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Visitare Napoli: scopri la Cappella Sansevero

Cappella SanSevero
 

Una Napoli misteriosa ed esoterica, fatta di credenze e suggestioni si cela dietro la metropoli partenopea. Scopri con noi l’altro volto di Napoli

Sei a Napoli e cerchi un tour alternativo alla scoperta del lato misterioso di questa città? Ti accompagniamo noi lungo un percorso affascinante e…esoterico!

Il nostro viaggio non può che cominciare dalla Cappella Sansevero. Situata nel cuore del centro storico, alle spalle di piazza San Domenico Maggiore e nei pressi di San Gregorio Armeno, è famosa per il “Cristo Velato”. Si tratta di una scultura marmorea realizzata nel 1753 dall’artista napoletano Giuseppe Sanmartino che raffigura Gesù morto, coperto da un sudario trasparente.  La cappella, oggi sconsacrata, è tutta da scoprire: essa è infatti intrisa di simboli alchemici.

La storia della Cappella Sansevero

Visitare Napoli non può prescindere da questa tappa. A volere la Cappella fu il principe di Sansevero, Raimondo di Sangro, che fu una specie di stregone, un alchimista diabolico, nonché il primo Gran Maestro della massoneria napoletana. Descritto da Croce come “l’incarnazione napoletana del dottor Faust” , Raimondo è il protagonista di numerose leggende popolari anche legate alla Cappella stessa. Basti pensare che per spiegare la realizzazione del famoso velo adagiato sul Cristo, finemente drappeggiato come se fosse stato posto dopo sulla statua compiuta, si sostiene che fosse stato proprio il Principe Raimondo ad intervenire attraverso la sua magia, “cristallizzando” con un procedimento alchemico un velo vero. In seguito, sempre secondo la “leggenda nera”,  accecò l’autore Sanmartino, affinché egli “non eseguisse mai per altri così straordinaria scultura”.

Le tracce massoniche nella Cappella Sansevero

Fu il principe a organizzare la decorazione della cappella in maniera stupefacente e originale, secondo la struttura del tempio della massoneria. Visitandola troverai le statue della Liberalità, L’Educazione, La Sincerità, La Soavità, Lo Zelo, il Dominio, La Pudicizia e il Disinganno che troverebbero corrispondenza anche nelle carte dei tarocchi. Ognuna di esse si riferirebbe al rito di iniziazione dell’alchimista.

I riferimenti massonici ed esoterici non mancano anche nella volta della cappella. L’affresco che la decora fu opera di un certo Francesco Maria Russo e rappresenta la Gloria del Paradiso o  il Paradiso dei di Sangro. Due sono gli elementi i che lo caratterizzano :il triangolo e i colori.

Il primo, posto al centro della scena con una colomba,  rappresenta la Trinità per i cristiani, la nascita cosmica per i seguaci di Pitagora e il segno del Maestro Venerabile per i massoni. I colori , invece, sarebbero stati ottenuti attraverso una mescola formulata da Raimondo e, a distanza di quasi tre secoli, sono sempre vivi e splendenti senza mai essere stati ritoccati.

Il pavimento labirintico

Nell’itinerario allegorico progettato da Raimondo rientrava a pieno titolo il pavimento labirintico: compiuto tra gli anni ’60 e ’70 del XVIII secolo dall’artista Francesco Celebrano, oggi  è ricoperto da piastrelle in cotto napoletano. Data la sua difficile esecuzione, neanche il principe fece in tempo a vederlo terminato prima della sua morte. Il progetto infatti prevedeva un pavimento di marmoree tarsie policrome con sfumature dal blu al bianco, con incastrata internamente una linea di marmo bianco, continua e senza giunture, ideata dal principe stesso. Il faticoso sforzo per la realizzazione del pavimento è stato reso vano quando nel 1889 un grave crollo lo distrusse quasi completamente, tanto da scoraggiare ogni tentativo di restauro. Ma se fai bene attenzione, ancora oggi  alcune lastre del pavimento settecentesco sono visibili nel passetto antistante la tomba di Raimondo di Sangro,  mentre altre puoi trovarle esposte nella Cavea sotterranea e in Sagrestia. Di questi resti puoi apprezzare il motivo a labirinto, che rappresenta la difficoltà dell’itinerario che deve compiere l’iniziato per approdare alla conoscenza. I numerosi incroci e bivi devono indurre l’uomo alla scelta della strada giusta per arrivare alla Verità.

La macchine anatomiche della Cappella Sansevero

Non finiscono qui i misteri e le leggende che avvolgono la Cappella. Per i meno impressionabili, al piano inferiore, scendendo una scaletta a chiocciola, si trovano “Le macchine anatomiche”.  Custodite in due teche di vetro, nel vano d’ingresso al laboratorio segreto, furono realizzate attorno al 1763-64. A concepirle fu il principe Raimondo aiutato dal medico siciliano Giuseppe Salerno.  Si tratta dei veri scheletri di un uomo e di una donna avvolti dal sistema arterioso e venoso in eccezionale stato di conservazione. Ancora non si conosce con certezza il procedimento utilizzato per ottenere un risultato tanto stupefacente. I corpi e l’intero apparato circolatorio sono troppo complessi e anatomicamente precisi perché possano essere stati semplicemente “riprodotti” e hanno dato adito a numerose, quanto inquietanti, congetture e leggende. Molti all’epoca raccontarono che si trattasse di due servi di Raimondo ai quali era stato iniettato un liquido sconosciuto che avrebbe reso solidi tutti i vasi sanguigni, il cosiddetto “processo di metallizzazione”. In seguito i cadaveri sarebbero stati privati degli organi, lasciando solo la struttura ossea con tutto il sistema circolatorio. Questa ipotesi lascia sgomenti se si pensa che la donna era incinta, resta visibile il cordone ombelicale, e allo stesso tempo pone molti interrogativi sulle metodologie: come fu iniettato il liquido, visto che ancora non esistevano aghi per scopi medici? Di certo lascia stupiti la precisione della riproduzione considerando il fatto che all’epoca non vi fosse una conoscenza completa del sistema venoso e capillare. Allo stesso tempo l’ipotesi che potesse essere stato iniettato del liquido (tipo mercurio) nel corpo di un cadavere non regge, poiché  solo il sangue in circolo pompato dal cuore avrebbe potuto diffondere il liquido in tutto il corpo.

Quale è allora la verità? Mistero. Ancora oggi non esiste una spiegazione univoca, solo visitandola tu stesso potrai fartene un’idea! Ancora dubbi su cosa vedere a Napoli?

Se questa storia ti ha incuriosito continua a seguire Turismo Campano. La prossima tappa del nostro tour di “Napoli misteriosa” parlerà di Morte ma anche di Vita e di Speranza. Curioso di saperne di più?

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