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I luoghi della famiglia d’Avalos: itinerario tra Napoli, Ischia e Procida

Vi portiamo sulle tracce dei d’Avalos, famiglia aristocratica di origine spagnola che dal XV secolo si radicò anche in Italia. Il ramo italiano ebbe numerosi feudi nel Regno di Napoli e nel ducato di Milano, con personaggi di rilievo in politica, nelle armi e nella Chiesa. Per 195 anni la famiglia detenne il titolo di Gran camerlengo, uno dei sette grandi uffici del Regno, e con Cesare Michelangelo d’Avalos ottenne il rango di Principe del Sacro Romano Impero e il diritto di battere moneta.

È un itinerario della serie Storie e personaggi, in auto, da vivere in circa due giorni, con anche una versione a 360° sul portale regionale.

Le tappe dell’itinerario

1. Museo e Real Bosco di Capodimonte

Qui si conserva la Collezione d’Avalos, avviata nel Quattrocento-Cinquecento e arricchita per generazioni. Comprendeva ritratti di famiglia di Tiziano, oggi sparsi in vari musei del mondo, i celebri arazzi della battaglia di Pavia tessuti su cartoni di Bernard van Orley e tele del Seicento napoletano di soggetto mitologico, tra cui opere di Luca Giordano. Nel 1862 l’ultimo erede, Alfonso V, la donò al nuovo Stato italiano e dal 1957 gran parte delle opere è a Capodimonte.

👉 Scheda del Museo nazionale di Capodimonte

2. Palazzo d’Avalos, Napoli

Nel quartiere Chiaia, fu costruito nel Cinquecento come residenza dei marchesi di Pescara e del Vasto e rinnovato nel 1751 dall’architetto Mario Gioffredo, che curò anche le sale della quadreria di famiglia.

👉 Scheda di Palazzo d’Avalos del Vasto

3. Castello Aragonese, Ischia

Sorge su un isolotto di roccia vulcanica alto 113 metri, collegato a Ischia Ponte da un ponte in muratura lungo circa 220 metri. Una delle fortezze più scenografiche del Golfo.

👉 Scheda del Castello aragonese di Ischia

4. Palazzo d’Avalos, Procida

Domina la Terra Murata: fu costruito alla fine del Cinquecento per volere del cardinale Innico d’Avalos, insieme alle mura. Divenne poi palazzo reale borbonico, scuola militare e infine carcere, chiuso nel 1988. Il complesso comprende anche cortile, caserma, edifici delle celle e la Spianata agricola.

Info utili

  • Mezzo consigliato: auto (con traghetti per le isole)
  • Durata del percorso: 2 giorni
  • Tipo: storie e personaggi, 4 tappe

Fonte: Regione Campania – Ecosistema digitale per la cultura

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