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Tutte le località raccontate dai nostri scrittori/blogger di  Turismo Campano.

Il Mito di Palinuro

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Palinuro (Salerno)

Il Cilento, denominato Enotria da Erodoto, Plinio e Stefano di Bisanzio, è una terra in cui esiste quello che viene definito “il linguaggio dei luoghi“, offrendo le sue valli solatie, i suoi colli verdi svariati di querce, di ontani e di castagni, nelle balze ammantate di lentischi, di mirti e di ginestre.

Il ceruleo mare cilentano mormora accenti epici virgiliani per aver visto la navicella di Enea e il suo timoniere Palinuro, che, naufrago, fu sbattuto sull’incantevole rupe omonima (Aeternumque locus Palinuri nomen habebit).

Palinuro in un alternarsi di panorami ricchi di richiami naturalistici e storici offre comodo e riposante asilo, “e il pensiero si fa poesia” a chi lo percorre lentamente, d’estate o d’inverno, delibando storia e leggenda, cronaca e fantasia.

31 gennaio 2011 |

Amalfi nel mito

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Amalfi (Salerno)

Le sue origini si tingono di mito, il mito di una bella e leggiadra ninfa, di nome Amalfi, che infiammò il cuore di Ercole.

Ma quando un giorno la vita della Dea fu troncata, il figlio di Giove volle seppellirla nel luogo più seducente della terra… eternare fra quei mari e quei monti gli occhi e il sorriso dell’amata.

E su quella tomba-smeraldo lo stesso Ercole edificò una città cui dette il nome della Ninfa amata: Amalfi.

Amalfi ed Ercole! Bellezza e potenza!

Un binomio la cui leggenda marchiò la storia della prima “Repubblica marinara“.

31 gennaio 2011 |

Cosa vedere a Procida

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La sua origine vulcanica è ancora evidente nelle tracce degli antichi crateri che si trovano nei suoi tipici golfi a mezzaluna.

Su un suolo di tufo grigio, spiccano le tinte brillanti delle coloratissime case, il verde intenso della ricca vegetazione, che accarezza le coste adagiate sul mare limpido, generando scorci paesaggistici di rara bellezza. La vivacità dei suoi colori, la bellezza delle spiagge, i sapori e gli odori dei prodotti tipici, la forza delle sue tradizioni, ne esaltano la bellezza, che affascina il visitatore, accolto in un ambiente genuino e sicuramente familiare. La sua storia si legge nel borgo di Terra Murata. Nato dall’esigenza di difendersi dalle scorrerie saracene, è uno splendido esempio di architettura naturale, con le case che sembrano abbracciarsi, a formare una muraglia, quasi fossero state progettate da un’unica mente, ma così poste dalla necessità di rimanere unite per essere meno deboli.

Qui l’Abbazia di San Michele, che custodisce numerose opere d’arte e il punto panoramico, da cui si può abbracciare con la vista il golfo di Napoli, godendo di uno spettacolo mozzafiato. Dall’alto del ripido costone, è possibile ammirare l’altro suggestivo borgo; quello di Marina Corricella, dove le coloratissime case dei pescatori, formano un agglomerato unico, dall’architettura singolare, affacciandosi sui vicoli stretti, dove passeggiare, in un complicato intreccio di archi, gradinate, “vefi”, finestre, e cupole, che creano un suggestivo percorso in un’atmosfera di assoluta quiete, interrotta solo dalla voce dei pescatori intenti a filare le reti. Qui accompagnati dal profumo del mare, ci si immerge in un viaggio senza tempo, alla scoperta delle antiche tradizioni di quest’isola di pescatori e marinai. Tradizioni che rivivono ogni anno nelle suggestive processioni, che attirano migliaia di turisti. Nel periodo pasquale, si snodano nei vicoli, quelle degli apostoli incappucciati, del Cristo Morto velato e dell’Addolorata, precedute dai carri, costruiti dai giovani procidani, che raffigurano gli episodi della vita e della morte del Cristo.

Altra tappa obbligata del tour di questa bellissima isola, è Marina Chiaiolella, oggi attrezzato porto turistico, con i pittoreschi ristoranti, dove gustare le prelibatezze del mare, la famosa insalata di limoni, o le lingue di leone, squisito dessert, al quale accompagnare il buonissimo limoncello. Sulla lunga spiaggia di Ciraccio sorgono stabilimenti balneari con approdi turistici, bar, pizzerie, parchi gioco, alloggi sul mare, come le piccole pensioni sul porto e optare cosi per una vacanza rilassante.

9 dicembre 2010 |

Meraviglie della Campania: Il Castello Aragonese – Ischia

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C’è un isolotto nel mare di Ischia, sul quale è arroccata un’antica fortezza, ove si arriva percorrendo un lungo ponte che la collega al piccolo borgo di Ischia Ponte.
Il Castello Aragonese, indicato spesso come Castrum Ieronis, o Castel Gerone, dal nome del tiranno siracusano che probabilmente per primo eresse una fortezza sull’isolotto, ha un passato ricco di storia, impreziosito da pregevoli architetture di indubbia valenza artistica.
E’ stato per secoli un vero baluardo strategico posto a difesa del Golfo di Napoli. Il ponte che congiunge l’isolotto all’isola, fu fatto costruire da Alfonso I d’Aragona. Percorrendolo si giunge alla cosiddetta batteria del Molo, dove sono ancora visibili i resti dei pilastri che sostenevano le artiglierie.

Sulla destra un grande arco conduce all’ingresso del castello. Per accedere agli edifici che si trovano sulla scogliera, Alfonso d’Aragona, fece scavare nella roccia una galleria larga 10 m e alta 18 m, per una lunghezza di ben 427 metri. Il re, volle anche la costruzione delle mura di cinta che circondano il castello, trasformandolo in un’inespugnabile fortezza.

La galleria conduce all’interno, e a metà percorso si trova la cappella di san Giovangiuseppe della Croce, santo ischitano vissuto fra il Sei e il Settecento e canonizzato nel 1839. Continuando a salire, il visitatore potrà godere di una vista meravigliosa.

Il panorama che si presenta dal belvedere è a dir poco spettacolare. Si ha la sensazione di toccare con mano tutto il borgo di Ischia Ponte, con i suoi vicoli pittoreschi, ove sono affollate le caratteristiche case dei pescatori, a cui si contrappongono le lussuose dimore appartenute alla classe nobile dell’antichità.

Raggiunta l’ultima rocca, si incontrano i resti del Maschio del castello: elevato di 80 metri, che a nord, appare a strapiombo sul mare, mentre a sud si sviluppa lungo un’ampia costa chiusa da quattro torri cilindriche, collegate tra loro da muraglioni. Qui si può vedere la Chiesa dell’ Immacolata, un tempo annessa al convento delle Clarisse, in cui c’è un locale sotterraneo che ospita l’ossario delle monache. Qui neanche tanto tempo fa, potevano vedersi i corpi delle suore poste sugli “scolatoi” in attesa che mummificassero.

Ci sono poi la Cattedrale dell’Assunta dove si celebrarono le nozze tra Ferrante d’Avalos e Vittoria Colonna, nonché la Cripta della Cattedrale con affreschi della scuola di Giotto.

Chi volesse rivivere anche gli aspetti più macabri della storia antica, non potrà mancare una visita al museo del castello, dove sono esposti antichissimi strumenti di tortura. Questo è certamente uno di que viaggi da sogno da mettere in preventivo magari alloggiando in una delle tante case vacanze a disposizione nei dintorni di Ischia ponte a pochi passi dal castello.
A cura di Silvia Buono

15 novembre 2010 |
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