fbpx
0
Escursione ai Campi Flegrei

Avete in programma di visitare i Campi Flegrei?

In questo articolo, abbiamo deciso di parlarvi delle escursioni offerte dalle guide turistiche. Alcune sono molto diverse tra loro: potrete addentrarvi nella baia o nella profondità della terra, o, ancora, assistere a dei fenomeni attivi nei dintorni della Solfatara.

Di seguito, vi riportiamo i cinque itinerari più importanti e organizzati dei Campi Flegrei: alcuni hanno la durata di un giorno, mentre altri prevedono solo mezza giornata.

Le escursioni che potrete fare ai Campi Flegrei

  • Baia: dura una giornata. Qui avrete l’occasione di esplorare parte del territorio e del mare. Questa baia fu una delle località più importanti durante l’epoca romana. Era frequentata dai patrizi e dai più fidati collaboratori degli imperatori, tra cui citiamo Nerone e Domiziano. La guida vi mostrerà il Parco Archeologico, il Museo dei Campi Flegrei. Il punto finale della visita vi condurrà attraverso l’antica Baia Sommersa. L’itinerario è libero, mentre è previsto un pagamento per l’ingresso ai siti;
  • Discesa agli inferi: dura una giornata. è da sempre nota l’appartenenza dei Campi Flegrei agli inferi: infatti, pare che i Campi siano uno dei pochi accessi presenti al mondo all’Inferno. Questo itinerario vi farà sentire il protagonista della Divina Commedia: sarete trasportati tra l’Ade e l’Averno. È prevista la visita sottomarina al Parco Sommerso di Baia, oltre alla discesa nella Piscina Mirabilis, che si trova nei sotterranei. Quest’ultima alimentava i palazzi imperiali e serviva alla flotta romana di Miseno. Come nel precedente, l’itinerario è libero, ma è previsto un piccolo prezzo per i siti di interesse;

Vi avvicinerete a una delle entrate dell’Inferno

  • Le radici e la storia: il terzo itinerario ha una durata di mezza giornata. Questo percorso è particolarmente indicato per chi vuole studiare la storia e l’origine del Campi Flegrei. Saranno affrontati i temi come la sua conformazione, l’origine e molto altro. Potrete dare uno sguardo sugli aspetti naturalistici e al contempo visitare alcuni dei luoghi più importanti del sito. Tra le fermate previste dalla guida turistica, possiamo trovare i monumenti del Rione Terra, l’Antica Acropoli di Pozzuoli, la Solfatara. Quest’ultima è particolarmente affascinante, perché permette di conoscere l’attività vulcanica del sottosuolo. Se sarete particolarmente fortunati, assisterete a un fenomeno attivo;
  • Promontori: l’itinerario ha la durata di un giorno. Sarete scortati attraverso gli scorsi più belli dei Campi Flegrei, tra le colline, i monumenti storici e antichi e le ex colonie greche, tra cui Cuma e Dicearchia. Alla fine del percorso, visiterete anche il Castello Aragone della Baia, che si è vestito da Museo Archeologico. Al suo interno sono presenti numerosi fossili attraverso i quali potrete comprendere la storia dei Campi. Un itinerario imperdibile;
  • Puteoli: anche in questo caso, sarete impegnati tutto il giorno. L’ultimo percorso che vi consigliamo ci racconta dell’antica Puteoli. Quest’ultima era il porto di Roma durante l’epoca romana. La giornata sarà all’insegna della storia e dello studio dei fenomeni vulcanici del territorio. Serapeo, Anfiteatro Flavio, Rione Terra, Antica Acropoli, Solfatara… potrete farvi affascinare dai Campi Flegrei e comprendere pienamente la loro storia. È uno degli itinerari più completi.
0
Itinerari nel Parco di Roccamonfina: Il Sentiero degli Antichi Mulini.

Tanti sono i luoghi e i sentieri a piedi da scoprire nel Parco Regionale di Roccamonfina, come il Sentiero degli Antichi Mulini.

