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I Vini di Salerno

Salerno non è soltanto una città ricca di storia e di arte, che offre un patrimonio culturale non indifferente ai visitatori. No, Salerno è anche una città che va “degustata”, grazie ai suoi prodotti tipici e alla carta dei vini.

La provincia salernitana e la città stessa vantano una coltivazione di vitigni davvero secolare. Di fondamentale importanza, la coltivazione delle uve è sempre stato un modo per i cittadini meno abbienti di cercare un po’ di fortuna.

Un po’ di storia sui vini salernitani

Proprio per questo motivo, si è sempre ricercata l’uva migliore e la tecnica sperimentale più sofisticata per ricreare vini dal sapore intenso per il palato. I vini salernitani hanno una storia alle spalle: la loro raffinata coltivazione vi sorprenderà.

Il mercato dei vini, oggi destinato a chiunque, nel passato era rivolto principalmente ai reali e ai palazzi nobiliari. I salernitani sapevano che l’unico modo per raggiungere un’economia stabile era di dedicarsi in modo totalizzante alla produzione di un vino speciale. Di conseguenza, i vini salernitani sono tra le eccellenze campane e italiane.

Di seguito, approfondiremo i vini più famosi di Salerno e della sua provincia: ognuno ha una particolarità e un territorio apposito in cui maturare.

Quali sono i vini di Salerno?

Possiamo cominciare a parlare di quattro vini a denominazione di origine; ognuno di questi ha poi diverse tipologie. Possiamo nominare il Cilento, il Colli di Salerno, il Costa d’Amalfi e il Castel San Lorenzo.

  • Cilento DOC: il Cilento è una zona molto fertile per quanto riguarda la coltivazione dei vitigni. Quest’ultimi sono a Enea e al Paestum, e coloro che si sono occupati della loro realizzazione sono stati nientemeno che gli antichi colonizzatori greci. Il territorio è principalmente argilloso-calcareo ed è il motivo per il quale il vino cilentano ha un sapore deciso. Possiamo trovare un’ottima selezione di vini rossi, come Aglianico, Piè Piedirosso e primitivo, oltre a eccellenti bianchi e rosati;

Possiamo degustare rossi, bianchi e rosati

  • Colli di Salerno: i vini di Salerno sono onorati del marchio IGT. La loro coltivazione è sempre stata attenta nel corso dei secoli; le tecniche sono molto raffinate e messe a punto durante le varie annate. Le colline salernitane sono ottime per la produzione dei vini, essendo floride e rigogliose;
  • Costa d’Amalfi: i principali vini di questo spettacolare territorio sono il Furore, il Tramonti e il Ravello. Possiamo trovare bianchi, rossi e rosati di altissima qualità. I tre vini che abbiamo citato prima possono vantare l’etichetta “riserva” se vengono lasciati a invecchiare. La Costa d’Amalfi racchiude in sé un territorio molto esteso, destinato alla coltivazione dei vitigni;
  • Castel San Lorenzo: questo vino è prodotto in ben otto comuni della provincia di Salerno. Tra i vini di principale importanza possiamo citare il Barbera; quest’ultimo è lasciato a invecchiare nel rovere, grazie al quale assicura un sapore strutturato e personale. Oltre al Barbera, possiamo assaggiare il Lambiccato, un vino molto dolce, che viene realizzato grazie alle uve moscato. Anche in questo caso, ritroviamo vini rossi, bianchi e rosati.
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I vini di Napoli

La Campania è una terra che non è rinomata soltanto per il buon cibo. Terra di contadini, di prelibatezze e ricca di storia e di cultura, questa regione offre delle bellezze che raramente si possono ammirare altrove.

Quali sono i vini di Napoli?

La storia di Napoli ha origine nell’antichità. Nel corso delle varie epoche, l’importanza che ha avuto questa città per l’Italia è nota a tutti. Il famoso detto “vedi Napoli e poi muori” mira a raccontare il cuore della città; dopo avere assistito alle sue meraviglie, potrete dire di avere vissuto.

Ma Napoli non è soltanto buon cibo, quartieri caratteristici e mare cristallino. Napoli è molto di più di questo. Oggi, vogliamo parlarvi dei suoi vini, dei vitigni e di come la storia delle uve si sia insidiata all’interno del panorama mondiale.

A Napoli, ma anche nei suoi dintorni, il territorio è molto fertile, particolarmente adatto alla coltivazione dei vitigni. Qui la viticoltura ha inizio nei tempi antichi, quando i contadini ricercavano un modo per guadagnare qualche soldo in più.

Una lista dei vini da assaggiare

Nonostante sia stata teatro di grandi titoli nobiliari e grandi palazzi, la Campania e Napoli stessa sono state abitate da un popolo particolarmente dedito alla terra, che riusciva a sopravvivere grazie ai suoi frutti.

Ed è qui che nasce l’amore per l’uva e per il vino in generale; in molti hanno costruito la loro fortuna servendo le cantine dei Palazzi.

Le uve del territorio sono molteplici. Possiamo citare il piedirosso, l’aglianico, il greco, il falanghina, la coda di volpe… ma sono soltanto alcune delle uve. I vini DOC del napoletano possono stupire gli appassionati del genere, in un percorso esplorativo a ritroso nelle cantine del passato.

  • Aversa Asprinio: questo si trova anche nella versione Alberata e spumante. Durante l’epoca angioina, Louis Pierrefeu individuò a Napoli il territorio migliore per coltivare le sue viti. In questo modo, servì la corte di Roberto d’Angiò con vini di prima categoria;
  • Campi Flegrei: all’interno di questa categoria, potremo citare moltissimi vini. C’è il Falanghina, ma anche il Pèr’e Palummo, il Piedirosso e il rosso novello. Ottimo da assaggiare il passito;
  • Capri: il vino Capri si presenta nelle tipologie di bianco e di rosso. Entrambi hanno un gusto al palato davvero eccezionale;
  • Ischia: sono disponbili diversi vini, come il bianco, lo spumante, il superiore… ma anche il Biancolella, il Forastera, il Piedirosso e il Per’e Palummo, disponibile anche nella versione di passito;

Il più famoso e pregiato è “La lacrima di Cristo”

  • Lacryma Christi: questo è probabilmente il vino DOC più famoso del napoletano. Apprezzato in tutto il mondo, è noto anche con il termine di Lacryma Chirsti del Vesuvio, o Vesuvio. I vini appartenenti al Vesuvio erano apprezzati anche in epoca romana. Di loro, si scrisse che “Bacco amò queste colline più delle native colline di Nisa”. L’origine del nome del vino è tra le storie più interessanti di Napoli. Si narra che qui pianse Dio, e che dove arrivarono le sue lacrime furono in seguito territori di grande fertilità.
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I vini di Caserta

Caserta non è conosciuta in tutta l’Italia soltanto per la splendida Reggia Borbonica, ma per essere patria di delizie gastronomiche e vini davvero eccezionali. Oggi approfondiremo nello specifico i suoi vitigni e quali sono i vini da degustare.

I vini che potrete degustare a Caserta: scopri di più sui vitigni

Vi diremo inoltre le caratteristiche, divise per sapore, odore e consistenza al palato. Ci sono due vini fra tutti che evocano in noi sensazioni piuttosto particolari: Falerno e Asprinio. Queste due viticolture sono tra le più antiche in Italia: conosciute e apprezzate in tutto il mondo, è davvero difficile non essersi imbattuti almeno una volta nella vita in questo vino.

La tradizione casertana prendere origine dall’antichità: i suoi vini hanno una storia precisa ed è la stessa da secoli. Non ha mai subito cambiamenti di sorta e, inoltre, quel “più” che conferisce al vino il sapore decisivo è proprio il suolo vulcanico.

La terra di Caserta è perfetta per la coltivazione dell’uva

Coltivare i vitigni è una delle passioni maggiori dei contadini di Caserta. Qui, attraverso conoscenza e sapienza, si creano davvero dei vini rari al mondo. Le uve più utilizzati del territorio sono le seguenti: aglianico, primitivo, greco, falanghina, coda di volpe, pallagrello nero, pallagrello bianco, casavecchia e piedirosso.

  • L’Aversa Asprinio: vino DOC. Per presentarvelo al meglio, possiamo dirvi che Louis Pierrefeu, il cantiniere della corte di Roberto d’Angiò, disse che la terra nei dintorni del casertano era perfetta per impiantare le viti. In questo modo, la corte angioina poté assicurarsi i migliori spumanti di tutta la zona. Il suo colore è il giallo paglierino, può presentare qualche riflesso verde. Ha un odore molto fruttato, mentre la consistenza al palato è il connubio perfetto tra il secco e il fresco;

Abbiamo l’Aversa, il Falerno del Massico e il Galluccio

  • Aversa Asprinio Alberata: anche questo vino è molto caratteristico. Il colore è un paglierino che varia in base alla maturazione. L’odore e il sapore è simile all’Aversa Aprinio, ovvero un aroma fruttato con delle punte di secco e caratteristico;
  • Aversa Asprino Spumante: è impossibile da non citare. Probabilmente è uno dei spumanti più apprezzati nel mondo, sin dalla lontana epoca angioina. La produzione si ha solo a Caserta e a Napoli. Il colore è molto intenso, mentre l’odore è quasi fine, un’eleganza unica. Al palato, potrete avvertire note molto fresche;

Ottime proposte di rosso, bianco, rosato e primitivo

  • Falerno del Massico: possiamo citare ben tre tipologie di questo vino, ovvero il bianco, il rosso e il primitivo. Tutte e tre sono veramente ottime e hanno una purezza di uvaggio davvero rara. Ovviamente, potrete acquistare anche le riserve;
  • Galluccio: come il Falerno del Massico, ci troviamo di fronte ad altre tre tripologie, ma stavolta non c’è il Primitivo. Per il galluccio, infatti, sono disponibili un bianco, un rosato e un rosso. Anche in questo caso sono presenti le riserve.

Attualmente, le cantine autorizzate alla produzione dei vini DOC registrate a Caserta e dintorni sono più di 50. Ognuna offre un percorso degustativo davvero particolare.

