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Alla scoperta di un piccolo gioiello paleocristiano della Campania

 

Basilica S.S.Annunziata Prata AvIn una delle nostre ” trasferte” canoro- musicali settembrine in Campania e precisamente nell’ avellinese, è capitato di ritrovarci in uno di quelli che potremmo definire un piccolo gioiello della paleocristianita’ campana: la Basilicata della S.S. Annunziata di Prata Principato Ultra nei pressi di Avellino ( uscita consigliata dell’ autostrada Avellino est ) , risalente al VI sec. d.c.

Il fascino è stato quello di trovarsi ad eseguire musica sacra all’ interno di un luogo così carico di storia e di mistero, vivendo particolari emozioni considerando l’ antichità e la sacralità del luogo e per questo ci è venuta l’ idea di presentavelo a grandi linee e proporvelo come meta di un itinerario storico turistico per le zone interne della nostra regione, ricca di tesori anche sconosciuti!

Dibattute le origini di questa Chiesa, considerata da taluni del V eVI sec. d.c. paleocristiana, altri di epoca longobarda,IX sec, solo dopo i lavori di restauro degli anni ‘ 50 si risali’ al fatto che l’ odierna Basilica era sorta sulla base di due preesistenti.

20160910_125838-600x800Si presenta come una struttura molto semplice e povera con pesanti pilastri in aggetto sulle pareti,legati da archi trasversali, dividendo in tre zone il semplice schema spaziale rispetto a quella con archi e colonne delle contemporanee strutture a tre navate .

Fu poi liberata da intonachi e stucchi settecenteschi durante i restauri degli anni 30, vennero fuori i muri originari, si operò il consolidamento dell’ abside, vennero aperte quattro arcatelle del triforium,due colonnine furono messe al posto dei pilastrini  in muratura e l’ altare barocco fu sostituito da una mensa di tufo,riportando così la struttura all’ aspetto originario a sostegno dell’ ipotesi originaria paleocristiana .

Nei successivi lavori di scavo e  restauro degli anni 50 emersero le fondamenta e la parte inferiore di due chiese nel piazzale antistante all’ odierno ingresso e quindi l’ attuale Basilica vien da pensare che sia sorta sulle rovine delle precedenti , in più altro dettaglio che ne fa posticipare l’ origine è stato il ritrovamento di  una moneta recante l’ effigie di Arechi II, principe di Benevento con data 863 d.C.20160910_110811-1024x768

Altri elementi, secondo alcuni studiosi, fanno pensare all’ origine longobarda della basilica : l’ asimmetria tra l’asse del presbiterio e quello della navata,le finestre che vennero aperte in un secondo momento come tagli nella muratura portante prive di arco di scarico o architrave,il triforium costituito da un’ ampia arcata centrale su colonne antiche a capitelli ionici  e da due arcatelle minori che immettono in un deambulatorio scavato nella roccia tufacea con nel mezzo un’ abside a pianta di mezza ellisse .In fondo vi è una nicchia con volta a semicatino sopraelevata rispetto al sedile in muratura che percorre tutto intorno, affrescato dalla ” Vergine orante tra due santi ” eseguito verso la fine del IX secolo .

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Il titolo abadiale proviene dal Vescovo di Avellino e nel 1876 fu resa partecipe dei privilegi e delle grazie annessi alla Basilica di San Giovanni in Laterano in Roma da Papa Pio IX.

Ai lati della nicchia dell’ abside si aprono sei arcatelle, distribuite tre per lato, a sesto acuto sorrette da altrettante colonnine in terracotta e da ermette votive.20160910_130042-768x1024

Queste arcatelle aprono l’ abside verso l’ ambulacro che gira tutto intorno . Delle predette arcatelle manca la prima di sinistra , sostituita da un cippo dove si trova un’ epigrafe votiva dedicata Marte da Quinto Camurzio e quindi si ritiene che il cippo si trovasse su un’ ara arcaica del VI secolo , quindi questo testimonia come divesre origini concorrono alla formazione di questa struttura tra epoca pagana, paleocristiana e longobarda!

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A destra della basilica poi si trova un piccolo giardino con la catacombe detta ” Grotta ” risalente al II, III secolo!

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Sulla parete destra della basilica è affrescato S.Antonio con il Bambino

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Su quella di sinistra la crocifissione, San Giovanni e San Nicola

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Dietro all’ abside si trova un ossario

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Da questi pochi elementi che vi abbiamo illustrato emerge che la caratteristica di questo sito sia un coacervo di tradizioni, fascino, mistero, ancora tutto da scoprire probabilmente e che oggi gli abitanti del luogo e dei paesi circostanti  rinnovano annualmente nella domenica in Albis con i festeggiamenti dedicati alla Vergine attraverso il volo degli angeli, una sacra rappresentazione che richiama migliaia di fedeli.

Riteniamo quindi quanto sia importante e fondamentale custodire e diffondere questo immenso patrimonio culturale ed artistico della nostra regione in tutte le sue pieghe più nascoste e sconosciute, cercando di portarle alla luce e alla giusta e meritata attenzione di coloro che non solo la visitano ma che la vivono e la abitano!

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