulla linea ferroviaria Caserta-Benevento, mentre per Contursi è più comoda l'auto, con l'uscita sull'autostrada del Mediterraneo.

Il periodo migliore? Le terme si vivono tutto l'anno, ma noi amiamo soprattutto autunno e primavera, quando l'acqua calda all'aperto dà il meglio e c'è meno folla. D'inverno l'esperienza è ancora più suggestiva, con il vapore che sale nell'aria fredda. Molte strutture hanno aperture stagionali: verificate orari e biglietti sul sito ufficiale prima di partire.

SPA, centri benessere e ritiri

Accanto alle terme ci sono le SPA degli hotel, i centri benessere in città e una nuova offerta di ritiri: soggiorni di qualche giorno con yoga, camminate, cucina sana e trattamenti. Attenzione però: una SPA usa acqua riscaldata, non acqua di sorgente termale. Nella sezione SPA e centri benessere stiamo raccogliendo le strutture della regione.

Come scegliere e quando andare

  • Per le cure termali (fanghi, bagni, inalazioni) rivolgetevi a stabilimenti convenzionati e chiedete prima al vostro medico: in alcuni casi le cure sono riconosciute dal Servizio sanitario.
  • Per il puro relax scegliete un parco termale o un hotel con piscine termali.
  • Periodo: primavera e autunno sono ideali. Molti parchi termali chiudono d'inverno, quindi verificate le date di apertura.
  • In inverno potete unire neve e acque calde: leggete L'inverno in Campania: neve al Laceno e terme.

Volete unire terme e mare in un viaggio lento? Leggete anche le guide Relax e Slow travel.

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