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I vini del Beneventano

La Campania, oltre a essere la patria del cibo buono, è considerata ottima per la carta dei vini offerti dai vari capoluoghi di regione. Oggi vi parleremo dei vini del Beneventano, che sono veramente speciali e meritano un approfondimento.

Possiamo citare per primi l’Aglianico e la Falanghina: sono in molti i vitigni autoctoni presenti nel Beneventano. La preparazione dei vini tipici è stata tramandata per secoli dai padri di famiglia.

I vini che potrete gustare a Benevento e dintorni

Questi vini sono la perfetta espressione del territorio di Benevento, che offre delle delizie davvero interessanti. Essendo locata nell’entroterra appenninico campano, Benevento è storicamente e culturalmente affascinante, oltre ad essere perfetta per la coltivazione dei vitigni. Considerata la patria di Sanniti, qui avrete modo di gustare vini rossi, bianchi e rosati di ottima qualità.

Grazie al clima mediterraneo e al territorio collinare, le coltivazioni di uva crescono forti, ed è proprio per questo motivo che si ottengono dei vini dal sapore deciso.

Ecco una lista approssimativa dei vini Beneventani

Qui di seguito vi forniremo una lista in cui vi presenteremo le caratteristiche più importanti del vino, ovvero il suo colore, il suo odore e il suo sapore:

  • Guardiolo Aglianico: è vino DOC. Il colore è il rosso rubino, la sua intensità dipende della maturazione. Al primo assaggio, sentirete un vino corposo, molto asciutto, che si adatta al palato. Per quanto riguarda l’odore, è particolarmente gradevole;
  • Sannio Aglianico: ci troviamo di fronte a un altro vino DOC. Qui il colore è intenso grazie alla fermentazione. Dovrebbe tendere al rubino. L’odore è caratteristico del rosso, ricorda un fruttato. Il sapore, invece, varia a seconda della maturazione: potrebbe essere morbido o corposo;
  • Falanghina: altro vino DOC. Ci sono due diversi tipi di denominazioni: passito o spumante. Il colore è tendenzialmente paglierino, l’intensità, come sempre, si deve alla maturazione. L’odore è molto fruttato. Il sapore del vino potrebbe essere secco o lievemente acidulo. La freschezza è una caratteristica tipica;
  • Sannio Barbera: vino DOC del colore rosso rubino, l’odore è tipicamente floreale. Il suo sapore si divide in due parti, a seconda dell’uva: secco o dolce;

Una vasta scelta di rossi, rosati e bianchi: cosa preferite assaggiare?

  • Sant’Agata dei Goti Aglianico: vino DOC il cui colore può essere rosso o tendente al granato. L’odore può essere definito come armonico e persistente. Ottimo anche il sapore, molto equilibrato, quasi tannico;
  • Solopaca Aglianico: vino DOC, davvero interessante. Il colore è il rubino, mentre l’odore è particolarmente vinoso e gradevole. Per il suo sapore, possiamo dire che varia da asciutto a morbido, leggermente vellutato.
  • Taburno Bianco: il vino DOC per eccellenza. Il colore è paglierino, la cui intensità cresce con la fermentazione. Ha un odore particolarmente delicato e il suo sapore è fresco e asciutto.

Ognuno di questi vini presenta diverse sfumature. Per esempio, esiste anche il Sannio Fiano, il Sannio Greco, il Sannio Moscato, il Sannio Piedirosso e il Sannio Rosato. Elencare tutte le eccellenze dei vini del Beneventano è impossibile, perché sono molteplici: noi vi consigliamo di iniziare dalla nostra lista.

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I vini di Avellino

Ci troviamo in una regione, la Campania, molto fortunata per quanto riguarda la coltivazione dell’uva. Qui i vini sono i più svariati: solo nella città e nei dintorni di Avellino si contano più di 100 vini.

Ogni vino ha una sua caratteristica e una gradazione diversa. Le sue note di degustazione sono perfette per gli appassionati del genere, che possono perdersi tra il dolce del miele, profumi agrumati e floreali o frutti rossi, cacao, spezie e tabacco.

Ecco l’elenco dei vini di Avellino

Elencare tutti i vini avellinesi è praticamente impossibile, perché sono davvero molteplici. Tuttavia, abbiamo deciso di parlare dei maggiori vini, i più conosciuti e qualcuno che dovreste assolutamente provare. Vi parleremo del loro colore, del sapore al primo assaggio e della gradazione, fornendovi tutti le caratteristiche necessarie per scegliere.

  • Fiano di Avellino: ci troviamo di fronte a uno dei vini più famosi della città. Il suo colore è il giallo paglierino, mentre la gradazione si aggira intorno ai 13°. Perfetto da abbinare con piatti di pesce, questo vino vi racconterà di fiori e di miele. Il suo sapore è un connubio perfetto di aspro e di dolce. Per gli amanti di questi due elementi, è imperdibile;

Il Danzanico è uno dei vini più apprezzati in Italia e nel mondo

  • Danzico: è probabilmente uno tra i più conosciuti, che possiamo trovare persino nei supermercati, tanta è la richiesta di questo vino. Il colore è un bel rosso rubino. La sua gradazione, invece, è di 13.5°. Che cosa possiamo raccontarvi di questo vino dal sapore quasi magico? È molto morbido, seppure con qualche nota acidula, e a un primo assaggio vi sembrerà di masticare frutti rossi, cacao e tabacco. Da provare;
  • Irpinia Aglianico: originario delle cantine Sullo, anche questo vino è del colore del rubino. La gradazione è di 13.5°. Gli abitanti di Avellino lo consigliano con i salumi e i formaggi, per esaltare il loro gusto, oltre che all’abbacchio al forno e alla trippa alla napoletana. Viene travasato in barriques di rovere e di castagno, a questo deve il suo sapore sensazionale;
  • Rosato DOC Irpinia: siete amanti del vino rosato? Questo decisamente farà al caso vostro. La cantina in cui potete provare il vero Rosato DOC Irpinese è la Macchia dei Briganti. Di colore rosa cerasuolo, la gradazione si aggira attorno ai 13.5°. Il suo sapore ci viene descritto come morbido e al contempo vellutato. Dando una prima annusata al vino, potrete sentire l’odore della frutta fresca, delle ciliegie e dei frutti di bosco;

Vi consigliamo di fare un salto alla Cantina dei Briganti

  • Irpinia DOC Campi Taurasini: anche questo vino fa parte della cantina della Macchia dei Briganti, tra le migliori presenti nel territorio di Avellino. Il colore è il rosso porpora, lo possiamo definire come il classico vino corposo. Il sapore è una sorta di confettura di prugna e amarena. Potrete avvertire chiaramente il legno. Da abbinare rigorosamente ai piatti di carne. Una chicca che tutti gli amanti del vino rosso dovrebbero assaggiare, soprattutto durante le feste natalizie.
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“Il Museo dietro le quinte” Paestum da oggi apre i suoi depositi

Un viaggio tra i reperti del Museo di Paestum

Inizia oggi l’iniziativa del Parco Archeologico di Paestum “Il Museo dietro le quinte”. Si tratta di una serie di visite guidate tra i reperti archeologici. Da oggi 15 marzo fino al 27 marzo sarà possibile visitare ogni giorno i depositi del Museo. Da ogni pomeriggio, dalle 15:00 alle 18:00, il museo si arricchisce di un nuovo percorso di visita che, in forma stabile, entra a far parte dell’offerta culturale del Parco.

I depositi del Museo Archeologico di Paestum

I depositi, aperti per la prima volta in via sperimentale, nel 2016, si trovano in quello che è considerato il punto più nascosto del Museo. Si tratta, infatti, del luogo che conserva opere si solito non esposte al pubblico, fatta eccezione per rari eventi. Si potranno osservare centinaia di tombe dipinte del IV e III secolo avanti Cristo e lastre di età lucana uniche nel loro genere. Dallo studio di Massimo Napoli, lo scopritore della «Tomba del Tuffatore», è emerso infatti che queste lastre non siano né lucane né greche ma frutto di una cultura mista, nata da contatti interculturali. Grazie a questi percorsi all’interno dei depositi, il visitatore prenderà parte a un’esperienza davvero unica: il racconto di una tomba lucana e del suo corredo saranno l’occasione per comprendere cosa si nasconde dietro un “bel vaso” esposto in una vetrina del museo.

Il parco archeologico di Paestum

All’interno del Parco archeologico di Paestum è possibile ammirare l’area sacra dell’antica Poseidonia. Ancora ben visibili ci sono i tre templi di Atena, Nettuno e della Basilica. Il tempio di Hera, cosiddetta Basilica, è il più antico dei tre grandi edifici, appartiene alla prima generazione dei grandi templi in pietra, iniziato intorno al 560 a.C. Di questo periodo cruciale per la formazione dell’architettura greca, è l’unico tempio greco che si è conservato così bene.  Il Tempio di Atena o Cerere è l’unico tempio di cui sappiamo con certezza a quale divinità fosse dedicato: Atena, la dea dell’artigianato e della guerra. Posizionato sul punto più alto della città, a nord degli spazi pubblici, il tempio della dea protettrice e guerriera dominava l’area. Il tempio di Nettuno è il più grande tempio di Paestum e quello meglio conservato. Il tempio è costruito con enormi massi collegati tra di loro tramite semplici tasselli e senza malta: questa tecnica costruttiva ha consentito all’edificio di resistere a terremoti e altre calamità naturali.

Il Museo dietro le quinte a Paestum

“il progetto è rivoluzionario per due aspetti. Primo, per la prima volta i depositi del museo diventano una parte stabile del percorso, così come sono, cioè senza ritocchi e trucchi. Chi entra vedrà il deposito in tutta la sua bellezza naturale. – ha affermato il direttore Gabriel Zuchtriegel. In altre parole: il museo diventa trasparente, apre il dietro le quinte a tutti i visitatori. “Chi guida i visitatori sono i nostri assistenti alla fruizione e vigilanza, cioè quegli operatori dei musei statali spesso dipinti come ‘custodi’ annoiati che invece a Paestum partecipano attivamente alla valorizzazione del patrimonio. Questo mi rende orgoglioso, perché dimostra che nella pubblica amministrazione si possono fare cose innovative motivando e coinvolgendo i dipendenti, smentendo tutta una serie di stereotipi”. Si tratta, infatti, di un dietro le quinte fatto di persone, professionalità, scelte ed emozioni, viaggi in giro per il mondo, recuperi da parte delle forze dell’ordine e molto altro ancora.