Le Caratteristiche

Quota inizio sentiero: 488 mt

Quota fine sentiero: 570 mt

Lunghezza itinerario: 6 km

Difficoltà: medio-facile

Dislivello: 80 mt

Tempo di percorrenza: 3 h

Flora: castagno, grande cerro, primula, erica arborea, verbasco

Fauna: nibbio, bruno, gufo, cuculo, upupa, riccio, ghiro, lepre, tasso

Comuni interessati: Roccamonfina

L’itinerario

Il sentiero degli antichi Mulini è uno dei più antichi collegamenti tra il vulcano di Roccamonfina e la città di Teano. Deve il suo nome ai mulini eretti sulle sponde del fiume Savone, tra le frazioni di Torano e Garofali, attraverso cui si snoda il percorso. Il cammino inizia dal centro abitato di Torano, in prossimità  di un antico lavatoio che racchiude una sorgente d’acqua purissima, a pochi metri da un’antica ed elegante chiesa dedicata al culto di S. Giovanni. Da qui si imbocca una stradina in terra battuta, ci si allontana dal centro abitato e si giunge al punto di inizio del sentiero, da dove il fiume Savone traccia il suo percorso tra banchi di tufo litoide.

L’importanza storica e paesaggistica del fiume Savone è unica: l’intero tratto sino al territorio di Francolise è, infatti, caratterizzato dalla presenza di antichi mulini. Il mulino a monte, più recente, conserva intatta una macina francese di fine Ottocento, quello a valle, risalente, al XVIII secolo, grazie ad un’apposita e più antica macina, probabilmente era usato per la frantumazione del granturco. I mulini erano alimentati dalle acque del Rivo attraverso un particolare collegamento in serie. Suggestive anche le antiche “ferriere borboniche”.

Foto di famigliaingamba.it

0
Un fine settimana a Sant’Agata Dei Goti

Sant’Agata dei Goti, Benevento, è un antico borgo recentemente inserito nella lista dei borghi più belli e caratteristici d’Italia. Ad onor del vero, ad oggi, il piccolo borgo del beneventano è classificato 7° nella lista dei più bei borghi di Italia.
In questo articolo descriverò un breve percorso turistico a piedi tra le vie di Sant’Agata dei Goti, mentre per maggiori informazioni su come arrivare al borgo o sulla sua storia vi rimando a questa pagina web.

Probabilmente il vostro alloggio non sarà al centro del piccolo e antico borgo di Sant’Agata dei Goti, ma sarà invece in una delle numerose contrade circondano il villaggio di montagna. Poco male, infatti a 500 metri dal centro c’è un grande parcheggio pubblico (nelle cui adiacenze ci sono dei bagni pubblici). Il nostro piccolo tour inizierà proprio da qui, dal parcheggio.

Dirigendosi verso il centro si attraverserà un maestoso ponte di montagna, da cui si gode della classica veduta del borgo arroccato su una collina in tufo. Uno spettacolo da non perdere di giorno, ma indimenticabile di notte quando i fari e le stelle donano un tocco magico alla scena.
Giunti in centro, vi renderete conto immediatamente che le sue dimensioni non sono proibitive. L’intero borgo di Sant’Agata dei Goti si visita in poche ore.

Tra i principali luoghi di interesse di questo piccolo villaggio arroccato sulla montagna troviamo il Duomo di Sant’Agata dei Goti, il Museo Diocesano, il Castello Ducale, la Chiesa del Santissima Annunziata, la Chiesa di San Francesco, la Chiesa di San Menna, la terrazza del borgo. Sarebbe superfluo descrivere un vero e proprio itinerario perché questi luoghi sono praticamente distanti pochi metri l’uno dall’altro e ben visibili.

Il mio consiglio è quello di perdersi tra le case di Sant’Agata dei Goti, saggiarne l’aria medioevali, sentire il profumo della terra bagnata ed il rumore del vento tra le montagne.
Il borgo in estate è sempre affollato di viandanti che si fermano una notte per godersi le numerose sagre ed i numerosi eventi che si svolgono ogni anno in questa terra.

Per il resto che dire, vi consiglio di consumare un bel po’ di carne alla brace, accompagnata da un buon bicchiere di vino rosso.