
Tra la fine dell'Ottocento e la seconda metà del Novecento milioni di italiani lasciarono il Paese, e la Campania fu una delle regioni con più partenze. Da Napoli salpavano le navi per New York, Buenos Aires, Santos, Caracas; più tardi in tanti partirono per la Germania, la Svizzera, il Belgio, l'Australia. Oggi i loro discendenti sono ovunque nel mondo, e sempre più spesso tornano a cercare il paese da cui tutto è cominciato. È il turismo delle radici, e noi pensiamo che sia uno dei modi più emozionanti di scoprire la Campania.
Un tema su cui l'Italia sta investendo
Il Ministero degli Affari Esteri porta avanti dal 2022 un progetto dedicato al turismo delle radici, rivolto agli oltre 80 milioni di italiani all'estero e di persone di origine italiana nel mondo. Il 2024 è stato proclamato Anno delle radici italiane, con il programma Italea. In Campania, in Irpinia, è stato presentato un progetto pilota per riportare i discendenti degli emigrati nei paesi d'origine, con il recupero di case e percorsi storici come il Cammino di Guglielmo e la ferrovia Avellino-Rocchetta Sant'Antonio.
Prima di partire: ricostruire la storia di famiglia
- Raccogliete tutto quello che c'è in casa: nomi, date, lettere, foto, passaporti, documenti di viaggio. Anche un soprannome o il nome di una contrada può essere decisivo.
- Cercate nei registri di sbarco e di cittadinanza del Paese d'arrivo: spesso riportano il comune di nascita.
- Consultate il Portale Antenati del Ministero della Cultura, che mette online gli atti di stato civile conservati negli Archivi di Stato: nascite, matrimoni e morti a partire dall'Ottocento.
- Scrivete al Comune: l'ufficio di stato civile può rilasciare estratti degli atti. Gli Archivi di Stato di Napoli, Salerno, Caserta, Avellino e Benevento conservano registri e documenti storici.
- Le parrocchie custodiscono spesso registri di battesimo e matrimonio più antichi dello stato civile.
Sul posto: come vivere il ritorno
Arrivati nel paese, il primo consiglio è semplice: chiedete. Nei piccoli centri della Campania, dall'Irpinia al Cilento, dal Sannio all'Alto Casertano, c'è quasi sempre qualcuno che ricorda una famiglia, una casa, un mestiere. La Pro Loco e il Comune sono ottimi punti di partenza: trovate i contatti nella pagina di ciascuno dei 550 comuni della nostra guida, a partire da Tutta la Campania.
- Visitate la chiesa madre e il cimitero: lapidi e cappelle raccontano i cognomi del paese.
- Venite d'estate per la festa patronale: ad agosto molti emigrati tornano, e le feste sono il momento in cui il paese si ritrova.
- Assaggiate la cucina di casa: i piatti che si preparano in famiglia all'estero spesso nascono proprio lì.
- Dormite in paese: B&B, case vacanza e agriturismi permettono di vivere il borgo da vicino.
Qualche consiglio pratico
- Muovetevi con anticipo per le richieste di documenti: gli uffici possono avere tempi lunghi.
- Portate copie dei documenti che avete già, anche in fotografia.
- Imparate qualche parola di italiano: aprirà molte porte, anche in paesi dove si parla soprattutto dialetto.
- Per la cittadinanza le regole sono stabilite dalla legge italiana e cambiano nel tempo: rivolgetevi al consolato o a un professionista.
Cercate dove dormire nel paese dei vostri antenati? Consultate la sezione Dove dormire e il nostro calendario eventi per le feste dell'estate. Per un viaggio lento tra i borghi, leggete anche Slow travel in Campania.