Come e quando partecipare all’evento

Da oggi venerdì 15 marzo per tutti i pomeriggi, tranne il lunedì, alle 15:00, 16:00, 17:00 e 18:00, sarà possibile effettuare le visite in italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo. Il costo della visita è € 1 da aggiungere al biglietto di ingresso al Parco, al biglietto annuale Paestum Mia e alla card Adotta un Blocco. I bambini fino a 6 anni entrano gratis e su prenotazione c’è la possibilità di visita anche la mattina scrivendo a pae.fruizione@beniculturali.it).

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Sannio Capitale europea del vino 2019

I comuni di Castelvenere, Guardia Sanframondi, Sant’Agata dei Goti, Solopaca e Torrecuso si aggiudicano l’ambito riconoscimento

Con la candidatura del territorio ‘Sannio Falanghina’, i cinque comuni del beneventano sono stati premiati da Recevin, la Rete comunitaria delle 800 Città del Vino.

Dal 2012 Recevin assegna ogni anno a un Paese diverso il ruolo di capitale della cultura enologica del vecchio continente. Il vincitore diventa così promotore della cultura, dei paesaggi e dei territori del vino. E sarà questo il ruolo che interpreteranno durante tutto il 2019 le cinque città sannite, attraverso un nutrito programma di appuntamenti, eventi, manifestazioni culturali ed enogastronomiche.

L’ intera Valle del Calore, territorio dove si coltiva il 40% dell’intera produzione viticola regionale, beneficerà dell’attenzione che tutta l’Europa rivolgerà alle iniziative organizzate.

Lo scopo del concorso è proprio quello di mettere in risalto l’influenza della cultura enologica ed enoturistica nella società, nel paesaggio, nell’economia, nella gastronomia e nel patrimonio a livello internazionale.

Le dichiarazioni dei sindaci

Dopo l’ufficializzazione avvenuta a Bruxelles nella sede del Parlamento europeo,  Floriano Panza, sindaco di Guardia Sanframondi  ha dichiarato: “E’ una data storica, non solo per i cinque comuni ma per l’intero Sannio e la regione Campania. Le cinque realtà territoriali hanno infatti presentato un articolato dossier per vedersi riconoscere Città Europea del Vino 2019 da parte di Recevin, la rete europea delle Città del Vino, formata dalle associazioni nazionali presenti negli undici Paesi membri (Germania, Austria, Bulgaria, Slovenia, Spagna, Francia, Grecia, Ungheria, Italia, Portogallo e Serbia) per un totale di quasi 800 città di tutta Europa”.

Altrettanto soddisfatto si è dimostrato Carmine Valentino, sindaco di Sant’Agata dei Goti, che ha aggiunto : “Una grande occasione, una grande opportunità per ancorare a nuove opportunità il nostro territorio e nel contempo elevare la conoscenza internazionale della nostra terra, delle nostre eccellenze e bellezze. Una sfida unica, da cogliere fino in fondo. Tutti insieme. Con governance condivise e innovative, con un protagonismo forte e diffuso delle buone pratiche ed il coinvolgimento di tutti, istituzioni, università, mondo agricolo, associativo”.

Questa investitura rappresenta per il Sannio un significativo riconoscimento dello storico legame di questa terra con il vino. Ne premia le produzioni di eccellenza che nascono dai sacrifici di viticoltori appassionati. Il loro lavoro è fondamentale non solo per la produzione di ottimi vini, ma anche per il prezioso ruolo di sentinelle di un territorio di qualità.

Il progetto ‘Sannio Falanghina’

Secondo quanto affermato dai sindaci delle città coinvolte il progetto “mira a rafforzare le attività di sensibilizzazione per la cultura e la tradizione del vino, coinvolgendo le imprese, i cittadini e l’intero territorio in attività di promozione della risorsa vino. E si pone l’obiettivo di preservare le risorse naturali e paesaggistiche attraverso uno sviluppo sostenibile del territorio”.

Sono ben 120 le azioni e le attività presentate in un ricco dossier dalla rete dei comuni. Una ventina le città coinvolte, tra cui la stessa Benevento, per l’attuazione degli eventi che non saranno solo promozionali ma anche un volano per lo sviluppo della cultura dell’accoglienza.

Il Sannio è un territorio pieno di ricchezze, con una grande storia che ha lasciato testimonianze di antichi popoli. Tra questi i sanniti, i romani, i bizantini, i longobardi e i normanni .

E i sindaci, consapevoli del patrimonio custodito dalle proprie terre affermano: “Dobbiamo essere bravi non solo a far conoscere queste ricchezze: dobbiamo aprire le porte del nostro territorio, coccolare i visitatori, facendoli sentire accolti in una comunità che vuole comunicare loro i propri valori, la propria cultura, il proprio stile di vita. Operando in questo il 2019 potrà rappresentare un anno di svolta per il nostro territorio, per il suo sviluppo anche in termini turistici”.

Manifestazioni legate al vino

In attesa dell’ufficializzazione degli eventi previsti nel ricco programma presentato in occasione della candidatura. Noi di Turismo Campano vogliamo ricordarti gli appuntamenti storici che in estate vengono puntualmente organizzati dai cinque comuni vincitori e dove il protagonista assoluto è il vino:

  • Castelvenere: La Festa del vino, anche detta Sagra del vino, fondata nel 1977, e Cantine al Borgo che ha come location le cantine tufacee del centro storico.
  • Guardia Sanframondi: Vinalia, rassegna enogastronomica che si tiene ad agosto tra le vie del caratteristico centro storico,dove decine di cantine e aziende agricole fanno degustare i loro prodotti.
  • Solopaca: Festa dell’uva , di antichissime origini (XVII secolo), si tiene la seconda domenica di settembre, ed include una sfilata di carri allegorici rivestiti di uva allestiti nei rioni del paese.
  • Torrecuso: VinEstate , in passato nato come “Sagra del vino aglianico”, si tiene la prima settimana di settembre e celebra i rinomati vini prodotti a Torrecuso accompagnati ad una gustosa gastronomia di prodotti tipici locali.
  • Sant’Agata dei Goti: Suoni di Terra, festival multiculturale che si svolge tra l’ultima settimana di agosto e gli inizi di settembre nella cosiddetta “perla del Sannio”.
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Pronto per un enotour campano?

Cantine e vini esclusivamente campani, ti accompagniamo alla scoperta dei migliori!

Da sempre la Campania è terra di ottimi vini. Furono i Greci a introdurre la vite nel nostro territorio e da allora , grazie alla superficie in gran parte collinare,  l’uva non ha mai smesso di essere coltivata.

Apprezzati in tutto il mondo, i vini campani vantano una storia e una tradizione molto antica. Complessi ed eleganti, ma soprattutto versatili, sono capaci di abbinarsi ai tanti piatti della nostra cucina.

Turismo Campano ha scelto per te una cantina per ogni provincia da visitare assolutamente, per gustare il sapore unico dei migliori vini campani .

Seguici in questo enotour campano e scoprirai il gusto di visitare rinomate cantine. Avrai anche l’opportunità di degustare buonissimi prodotti locali, accompagnati da un ottimo bicchiere di vino.

Fatti guidare allora in questo gustoso viaggio alla ricerca dei sapori della nostra tavola.

Azienda Agricola Fontanavecchia a Torrecuso (Benevento)

Tra le sponde del fiume Calore e le pendici del monte Pentime, la silenziosa collina di Torrecuso custodisce una secolare cantina. È quella dell’azienda agricola Fontanavecchia, visitabile dal lunedi al sabato con una semplice prenotazione. La Falanghina e l’Aglianico del Taburno sono i vitigni autoctoni e rappresentano il fiore all’occhiello dell’azienda. Per raggiungerla dall’autostrada A1 ti consigliamo di uscire a Caianello, percorrere la SS Telesina in direzione Benevento e infine uscire a Ponte-Torrecuso. Se invece arrivi da sud, dall’autostrada Napoli-Bari ,esci a BN e prosegui in direzione Caianello percorrendo la SS Telesina. Ti consigliamo  di  intraprendere  questa fantastica esperienza all’interno delle cantine la prima settimana di settembre, così  potrai partecipare anche al grande evento “VinEstate”. Manifestazione organizzata ogni anno dall’amministrazione, dove oltre ad assaggiare il vino d’annata potrai apprezzare mostre di pittura, esposizioni di artigianato e prodotti locali tra le caratteristiche viuzze del paesino medievale.

http://www.fontanavecchia.info/

Nanni Copè  a Vitulazio (Via Tufo, 3 Caserta)

Sicuramente meno storica della precedente, la cantina Nanni Copè, nata nel 2007, ha saputo da subito imporsi nel panorama dei vini di qualità campani, riconosciuto da tutte le guide d’Italia. E questo grazie alla grande competenza del suo fondatore,  Giovanni Ascione, noto professionista e degustatore che per anni ha declamato i vini d’Italia e del mondo. In questa cantina potrai degustare ,previa prenotazione, l’eleganza e la  raffinatezza del Sabbie di Sopra il Bosco: un vino unico, dal gusto incredibilmente affascinante. L’aria fresca e incontaminata della collina di Caiazzo, nell’alto casertano, contribuirà a rendere la visita particolarmente piacevole.

