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Visita guidata alla Reggia di Caserta e Caserta vecchia


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Reggia di Caserta e Caserta Vecchia

L’ampia distesa pianeggiante del casertano ospita uno dei più celebri e visitati monumenti della regione Campania: la Reggia di Caserta, tappa d’obbligo per chi vuole conoscere in maniera approfondita la cultura napoletana del Settecento. Il maestoso complesso sorge nella parte occidentale della città di Caserta, sulla vastissima piazza Carlo III.
La Reggia di Caserta fu costruita su richiesta del re Carlo di Borbone che affidò l’incarico all’architetto Luigi Vanvitelli, col fine di competere con le grandi residenze dei sovrani d’Europa, in particolare con Versailles.
I lavori iniziarono nel 1751 e durarono per circa venti anni, interrotti solo nel 1764 a causa della partenza di re Carlo per occupare il torno di Spagna e a causa di un’epidemia. Alla morte di Luigi Vanvitelli, i lavori proseguirono sotto la direzione del figlio, Carlo, che rivisitò il progetto originario a causa di mancanza di fondi.
L’immensa dimora comprende quattro cortili e migliaia di ambienti, tra cui cappelle, musei, teatri. Il parco di 120 ettari è percorso da viali e ricco di fontane che trovano la loro completezza nella Grande Cascata che precipita con un salto di 78 metri tra spalliere boscose.

Il Palazzo ha 1200 stanze, 34 scale, 1742 finestre è presenta una facciata costruita in laterizi, travertino e marmi dell’Italia meridionale.
L’accesso agli appartamenti reali avviene tramite il maestoso Scalone d’onore, di 116 gradini, che porta al vestibolo superiore, illuminato intensamente da quattro finestroni aperti sui cortili. Da qui si accede anche alla Cappella Palatina, una sala rettangolare con volte a botte ornata di cassettoni e rosoni dorati.

A sinistra della Cappella si aprono gli Appartamenti Reali, arredati con mobili e suppellettili d’epoca settecentesca e ottocentesca, decorati con marmi e pitture di artisti, intagliatori ed ebanisti che seppero tradurre elegantemente i segni della cultura dell’epoca, raggiungendo un livello artistico tra i più alti in Italia. Numerose Sale di susseguono nel percorso: la Sala degli Alabardieri, la Sala delle Guardie del Corpo, la Sala di Alessandro, la Sala di Marte, la Sala di Astrea, la Sala del Trono (la più vasta), fino a giungere all’Appartamento del Re che venne sistemato negli ultimi anni del regno di Murat. Qui sono presenti la Sala del Consiglio, il Salotto, la camera da letto e la camera da bagno di Francesco II. Si prosegue con l’appartamento cosiddetto Murattiano per la presenza di numerosi arredi e suppellettili appartenuti a Gioacchino Murat, nonché diversi dipinti d’epoca francese e successivi.
Il Re Ferdinando IV abitò in quello che è definito l’Appartamento Vecchi, una magnifica suite di ambienti in bianco e oro con preziosi rivestimenti con tessuti prodotti dalla vicina manifattura di San Leucio. Qui troviamo: la Sala della Primavera, in cui si svolgevano i ricevimenti; il salotto d’Estate, la sala d’autunno, la sala d’inverno, lo studio di Ferdinando IV, il salottino e la camera da letto del Re, la stanza da lavoro, la stanza da toilette, la sala del ricevimento e le sale di lettura della Regina. Segue la Sala Ellittica in cui si trova il grande Presepe reale con pastori del ‘700 e dell’800.

Nell’unica parte della Reggia portata a termine da Luigi Vanvitelli, si trova il Teatrino di Corte, con pianta a ferro di cavallo, cinque ordini di palchi e rivestimenti in pietra rosa e alabastro.

Un’ala del Palazzo ospita il Museo dell’Opera o Museo Vanvitelliano che raccoglie schizzi, piante e disegni e modellini della Reggia ad opera di Luigi Vanvitelli.

Il Parco della Reggia rispecchia la sontuosità e l’imponenza del Palazzo, con 120 ettari tra viali, prati, fontane dai raffinati giochi d’acqua e un viale centrale di circa 3 kilometri che culmina nella Grande Cascata, detta fontana di Diana, ai cui lati si trovano due gradinate che salgono verso una grotta da cui prorompeva l’acqua dell’Acquedotto Carolino, progettato anch’esso da Luigi Vanvitelli.
Nel Parco si trova anche un Giardino Inglese, voluto dalla Regina Maria Carolina d’Austria, ricco di piante esotiche e rare, abbellito da serre, boschetti e viali.

Casertavecchia
Uno dei borghi medievali meglio conservati in Italia che sorge alle pendici dei monti Tifatini a circa 401 metri di altezza e a 10 km di distanza in direzione nord-est da Caserta. Le origini del paese ancora oggi sono incerte, ma secondo gli scritti, risalenti all’anno 861, del monaco Benedettino Erchemperto, si parla di un primo nucleo urbano, sulle montagne denominate Casahirta (dal latino “villaggio posto in alto”).
Il Borgo originalmente che fu edificato su un pre-esistente villaggio romano, nel corso degli anni ha subito varie dominazioni.
Originalmente appartenne ai Longobardi; nel secolo IX a seguito di incursioni saracene e devastazioni di Capua, gli abitanti e il Clero si videro costretti a cercare rifugio in luoghi più sicuri, come quelli montani. Nel 1062 Casertavecchia venne occupata da Riccardo I di Aversa, e da qui ebbe inizio la dominazione Normanna che porto il paese al suo massimo splendore nell’anno 1100-1129 con la costruzione della Cattedrale sotto l’episcopato di Rainulfo, e la sua consacrazione nell’anno 1153 al culto di San Michele Arcangelo.

Nel 1442 il Borgo passa sotto la dominazione aragonese e da questo momento Casertavecchia vede lentamente decadere la sua importanza, a causa delle attività commerciali che fiorivano in pianura. Nel 1842 Papa Gregorio XVI sancì il definitivo accorpamento alla nuova Caserta.
In seguito con il dominio dei Borboni nell’Italia meridionale e la costruzione della Reggia, il nuovo centro di ogni attività diventa Caserta.
Stradine lastricate, chiese antichissime, palazzi gentilizi, la viva presenza di antiche tradizioni, rendono la visita a Casertavecchia molto suggestiva dando la sensazione di tornare indietro nel tempo. Al centro dell’abitato si trova piazza Vescovado sulla quale si affacciano la Cattedrale di San Michele, un magnifico esempio di architettura arabo-normanna, il palazzo vescovile, il seminario e la casa canonica.

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