Isola di Vivara 2010 – Napoli

Isola di Vivara

L’isolotto di Vivara è un gioiello incontaminato nel golfo di Napoli ed è uno degli ambienti meglio conservati dell’isola di Procida. Le due isole sono collegate, sopra il livello marino, da un ponte di servizio dell’acquedotto campano, costruito nel 1957.
Vivara è dal settembre 2002 una Riserva Naturale Statale per lo studio e la protezione della flora che, grazie alla sua ricca vegetazione, ai suoi straordinari paesaggi, ai suoi panorami ed alla sua posizione incantevole, costituisce un inestimabile tesoro, unico nel suo genere. L’isolotto è di origine vulcanica e, la sua forma di una mezzaluna coricata sul mare, ricorda il dorso di un delfino.
Vista dall’alto è più chiara la sua appartenenza “fisica” alla vicina Procida; infatti, l’isolotto di Vivara ed il promontorio di Santa Margherita, costituiscono i resti di un cratere vulcanico sottomarino nato circa 40 mila anni fa. Il cratere ha un diametro di poco più di cento metri ed una profondità massima di cinque metri; è aperto nella parte meridionale, apertura prodotta sia dalla violenza dell’ultima eruzione sia dagli agenti erosivi marini successivi; da quest’apertura il mare presente con le sue acque azzurre e limpide, forma un’incantevole baia: il golfo di Gènit

A Vivara si arriva superando la ripida salita della collina di Santa Margherita Vecchia, la quale partendo nei pressi del porticciolo turistico di Marina Chiaiolella ci conduce fino al ponte. Il ponte è stato costruito nel 1957 per contenere le tubature dell’acquedotto campano, per assicurare l’approvvigionamento idrico all’isola d’Ischia, che prima degli anni sessanta avveniva grazie alla spola di navi cisterne. A causa delle condizioni fatiscenti del ponte, dal 1999 è vietato l’accesso all’isolotto di Vivara, interdetto da due cancelli: il primo è costruito sulla collina di Santa Margherita e vieta anche l’accesso ad un tratto di strada comunale impedendo così di ammirare la splendida cornice del golfo di Gènito; il secondo cancello è situato alla sommità di una rampa di scale che conduce alla “casa del Caporale”. Superato il ponte eccoci finalmente a Vivara; prima di proseguire, è interessante ammirare sulla destra un piccolo approdo utilizzato per accedere all’isolotto prima della costruzione del ponte. L’ingresso a Vivara comincia con una scalinata che porta alla “casa del Caporale”, una piccola costruzione alla base della quale, come già detto, è situato il cancello di accesso all’isola; questa costruzione deve il suo nome al caporale delle guardie del corpo del re Carlo III che dimoravano presso il casotto d’ingresso a guardia dell’Isola. L’edificio, dal 1977, ha accolto insieme ai locali della casa colonica del 1681, posta sulla sommità dell’isola, la sede dell’UNIONE TRIFOGLIO, un’associazione naturalistica presieduta dal professor Giorgio Punzo, che fino al 1993 ha svolto sull’isolotto (gratuitamente) opera di salvaguardia ambientale e di educazione per i ragazzi, indirizzandoli ad una vita sana e serena in contatto con la natura. Superato il cancello inizia il Sentiero Centrale.

Elenco dei sentieri:

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