www.nannicope.it

Azienda Vinicola Mastroberardino ad Atripalda ( Via Manfredi 75-81) Avellino

Siamo a cospetto della storia. Sin dai tempi dei Borbone infatti la famiglia  Mastroberardino si è occupata di viti e vino, costruendo ad Atripalda le sue cantine. Le stesse che a distanza di oltre due secoli custodiscono il patrimonio di famiglia: il vino. In particolare Taurasi, Greco di Tufo, Fiano di Avellino, Falanghina. E saranno proprio queste le cantine che potrai visitare scegliendo tra i vari pacchetti proposti. Disponibile anche  la degustazione di prodotti tipici irpini, come salumi e formaggi. La spesa varia da un minimo di 10 euro a un massimo di 34 a persona, a seconda del tipo di tour scelto. La prenotazione è obbligatoria. Il fascino dell’esperienza è garantito. Basti pensare che queste cantine secolari nel tempo sono diventate anche pinacoteche, grazie ai dipinti nelle grotte di invecchiamento ed affinamento. Storia, arte e cultura enogastronomica si fondono in una visita indimenticabile.

www.mastroberardino.com/visite-in-cantina/

Cantine degli Astroni (Via Sartania 48) Napoli

Sulle pendici esterne del cratere degli Astroni, tra Napoli e Pozzuoli, sorge l’azienda Cantine Astroni. Nel cuore dei Campi Flegrei , dove la terra dal cuore infuocato è bagnata dal mare, è possibile partecipare a percorsi  enogastronomici promossi e realizzati presso le cantine dell’azienda. Prenotando dal sito cantineastroni.com puoi scegliere la tipologia di visita con degustazione che più ti alletta. il prezzo varia dai 15 euro ai 40 euro a persona. Prodotti tipici della cucina partenopea accompagneranno il tuo tour. Un esperto dell’azienda ti illustrerà  l’intero percorso dell’uva dalla vigna alla bottiglia. Dai vigneti alla cantina, fino al momento della degustazione vera e propria , il tutto sarà impreziosito da importanti informazioni storiche e tecniche. I principali vini che potrai assaggiare in questa cantina saranno il Falanghina e il  Piedirosso dei Campi Flegrei.

Le vigne di Raito  (Via San Vito 9, – Vietri sul Mare – Salerno)

Alle porte della Costiera amalfitana c’è una piccola e giovane azienda vitivinicola biologica. Incastonata sulla collina di Raito tra l’azzurro del mare, il verde dei monti, il giallo dei limoni e la limpidezza del cielo, l’azienda Le vigne di Raito è una vera perla da visitare e ammirare. Le varietà di uva coltivate sono: Aglianico e Piedirosso. Il tour enogastronomico deve essere prenotato (http://www.levignediraito.com/wine-tour/) e i proprietari sono ormai noti per la loro straordinaria accoglienza. Un panorama mozzafiato renderà la tua visita davvero unica. Scoprirai vigneti che si affacciano sul mare da piccoli terrazzamenti, quasi fossero in bilico. La qualità dei prodotti proposti è indiscussa. Non ti resta che prenotare.

Prima di partire per uno degli enotour  proposti leggi attentamente la nostra guida ai vini campani. Il palato sarà già pronto ad un’esperienza intensa ed unica.

Se vuoi segnalarci la tua cantina scrivi a info@turismocampano.it

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I 5 ristoranti più romantici di Salerno

Organizzare una cena romantica può rivelarsi difficile, soprattutto se non si conosce il posto o se si vuole cercare un locale diverso dal solito.

In questo articolo, abbiamo selezionato e valutato per voi cinque ristoranti di alta qualità situati a Salerno.

Salerno è una delle città più belle della Campania: dopo un giro in centro, una cena romantica è d’obbligo. Potrete scegliere tra proposte di carne e di pesce, per soddisfare le esigenze di tutti: tra locande e trattorie, una guida enogastronomica in giro per la città.

I ristoranti a Salerno dove fare una cena romantica

  • Ristorante Cicirinella: via Antonio Genovesi, Salerno. Questo splendido ristorante è situato in uno dei vicoli caratteristici della città. La sua cucina si divide in piatti ricercati e tradizionali. I piatti hanno un aspetto delizioso e sono perfetti per una cena romantica. L’alta qualità degli ingredienti è molto rinomata in tutta la città. L’atmosfera che si percepisce è di attenzione nei dettagli; i camerieri sono molto gentili e soddisfano le richieste particolari dei clienti. Gigi ed Ettore ti accoglieranno al meglio, per offrirti un’esperienza culinaria davvero sensazionale;
  • Taverna Santa Maria de Domo: Mascuccio Salernitano 63/65/67, Salerno. Una taverna è il luogo perfetto per suggellare la vostra unione e trascorrere una serata all’insegna del romanticismo e dell’ottimo cibo. La taverna ha una carta di vini davvero invidiabile, in cui potrete degustare i prodotti tipici del territorio. I rossi sono davvero corposi, perfetti per accompagnare una cena a base di carne. Le porzioni sono molto abbondanti. Situata in pieno centro storico, potrete recarvi alla Taverna dopo una passeggiata al tramonto, per le vie più artistiche e culturali della città;

Osterie, taverne e ristoranti minimal: come stupire la vostra metà

  • Emozionando: via Montestella di Ogliara, Traversa di fronte al civico, 21 Salerno: tra le proposte non poteva mancare un ristorante di pesce. Molto interessante è la proposta dei crudi, che alterna dei piatti visivamente scenici. L’estetica, comunque, non preclude l’alta qualità: il pesce è fresco e viene acquistato al mattino dai pescatori. Vi consigliamo di terminare la vostra cena con il gelato gourmet. Nando cercherà di stilare un menù per la vostra serata romantica e vi stupirà con le sue ricette gourmet. La gentilezza dei camerieri è un valore aggiunto al locale;
  • Terracena: piazza Francesco Cerenza, 9, Salerno – Costiera Amalfitana. Potrete partire con un assaggio di antipasti, per comprendere le specialità di questo locale molto interessante. Tra i primi, vi consigliamo quello con la colatura di alici e gli spaghetti alla Carminuccio. La particolarità di questo locale è che non ha un menù fisso, nonostante abbia dei piatti base, che potrete trovare sempre. Il menù viene stilato con i prodotti del giorno, quindi gli ingredienti sono sempre freschi. L’impostazione di Terracena è prettamente retrò: un ambiente perfetto per mangiare e al contempo amare;
  • Osteria del Taglio: via Giovanni Ruggi d’Aragona, 10, Salerno: questa osteria si rivela una vera sorpresa. L’ambiente è tipicamente minimalista, un festival del bianco che vi farà sentire a vostro agio. I piatti sono dediti all’estetica, al design e all’alta qualità degli ingredienti. Sarete serviti al meglio.
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5 luoghi da visitare assolutamente a Napoli

Oggi vogliamo portarvi a Napoli, alla scoperta dei cinque luoghi da visitare assolutamente quando ci si trova nei paraggi. Napoli è una delle città più grandi d’Italia: la sua storia ci parla di lotte, di nobili e di artigianato. Qui troverete i prodotti della terra, dei vini eccezionali, dalla lunga tradizione, e prodotti di artigiani che tutt’oggi si dedicano alla legna e alla seta.

Cosa visitare a Napoli: i luoghi più importanti

Purtroppo, la sua grandezza e le sue bellezze non si possono ammirare in un solo giorno. Dopotutto, vanta un territorio davvero vastissimo, che offre bellezza sia a coloro che amano il mare, sia a coloro che, invece, preferiscono le campagne.

Nello specifico, vi parleremo di cinque luoghi, sì, ma cercheremo di darvi qualche dritta in più per allargare il percorso e avere una panoramica della città. C’è da dire che i ritrovamenti archeologici rinvenuti nel territorio, parlano di una città abitata sin dal neolitico. Tendenzialmente, si ritiene che Napoli fu fondata nell’800 a.C. dai Cumani. Da allora, la sua zona strategica, le sue bellezze e la fertilità del territorio l’hanno resa protagonista indiscussa della nostra penisola.

Il centro storico: perdetevi al suo interno

Come abbiamo detto prima, potrete scegliere posti marittimi o montani. È il caso del Monte Echia, un promontorio che potrete visitare a pochi passi da Castel dell’Ovo. Potrete visitare i stretti cunicoli e osservare così tracce dell’uomo che risalgono fino alla preistoria. Successivamente venne chiuso dal Viceré Pedro de Toledo, durante il ‘500, perché era utilizzato per i rituali orgiastici.

Vi trovate vicino a Castel dell’Ovo, dunque perché non visitarlo? Dopotutto, questo castello ha alle spalle una storia millenaria: è stato edificato, infatti, proprio nell’800 a.C. dai Cumani. Sull’isola, abitò perfino Remolo Augusto, l’ultimo Imperatore di Roma. In seguito venne spesso distrutto e saccheggiato, ma sempre ricostruito per tornare agli antichi splendori.

È arrivata l’ora di parlare del centro storico di Napoli: qui potremmo perfino perderci, perché le sue bellezze e i luoghi sono infiniti. Dai Quartieri Spagnoli, fino a Spaccanapoli, per passare da Piazza del Plebiscito e Via San Gregorio Armeno, il turista lo sa molto bene: per visitare una città bisogna perdercisi.

Napoli Sotterranea è importante

Il centro storico è probabilmente il luogo perfetto in cui comprendere la storia di Napoli. Spaccanapoli, per esempio, è il cuore pulsante della città, dove potrete vivere realmente lo stile di vita napoletano. Un po’ caotico, sì, ma ne vale la pena. In Piazza del Plebiscito vi segnaliamo, invece, il vicino Palazzo Reale; in Via San Gregorio Armeno, avrete l’occasione di girare per i negozi di artigianato e portare a casa con voi dei souvenir stupendi.

L’ultimo luogo che secondo noi dovrebbe essere visitata è Napoli Sotterranea. Avrete a disposizione diverse guide tra cui scegliere, molte delle quali prevedono dei passaggi e delle esplorazioni che vi metteranno a contatto con Napoli stessa. Una cosa molto carica è che sarete voi, con l’ausilio di una candela accesa, a fare luce durante il percorso. Ovviamente, è necessaria la presenza di una guida.

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7 locali più famosi di Salerno e dintorni

Se siete in vacanza a Salerno, potete attingere dalla nostra lista, che abbiamo stilato per voi, per decidere dove trascorrere una serata alla moda. Abbiamo deciso di inserire anche dei ristoranti, una pizzeria e i migliori stabilimenti balneari presenti a Salerno e dintorni per offrirvi un’esperienza indimenticabile.

Pronti a scoprire quali sono?

Quali sono i locali più famosi di Salerno e dintorni?

  • Al 51 Club: via F. Wenner, 51, Pellezzano, Salerno. Per chiunque desidera trascorrere una serata particolare, in questa Brasserie e Pizzeria, si può ascoltare buona musica e mangiare molto bene. Inoltre, è presente un Lounge Bar e un Jazz Club. Ottima musica, bella movida, diversi piatti molto interessanti;
  • Al Giardiniello: Via Mare Ionio, Pontecagnano Faiano, Salerno. È il posto ideale in cui trascorrere una serata all’insegna del buon cibo e del relax. La cucina è tipicamente familiare, di stampo rustico, ed è presente un menù di degustazione con le specialità del luogo;
  • B-Side: Via Salvador Allende Costa Sud, Salerno. Questo locale si trova all’interno del Sea Garden Club, che è uno dei più eleganti e rinomati, situato sulla costa salernitana. Oltre a essere uno degli stabilimenti balneari più apprezzati dai turisti, in estate diventa un’ottima discoteca in cui scatenarsi. Una serata in riva al mare è il modo migliore per salutare un nuovo giorno e ballare sino a notte fonda;

Stabilimenti balneari, locali alla moda e discoteche: ecco dove andare

  • Bacchanalia: Via Porta Catena, 39, Centro Storico di Salerno. È uno dei più importanti locali del centro storico. Si trova a metà tra le due vie più famose – Roma e Portacatena – dove si concentra la movida notturna. Oltre ad essere un luogo ricco di storia e di cultura, potrete degustare ottimo vino e cibo. I piatti sono molto ricercati e la carta dei vini vi sorprenderà;
  • Bagni Savoia: Via dei Navigatori, 102, Pontecagnano Faiano, Salerno. Un posto davvero incantevole, in cui è possibile ammirare la Costiera Amalfitana e Capri. È un ambiente molto di classe, elegante come pochi, in cui si svolgono ogni giorno degli eventi. È presente un ristorante in cui si servono piatti ricercati: il lounge bar alla sera offre dei cocktail strepitosi. Lo Chef Mario Massa è uno dei più apprezzati della sua generazione;

Fate un salto a Battipaglia, la patria della famosa Zizzona

  • Baia dei Delfini: Litoranea Spineta, Battipaglia, Salerno. Servizio attento e cordiale, in cui vi sentirete coccolati dai proprietari dello stabilimento per un soggiorno al top. Il posto si trova proprio nella macchia mediterranea: non c’è smog, qui, non c’è rumore di clacson o di inquinamento acustico. È il posto perfetto per risanarsi dalla vita di città. Inoltre, siete a Battipaglia, il luogo celebre per la famosa Zizzona: ve la consigliamo;
  • Dal Contadino: via Marotta, 96, San Cipriano Piacentino, Salerno. Ne vale la pena spostarsi dalla città per visitare questa pizzeria. La loro arte risiede nella preparazione del cibo, che è buonissimo e apprezzato in tutta Salerno. Vi sembrerà di essere in un posto tipico di una volta. Consigliato per una gita fuori porta.
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5 luoghi da visitare assolutamente a Napoli

Oggi vogliamo portarvi a Napoli, alla scoperta dei cinque luoghi da visitare assolutamente quando ci si trova nei paraggi. Napoli è una delle città più grandi d’Italia: la sua storia ci parla di lotte, di nobili e di artigianato. Qui troverete i prodotti della terra, dei vini eccezionali, dalla lunga tradizione, e prodotti di artigiani che tutt’oggi si dedicano alla legna e alla seta.

Cosa visitare a Napoli: i luoghi più importanti

Purtroppo, la sua grandezza e le sue bellezze non si possono ammirare in un solo giorno. Dopotutto, vanta un territorio davvero vastissimo, che offre bellezza sia a coloro che amano il mare, sia a coloro che, invece, preferiscono le campagne.

Nello specifico, vi parleremo di cinque luoghi, sì, ma cercheremo di darvi qualche dritta in più per allargare il percorso e avere una panoramica della città. C’è da dire che i ritrovamenti archeologici rinvenuti nel territorio, parlano di una città abitata sin dal neolitico. Tendenzialmente, si ritiene che Napoli fu fondata nell’800 a.C. dai Cumani. Da allora, la sua zona strategica, le sue bellezze e la fertilità del territorio l’hanno resa protagonista indiscussa della nostra penisola.

Il centro storico: perdetevi al suo interno

Come abbiamo detto prima, potrete scegliere posti marittimi o montani. È il caso del Monte Echia, un promontorio che potrete visitare a pochi passi da Castel dell’Ovo. Potrete visitare i stretti cunicoli e osservare così tracce dell’uomo che risalgono fino alla preistoria. Successivamente venne chiuso dal Viceré Pedro de Toledo, durante il ‘500, perché era utilizzato per i rituali orgiastici.

Vi trovate vicino a Castel dell’Ovo, dunque perché non visitarlo? Dopotutto, questo castello ha alle spalle una storia millenaria: è stato edificato, infatti, proprio nell’800 a.C. dai Cumani. Sull’isola, abitò perfino Remolo Augusto, l’ultimo Imperatore di Roma. In seguito venne spesso distrutto e saccheggiato, ma sempre ricostruito per tornare agli antichi splendori.

È arrivata l’ora di parlare del centro storico di Napoli: qui potremmo perfino perderci, perché le sue bellezze e i luoghi sono infiniti. Dai Quartieri Spagnoli, fino a Spaccanapoli, per passare da Piazza del Plebiscito e Via San Gregorio Armeno, il turista lo sa molto bene: per visitare una città bisogna perdercisi.

Napoli Sotterranea è importante

Il centro storico è probabilmente il luogo perfetto in cui comprendere la storia di Napoli. Spaccanapoli, per esempio, è il cuore pulsante della città, dove potrete vivere realmente lo stile di vita napoletano. Un po’ caotico, sì, ma ne vale la pena. In Piazza del Plebiscito vi segnaliamo, invece, il vicino Palazzo Reale; in Via San Gregorio Armeno, avrete l’occasione di girare per i negozi di artigianato e portare a casa con voi dei souvenir stupendi.

L’ultimo luogo che secondo noi dovrebbe essere visitata è Napoli Sotterranea. Avrete a disposizione diverse guide tra cui scegliere, molte delle quali prevedono dei passaggi e delle esplorazioni che vi metteranno a contatto con Napoli stessa. Una cosa molto carica è che sarete voi, con l’ausilio di una candela accesa, a fare luce durante il percorso. Ovviamente, è necessaria la presenza di una guida.

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Cosa fare a Benevento

La storia d’Italia ci porta in luoghi affascinanti, che esistono da moltissime epoche. Rispetto ad altri luoghi, l’Italia c’è sempre stata, per quanto l’unità sia avvenuta solo molto dopo. Basti pensare alla gloria di Roma, di Napoli o della Sicilia: la loro importanza è stata decisiva per il nostro passato storico.

Un po’ di storia su Benevento: un luogo affascinante

È così che l’Italia è una delle mete preferite dai turisti di tutto il mondo: offriamo bellezze natura, paesaggi suggestivi, borghi antichi, città d’arte e, be’, che dire del cibo, dopotutto? Ogni regione ha i suoi cavalli di battaglia. Non fa eccezione, in questo contesto, la città di Benevento.

Uno dei motivi storici per cui Benevento è famosa in tutto il mondo fu la battaglia con i Romani: Benevento può pregiarsi di essere una delle poche città al mondo che sono riuscite a resistere alla loro potenza in battaglia. In seguito, per qualche tempo, Benevento fu nota ai più con il termine di Maleventum; solo quando venne sconfitta dai Romani, il suo nome si ristabilì.

Per questo motivo, se vi trovate a Benevento, sono molti i luoghi che potrete riscoprire per le vie della città.

Una lista di luoghi da visitare a Benevento

  • Museo del Sannio: è una delle prime mete in cui vi consigliamo di dirigervi, per comprendere al meglio la storia di questa città. Al suo interno, potrete visitare le sale dei Sanniti, popolo che a lungo ha regnato su Benevento. Sono presenti, inoltre, alcuni reperti della necropoli di Caudium, tra cui le Forche Caudine, ovvero dove si svolge la battaglia che videro i Sanniti vincitori sui Romani. Ci sono anche dei suppellettili di epoca romana e longobarda, abbracciando così un arco di tempo di oltre 2000 anni di storia;
  • Hortus Conclusus: ci sono pochi luoghi al mondo in cui l’arte, la natura e la leggenda possono concentrarsi in un unico punto. L’Hortus Conclusus ha il dovere di custodire le opere di Mimmo Paladino, di stile transavanguardia. Le sue opere sono molto note per avere un riferimento principale, ovvero il mito. Infatti, non è raro trovare riferimenti al cavallo di Troia o alla maschera di Agamennone;
  • Teatro Romano: è impossibile non visitarlo, perché i romani ebbero molto influsso sul popolo di Benevento, dopo la sconfitta dei Sanniti. Questo teatro fu voluto fortemente da Adriano;

Arte e cultura: ecco cos’è la città

  • Palazzo Paolo V a Benevento: questo palazzo si trova lungo il corso Garibaldi. La sua facciata è tipica dello stile manierista. La data della sua edificazione si fa risalire al 1598. Il suo creatore fu Giovanni Battista Fontana, sebbene si debba a Paolo Borghese, il futuro Papa Paolo V, il volere della sua costruzione.

Dopo avervi consigliato sui luoghi più affascinanti della città, non possiamo esimerci dal dirvi quali specialità del luogo assaggiare.

Benevento vanta una cucina davvero sensazionale, come il prosciutto di Petraroja o la zuppa delle streghe. Fate un salto anche nelle aziende vinicole: la Falanghina e l’Aglianico meritano di essere conosciuti e centellinati al palato!

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I 5 ristoranti più romantici di Napoli

Organizzare una cena romantica nella splendida cornice di Napoli non è solo possibile, ma è una di quelle cose che tutti dovrebbero poter fare almeno una volta nella vita. Napoli è la città dell’arte, del mare, del calore e dell’amore.

Dove cenare a Napoli: cinque ristoranti dall’atmosfera unica

Ma anche dell’ottimo cibo!

Ed ecco che vorremmo portarvi con noi in giro per la città campana, tra ristoranti chic e palazzi dove sentirsi il Re e la Regina per una notte.

Abbiamo scelto diversi ristoranti, per venire incontro alle esigenze di tutti: carne, pesce, lungomare, immersi nel verde… cosa preferite?

  • L’ebbrezza di Noè: Vicolo Vetriera, Napoli. Il centro di Napoli offre uno scenario notturno davvero irresistibile. Camminare per il suo centro vi permetterà di vivere un’atmosfera romantica, di respirare la vera aria napoletana e di farvi affascinare dai vicoli più belli del capoluogo campano. Fare una fermata all’Ebbrezza di Noè vi farà deliziare il palato con piatti freschi e materie prime di alta qualità. L’atmosfera è molto intima, ideale per una cena a due a lume di candela. Vi consigliamo gli antipasti a base di pesce crudo appena pescato: una delizia unica;
  • Le Officine Bristot: via Andrea d’Isernia, 6, Napoli. Quando dobbiamo scegliere dei ristoranti per qualcun altro, è d’obbligo pensare ai gusti di tutti. Se da una parte abbiamo una nutrita parte di popolazione amante del pesce, dall’altra si staglia chi ama la carne! Qui potrete gustare piatti a base di carne che saranno cucinati con maestria e raffinatezza. Il personale vi servirà in modo egregio e si occuperà della vostra serata romantica. Ottima la carta dei vini. I piatti sembrano vere e proprie tavolozze da chef. Spettacolare;

Preferite il pesce o la carne? Il lungomare di Napoli offre uno scenario unico

  • Palazzo Petrucci: via Posillipo, 16 C, siamo a Napoli. Non puoi non citare un ristorante in riva alla spiaggia, la location più romantica per eccellenza. Qui è possibile cenare ammirando lo splendido paesaggio della città che si affaccia sul mare. L’ambiente è intimo, ed è proprio in questo Palazzo che in molti decidono di festeggiare il loro anniversario di matrimonio. Lo chef Lino Scarallo è un vero maestro del genere e vi accompagnerà in un percorso degustativo culinario di alto livello;
  • Caruso Roof Garden Restaurant: via Partenope, 45, Grand Hotel Vesuvio. È un gioiello. Questo posto è semplicemente un gioiello incastonato nel mare. È perfetto per un appuntamento romantico e una cena ascoltando il rumore delle onde. Le luci soffuse, il vino perfetto, i piatti davvero interessanti. Vi consigliamo Quadrotto di Parmigiana, Bucatino alla Caruso e Risotto alla pescatora;

Mangiare in riva al mare: come innamorarsi

  • D’Angelo Santa Caterina: via Aniello Falcone, 203. È giusto che anche coloro che amano gli spazi nel verde possano godersi un po’ del panorama tipico napoletano: questo splendido luogo si trova sulla Napoli Alta e vi permetterà di ammirare la distesa del mare dall’altro. È un ambiente molto elegante, dove si mangia benissimo e si può scegliere un menù perfetto per la serata.
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Paestum e i suoi templi

Visitare l’imponente città del Paestum è un percorso artistico alla ricerca della cultura e delle origini greche. Il primo nome del Paestum fu Poseidonia: furono i greci a costruirla. Sbarcati in Calabria nel 600 a.C., i Greci cercavano un posto da colonizzare e in cui insidiarsi.

Il primo tempio che costruirono fu per Poseidone, nella loro Agropoli.

Dopodiché, si spostarono nelle vicinanze dove ora sorge il Paestum e cominciarono a edificare i luoghi di culto, dedicati alle loro divinità.

Poseidonia: la città fondata dai Greci

Qui potrete ammirare i templi, di cui tutt’oggi ci rimangono importanti testimonianze. Alcuni hanno un culto preciso, altri sono ancora indubbi: ciò che non è indubbia è la loro bellezza.

  • Il Tempio di Hera: è il tempio più antico del Paestum. La sua data di origine dovrebbe essere il 560 a.C. Fa parte della prima generazione dei templi in pietra. Purtroppo, nel corso del tempo, molti templi si sono deteriorati: non è questo il caso di Hera, che si conserva in modo perfetto tutt’oggi. Questo tempio ha qualcosa di particolare: per esempio, rispetto agli altri, più classici, non ha i frontoni e l’impianto non è considerato canonico. Alcuni si riferiscono a lui con il termine “basilica”. Sono in molte le iscrizioni che lo vorrebbero come Tempio di Hera: quest’ultima era la moglie di Zeus e proteggeva gli Achei durante la famosa guerra;

I Templi si mantengono tutt’oggi in ottimo stato

  • Il Tempio di Atena: tutti conoscono Atena, comunemente nota come la dea della guerra. Per quanto riguarda questo tempio, è l’unico in cui il culto della dea è comprovato. È situato nell’alta città e domina il paesaggio con la sua imponente struttura. Dovrebbe risalire intorno al 500 a.C.;
  • Il Tempio di Nettuno: ogni tempio ha la sua particolarità. In questo caso, ci ritroviamo a uno dei templi più grandi, che ha visto la sua nascita durante il V secolo a.C. Descrive in modo perfetto l’architettura greca. Possiamo dirvi che a Olimpia venne edificato il tempio di Zeus nello stesso secolo; tuttavia, il tempio di Nettuno si mantiene in uno stato migliore. La sua costruzione di massi interposti tra loro gli ha concesso di restare totalmente intatto, nonostante gli eventi sismici nel corso dei secoli. Non sappiamo per certo se questo tempio sia o meno dedicato al culto di Nettuno. C’è da dire che gli archeologi hanno ritrovato una statua di Zeus nelle vicinanze.

Vi lasciamo gli orari per visitare il Paestum e i suoi templi.

  • L’orario del museo va dalle 8:30 fino alle 19:30. Il primo e il terzo lunedì del mese l’orario cambia e diventa dalle 8:30 fino alle 13:40;
  • Per visitare l’area archeologica, ovvero i Templi, dovrete andre dalle 8:30 fino alle 19:30. L’orario non subisce nessuna variazione, è lo stesso dal lunedì fino alla domenica.

Gli unici giorni in cui è impossibile visitare il Paestum e i Templi sono il 25 dicembre e il 1 gennaio. Inoltre, sul sito dedicato al Paestum potrai prenotare una guida turistica per farti guidare alla scoperta della città.

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La Rassegna del Pausilypon che salva il Pausilypon

La Rassegna del Pausilypon che salva il Pausilypon: scongiurata la chiusura della Grotta di Seiano e recuperato il teatro inagibile

Arrivata alla sua X Edizione, la Rassegna Pausilypon: Suggestioni all’Imbrunire, curata dal Centro Studi Interdisciplinari Gaiola Onlus, con la direzione artistica di Serena Improta, d’intesa con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, rappresenta sempre più un esempio virtuoso di come l’arte e la cultura possa contribuire al mantenimento ed alla cura del patrimonio culturale.

La Rassegna ha infatti come scopo, sin dalla sua nascita, quello di accendere un riflettore su uno dei più importanti siti archeologici e naturalistici della Città di Napoli raccogliendo fondi per la tutela e manutenzione dell’area.

Numerose sono le attività finanziate in questi anni che vanno da progetti di restauro e recupero di strutture archeologiche del sito, attività di ricerca, e opere di ordinaria e straordinaria manutenzione del sito, interventi necessari al mantenimento del patrimonio culturale presente e a garantirne la fruizione da parte del pubblico e dei cittadini. 

Recentemente infatti è stato scongiurato il rischio di chiusura al pubblico della Grotta di Seiano, e quindi dell’intero Parco archeologico, in quanto è stato riscontrato il mal funzionamento dell’impianto elettrico di emergenza anti blackout della Grotta, ed immediatamente il CSI Gaiola ha provveduto a far ripristinare e mettere a norma del sistema. Poche settimane prima invece era stato finanziato il rifacimento integrale del tavolato ligneo di copertura dell’orchestra e natatio del Teatro grande, che oramai fatiscente rendeva inagibile l’antico teatro.

Stessa cosa l’anno precedente era stata fatta attraverso il Progetto Odeion che ha permesso il rifacimento delle sedute e palco ligneo del Theatrum tectum del complesso archeologico, inagibile dal 2012.  Ancora in corso è il Progetto Calidarium che ha riportato alla luce l’antico calidarium del complesso termale del Pausilypon, consentendo anche l’avvio di nuovi studi ed attività di ricerca che stanno aprendo nuovi scenari sulle conoscenze archeologiche del sito e non solo. 

Il lavoro di sterro e recupero dell’antico Calidarium fu oggetto di un approfondimento speciale durante le riprese della puntata del Programma di Alberto Angela, ULISSE, dedicato alla Città di Napoli. Proprio ieri lo stesso Alberto Angela durante le celebrazioni per il conferimento della Cittadinanza onoraria alla sala dei Baroni al Maschio Angioino, ha voluto ricordare l’esperienza della Gaiola quale impegno civile nel recupero e conservazione del patrimonio culturale cittadino: “Ho scoperto un aspetto che è fondamentale per il futuro di Napoli. Noi abbiamo filmato a Gaiola, abbiamo filmato nella Galleria Borbonica, e ci siamo trovati di fronte dei ragazzi, che per amore della città, senza un tornaconto, col rischio che il proprio lavoro possa essere scippato da qualcun altro, si sono rimboccati le maniche e sono andati a scavare, a sporcarsi, per amore della loro città. E questo, secondo me, è l’aspetto più bello. Napoli si continua a declinare nelle generazioni.”

Tutti i progetti vengono svolti seguendo le indicazioni e le priorità dettate dalla Soprintendenza archeologica. “Molti sono i progetti di ricerca e recupero che potrebbero essere attivati – dichiara Maurizio Simeone, presidente del CSI Gaiola onlus– consentendo di allargare anche i percorsi di visita del sito, ma purtroppo spesso è necessario dirottare le risorse verso problematiche contingenti di ordinaria manutenzione e servizi per garantire la fruizione ed apertura al pubblico del sito come appunto accaduto recentemente con l’impianto elettrico oppure il noleggio dei bagni chimici per sopperire nei periodi di maggior affluenza alla mancanza di servizi igienici nel sito. Per questo è assolutamente indispensabile il contributo dei cittadini che partecipando alla Rassegna e venendo a visitare il sito danno il loro contributo al mantenimento del sito stesso” 

“un ruolo importante – continua Simeone – è svolto dai mecenate che sostengono la Rassegna come Ferrarelle, mainsponsor di quest’anno, ma anche dal catering e dai piccoli produttori di vini campani, sapientemente selezionati da AgerCampanus, che offrendo a proprie spese la degustazione ed il buffet consentono di abbattere le spese e dirottare maggiori risorse sulle opere di manutenzione”.

La mission della Rassegna è invariata sin dalla sua prima edizione: uno strumento per finanziare azioni concrete di recupero ed un omaggio in punta di piedi al Pausilypon, al luogo che da sempre fa cessare il dolore”.

“La Rassegna “Pausilypon: Suggestioni all’Imbrunire” – dichiara la Direttrice artistica Serena Improta – nasce in questo luogo straordinario che dobbiamo ad una cultura illuminata, che ancora considerava il teatro e le arti in genere come fondamenta di una civiltà evoluta. È in questo spazio che siamo entrati con gratitudine, rispetto, e reverenza per ritrovare questi principi direi sacri, di quando l’uomo agiva in armonia con l’ambiente che lo circondava e se ne sentiva indissolubilmente parte. Così il CSI Gaiola Onlus ha dato il via a questa rassegna, nel massimo rispetto del luogo, facendo sì che fossimo noi a doverci adattare ad esso, cosa poi non così difficile considerando l’acustica naturalmente perfetta, la scenografia straordinaria e l’illuminazione naturale assolutamente inimitabile.

Per la terza serata della Rassegna, arriva “Vento d’etere”, ovvero il suono nello spazio. E’ la ricerca dell’istante impalpabile in cui l’idea si tramuta in suono per poi svanire.

Ingar Zach, percussionista norvegese di fama internazionale, trovatosi all’attenzione della critica internazionale già nel 2000 per la sua pregevole collaborazione con Derek Bailey, ha coltivato una brillante carriera nella musica contemporanea e di improvvisazione che lo ha portato in giro per il mondo. Oggi membro del mitologico quartetto Arti Dans Les Arbres, ha inciso per edizioni quali ECM, Rune Grammofon, Sofa Music. In questa occasione Ingar si esibirà prima in un intenso solo di percussioni e poi con l’ensemble di recenti natali formato da Renato Grieco (contrabbasso), Chiara Mallozzi e Davide Maria Viola (violoncelli), Riccardo La Foresta (percussioni). Attivi tutti da anni nelle regioni più ricercate della musica contemporanea e di improvvisazione, i quattro musicisti ricercano assieme un linguaggio di improvvisazione dal suono cameristico, alito ausculano che nasca e si perda nel vento.

Inserito da: http://www.gaiola.org

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I 5 ristoranti più romantici di Caserta

Caserta si inserisce in un contesto storico affascinante. La sua cultura è studiata in tutto il mondo: ogni anno, tantissimi turisti vengono in visita per esplorare la famosa Reggia Borbonica.

Coloro che intendono unire un giro panoramico e artistico al buon cibo che offrono i casertani possono dare un’occhiata alla lista dei cinque ristoranti più romantici che abbiamo selezionato per voi.

I ristoranti più suggestivi di Caserta e dintorni

Tra osterie e locande…

  • Antica Hostaria Massa: via Mazzini, 55, Caserta. Il servizio è molto professionale. Potrete degustare pizze, primi e secondi piatti, oppure ordinare un bel giro di antipasti del luogo. È presente un menù di degustazione, in cui potere scoprire le prelibatezze che offre la città. Il proprietario vi consiglierà i vini da abbinare al vostro lauto pasto. C’è un’attenzione al cliente davvero particolare e squisita, senza mai essere invadente. Lo scenario è perfetto per una cena romantica. È presente uno spazio all’esterno – vi consigliamo di prenotare – in cui cenare in intimità. I piatti si presentano in modo molto scenico;

State cercando un bel posticino dove cenare con la vostra dolce metà?

Il borgo di Casertavecchia è perfetto

  • La Torre dei Falchi: via Tiglio, 75, Casertavecchia. Vi siete diretti allo splendido borgo e vorreste fermarvi a cena? Casertavecchia è il posto ideale dove trascorrere un weekend romantico. Anche i suoi locali hanno deciso di prendere un pizzico di magia dal borgo per offrire ai propri clienti una cena sensazionale, al chiaro di luna. Questo ristorante ha anche una piscina esterna, dove fare una nuotata prima di pranzo. L’atmosfera è soffusa, le tovaglie sono ben apparecchiate, i calici di vino saranno riempiti. Dal menù vi consigliamo di assaggiare assolutamente il maialino, tipico della cucina casertana;
  • Gli Scacchi: località San Rocco, Casertavecchia. Abbiamo deciso di selezionare i migliori ristoranti del posto, per permettervi di scegliere il meglio per voi. Al suo interno, Gli Scacchi offre una selezione di vini davvero invidiabile. Noi vi consigliamo di prenotare il tavolo vicino al camino, per godere di un lauto pasto in compagnia del fuoco. Il cibo è raffinato e di alta qualità, una perla che va a insidiarsi nel cuore del borgo di Casertavecchia. Non è un posto per turisti: è una locanda per coloro che intendono assaggiare le specialità casertane;

Alla ricerca dei luoghi di interesse storico

Dopo un giro in centro, una bella cenetta con la nostra anima gemella

  • Antica Locanda: viella Raimondo Barbera, 7/9, San Leucio. Per coloro che hanno deciso di fare una bella scarpinata al Belvedere di San Leucio, consigliamo di fermarsi in questa locanda. I piatti sono squisiti, l’esterno del locale è tipicamente rustico. Il menù è tipico: presenti i fusilli alla pescatora, i paccheri al baccalà, la tagliata di tonno e il tarallo sbriciolato. Il pesce è sempre fresco;
  • La Locanda di Mimì: Largo Borzacchiello, 5, Caserta. Le locande hanno un fascino storico, offrono ottima cucina, tipicamente casereccia, e sono perfette per una cena romantica. Questa locanda si trova nel centro storico di Caserta. Vi consigliamo di prenotare a cena, dopo avere scoperto le vie della città.
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Wine & Taranta Fest 6 e 7 luglio 2018 a Teora (AV)

Wine & Taranta Fest ritorna Venerdi 6 luglio 2018 & Sabato 7 Luglio 2018 a Teora (AV) con la 3° Edizione dopo il grande successo dell’anno scorso.

Manifestazione organizzata dalla Pro Loco in collaborazione con le associazioni locali, con il Patrocinio del Comune di Teora.

Il tema sarà incentrato sulla posizione strategica-geografica dell’irpinia “TRA L’ORIENTE E L’OCCIDENTE”.

L’evento concepito come un evoluzione e reinvenzione della sagra e della fiera di paese,un’imperdibile occasione per riscoprire e rivalutare il territorio, le attività produttive enogastromiche locali oltre che far conoscere appieno le risorse culturali e monumentali che possiede il piccolo Borgo di Teora.

Un vero e proprio cammino  enogastronomico, culturale e fieristico, dove si potranno assaporare vini pregiati locali e prodotti tipici messi a disposizione da cantine, aziende vinicole e chef qualificati.

Tutte le vie saranno coinvolte ed avvolte da profumi e sapori, oltre che dall’arte creativa Hand Made degli Artigiani.

Straordinaria è la presenza di un molteplici gruppi musicali, tra cui il concerto live gratuito dei MOLOTOV D’IRPINIA e degli APRES LA CLASSE.

Spettacoli teatrali e di danza, proiezioni d’autore, allestimenti d’arte, spazi dedicati alle associazioni presenti sul territorio arricchiscono e allietano il viaggio ideale del visitatore tra i segreti dell’artigianato e i sapori nostrani.

Lo scopo è ben chiaro: aggregazione sociale per la riscoperta del piacere di stare insieme, della sensibilizzazione ambientale e di risvegliare l’amore per la propria terra con le sue tradizioni.

INFO STAND – AREA CAMPER -AREA TENDA

Per info: 346.0234522 – 340.9054497 – 349.7871353

E-MAIL: infoprolocoteora@gmail.com

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Weekend a Benevento

Questa splendida località offre la possibilità di trascorrere un weekend all’insegna della storia, dell’arte, della cultura e del divertimento. Ovviamente, non dimentichiamo il buon cibo che è possibile gustare!

Il capoluogo sannita vanta una storia secolare: questo posto è stato il crocevia di diversi popoli, ma sono stati i sanniti a renderla affascinante e ricca di cultura come la conosciamo oggi. Benevento è il quinto capoluogo della Campania, tuttavia ha origini ben più antiche del resto delle città.

Un weekend a Benevento? Ecco cosa fare

In origine, la potevamo conoscere sui libri di storia con il termine di Maleventum, ovvero vento della cattiva sorte: erano stati i romani a dare loro questo nome, per le sconfitte ottenute da questo popolo. Solo in seguito alla vittoria della battaglia di Pirro, è tornata a chiamarsi Benevento.

Trascorrere un weekend a Benevento è l’ideale per i turisti che amano andare a caccia di reperti di origini romane. Per esempio, l’anfiteatro romano offre numerosi spettacoli, soprattutto durante il sabato sera, dove è possibile allietarsi e passare qualche ora all’insegna del divertimento.

Ovviamente, è d’obbligo fare un giro del suo centro storico, dove potrete ammirare il Duomo e l’Arco di Traiano. Tra i luoghi di interesse culturale, vi suggeriamo di trascorrere qualche ora a teatro: qui sono presenti il Teatro Comunale Vittorio Emanuele e il Teatro De Simone. Tenete d’occhio i loro siti per scoprire quali spettacoli ci sono in città al momento del vostro arrivo. Oltre a questi luoghi, è possibile visitare la Rocca dei Rettori, la Chiesa di Santa Sofia e il Museo del Sannio.

Tra arte, storia e divertimento

Per coloro che amano camminare e immergersi nella natura, vi consigliamo una visita allo Zoo delle Maitine, proprio in provincia di Benevento, nei pressi di Pesco Sannita, in Via Fontana dell’Occhio. È presente anche un’area attrezzata a fattoria, dove avrete l’occasione di stare a contatto con gli animali e di conoscere le loro abitudini.

È impossibile non restare affascinati anche dalla cucina beneventana. Qui avrete modo di gustare prodotti del territorio, soprattutto legati alla terra: è una cucina povera, di contadini e di allevamento, ma così buona da leccarsi i baffi. Ottima è anche la selezione dei vini rigorosamente doc, come per esempio il Solopaca.

Un percorso degustativo dove assaggiare le specialità beneventane

Se trascorrere un weekend in città, dovete sapere che Benevento è nota soprattutto per essere accostata al famosissimo liquore Strega. La vicenda che lega le streghe a questa meravigliosa città le vede protagonista sin dall’alba della sua nascita: molte di loro usavano incontrarsi proprio nei dintorni di Benevento, vicino a un albero, ormai conosciuto come la loro “sede”.

Non possiamo non citare la vita notturna di Benevento: quando il sole cala, la città si veste di vita e di luci. Le scelte stanno a voi: potrete ballare fino a notte fonda in una rinomata discoteca della città, oppure scegliere di dirigervi verso un agriturismo e provare uno dei molteplici percorsi degustativi della zona, tra vini e ottimo cibo dall’aspetto casalingo.

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I 5 ristoranti più romantici di Avellino e provincia

Una cena romantica serve per festeggiare un anniversario, o un giorno importante per la coppia. Tuttavia, può anche non esserlo: in tutti i giorni, dopotutto, potremmo celebrare l’amore! Per farlo bene, è necessario il ristorante giusto.

Dove fare una cena romantica ad Avellino

Se siete di Avellino e dintorni, o vi trovate in questa località, e state cercando di fare un po’ di chiarezza sui suoi ristoranti romantici, questo articolo fa decisamente al caso vostro. Abbiamo scelto dei ristoranti misti, basandosi sui gusti variegati di tutti.

Ciò significa che troverete il ristorante elegante, sì, ma anche locande e trattorie, per coloro che preferiscono un ambiente più intimo e rustico.

Quali sono i ristoranti più romantici di Avellino e dintorni?

  • Oasis sapori antichi: si trova a Vallesaccarda. Il cibo è fantastico; una sperimentazione di sapori che lascia a bocca aperta. Il posto è curato nei minimi dettagli. Le materie prime utilizzate per la preparazione dei piatti sono davvero spettacolari. I piatti della memoria, gli ingredienti della storia, la cucina delle mamme che le figlie e i figli tramandano con amore rispetto e cura religiosa;
  • Morabianca: l’ambiente è tipicamente romantico. Qui si possono degustare dei meravigliosi piatti di pesce. Se siete entrambi amanti del pesce, dovete assolutamente provare le loro proposte. Il servizio è cortese e attento a soddisfare ogni esigenza del cliente. La cucina è estremamente curata; si segnala di primo le orecchiette fatte a mano. Hanno un’ottima carta dei vini, con cui deliziare il palato;

Vorreste godervi il panorama dalla Villa Regina o preferireste il cuoppo?

  • Villa Regina: l’indirizzo è Via Piani, Grottaminarda. Ci troviamo di fronte a un locale a dir poco spettacolare. È una delle proposte più romantiche che abbiamo selezionato per voi. Anche qui, ci sono delle proposte di pesce davvero interessanti. La location è ben tenuta, molto curata, ma non è l’unico aspetto positivo di scegliere Villa Regna per una romantica cena a due. Cenare fuori implica soddisfare anche il palato, dopotutto. Potrete deliziarvi con pesce fresco e restare estasiati dalla presentazione dei piatti;
  • Marennà: si trova a Sorbo Serpico, Località Cerza Grossa. Dobbiamo essere sinceri: questa location ci ha conquistati. Lo spazio all’aperto è perfetto per una cena estiva, o per una passeggiata al chiaro di luna, immersi nel verde. È presente un’area piscina, con sedie e divani moderni. Potrete sorseggiare del vino rosso – carta dei vini fantastica! – e ammirare al contempo il panorama. La cucina è molto attenta nei dettagli. Del resto, con una location del genere, non poteva essere altrimenti. È assolutamente all’altezza delle aspettative;
  • La Via delle Taverne: si trova in via Teodoro Mommsen 11/13, sulla via Appia. Finora abbiamo elencato ristoranti molto eleganti, ma non poteva mancare un aspetto più rustico e familiare. Un posto in cui si premia l’abbondanza e la splendida location, che mette tutti a proprio agio e che vizia con fritti misti e ottimi primi. Per una cena romantica a due in nome del favoloso cuoppo!
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5 ristoranti romantici a Benevento

Vi trovate o siete di Benevento e state cercando dei ristoranti romantici in cui portare il vostro lui o la vostra lei per stupirlo con una serata dedita al relax e all’ottimo cibo? Abbiamo stilato una lista di posti meravigliosi e imperdibili!

Ecco i cinque ristoranti più romantici di Benevento

  • Dionisio: questo ristorante si trova in Via Alfonso de Blasio 3/11, in Corso Garibaldi. È l’ideale per una cena o un pranzo romantico con la vostra dolce metà. Al suo interno la struttura degli archi in pietra impreziosisce ulteriormente il locale, conferendo un’aria magica e speciale. Oltre alla location, è giusto citare l’ottimo cibo che si può gustare. Sin dall’antipasto fino a dolce, è tutto rigorosamente sannio. I suoi piatti sono spesso a km 0. Offre un delizioso primo di spaghetti alla Nerano, tipici del luogo, che vi consigliamo assolutamente di assaggiare. È il luogo ideale per una cena romantica, a lume di candela. Inoltre, si trova proprio al centro storico di Benevento: dopo, una lunga passeggiata vi farà digerire, mentre ammirate l’arte;

Una cena all’osteria per una serata indimenticabile per le vie del centro storico

  • Le Scuderie: si trova in Via Castello. Tutti vorrebbero avere l’occasione di mangiare in un castello e qui potrete farlo. Il personale è molto gentile e disponibile e vi tratterà come dei re e delle regine. Uno dei primi più particolari, che dovreste provare, è il cestino di pasta alla genovese… no, non è originario di Genova. È un condimento molto buono a base di carne. Il castello di Limatola vi farà vivere una cena da sogno, ne siamo certi;
  • Cotton Club Osteria: l’indirizzo è Via Giovanni de Vita, 16. Sono molte le coppie che apprezzano la cena o il pranzo in un’osteria. Questi ambienti sono tipicamente stretti, in legna o in pietra, e offrono una cucina casalinga di tutto rispetto, che spesso batte i piatti stellati. È il caso di fare decisamente un salto in questo magnifico posto. Tra piatti tipici e la carta dei vini davvero ottima, gusterete una romantica cena a due;

Tra agriturismi e castelli: ecco dove andare

  • Il Triclinio del Fauno: l’indirizzo è Contrada Pino. Questa location è a dir poco da sogno. La vista sulla città di Benevento vi farà vivere una serata indimenticabile. Il contorno sembra un quadro, una cartolina, in cui voi sarete i protagonisti della serata. I piatti sono estremamente raffinati e la cucina è di alta classe, ma senza dimenticare i prodotti della terra, di cui Benevento è generosa;
  • Casale San Lorenzello: potete visitare questo posto in Via San Marco, a San Lorenzello. Ci spostiamo, stavolta, in un posto poco fuori Benevento. Un agriturismo è sempre l’ideale per una coppia: la possiamo considerare una fuga romantica dalla città. Il posto è molto caratteristico, il casale è in pietra ed è davvero ben tenuto. Come ogni agriturismo che si rispetti, vanta una lista di piatti a km 0 e prodotti del territorio. Ottimo l’antipasto, con i suoi salumi e i formaggi. Deliziatevi con ottimo cibo casalingo e una giornata immersi nella natura e nella quiete.
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Enoteca Eno Concept Wine & Drink – Agropoli (Sa)

Arredata con gusto ed eleganza al suo interno troverete in vendita e in degustazione le migliori etichette di vini, grappe, distillati, whisky, cognac,spumanti e champagne accuratamente selezionate oltre all’Enoteca Cilentana® i migliori vini del Cilento.

Il luogo perfetto dove sorseggiare un autentico aperitivo italiano o un cocktail internazionale. In un ambiente elegante, le eccellenze vinicole delle regioni d’Italia vengono proposte insieme a stuzzichini preparati al momento che ne esaltano il valore.

Spillatori per bottiglie e cantinette climatizzate mantengono i vini alla temperatura ideale, preservandoli dall’aria e preparandoli per il tuo palato.

Responsabile: LUIGI DEL VERME

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Cantine Grillo Castelvenere

GRILLO MARIAMICHELA
Contrada Petrara – 82030 – Castelvenere (Benevento)
tel/fax: 0824 940464

Nelle colline di Castelvenere, nasce l’Azienda Agricola Grillo Maria Michela, le uve raccolte danno vita a vini tradizionali come la Falanghina DOC Sannio.

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