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Parco Nazionale del Vesuvio


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Il Parco Nazionale del Vesuvio fu istituito nel 1991 (legge 6 dicembre 1991, n. 394legge quadro sulle aree protette, art. 34). Ha una superficie di circa 8.800 ettari nella provincia di Napoli e interessa 13 comuni (Boscoreale, Boscotrecase, Ercolano, Massa di Somma, Ottaviano, Pollena Trocchia, San Giuseppe Vesuviano, San Sebastiano al Vesuvio, Sant’Anastasia, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre del Greco, Trecase).
Dal 1997 è entrato nella rete delle Riserve della Biosfera del Programma Unesco M.a.B. (Man and Biosphere).

La rete di itinerari nel Parco si articola in 15 sentieri.
Diverse sono le tipologie proposte: sentiero-natura, sentiero-agricolo,  sentiero-panoramico e sentiero-educativo.

Il sentiero n. 5 (difficoltà media) parte da Ercolano e permette di raggiungere, dopo circa 3 ore, il Gran Cono: da qui si può ammirare tutto il Golfo di Napoli. D’inverno sul cratere la temperatura è bassa, perciò è utile un’attrezzatura da montagna. In primavera e in estate la luce solare è forte e sono consigliate protezioni adeguate. Da non dimenticare scarpe comode, occhiali da sole, acqua, fotocamera e binocolo.

Ai visitatori con disabilità motorie e della vista è dedicato il sentiero sperimentale  n. 3, con un servizio di guide specializzate, materiale illustrativo adatto e attività didattiche e di laboratorio per ragazzi disabili.
All’interno del Parco ci sono anche 2 percorsi ciclabili.

Il Vesuvio, o più propriamente il Somma-Vesuvio, è uno strato-vulcano di medie dimensioni che raggiunge un’altezza massima di 1.281 m s.l.m. Esso è costituito dal più vecchio vulcano del M. Somma, la cui parte sommitale sprofondò generando una caldera, e dal più recente vulcano del Vesuvio, cresciuto all’interno di questa caldera. L’immagine mostra la ricostruzione qualitativa del profilo originario dell’antico vulcano del Somma (in rosso – basato sul lavoro di Cioni et al., 1999). Il M. Somma è ciò che rimane del fianco settentrionale del vecchio edificio.
L’attività vulcanica nell’ area del Somma-Vesuvio risale ad almeno 400.000 anni fa, età di alcune lave trovate in perforazioni profonde 1.345 m. La storia dell’apparato vulcanico Somma-Vesuvio è iniziata circa 25.000 anni fa. (fonte: Osservatorio Vesuviano (INGV). (L’Osservatorio vesuviano, voluto dai Borbone, si trova a soli 2 Km di distanza  dal cratere. Costruito negli anni 1841 – 1848,  è il più antico al mondo.

Il Somma–Vesuvio è situato nella Piana Campana ed è costituito da due strutture ben distinte: il Gran Cono del Vesuvio e la caldera del Somma.
Sul Gran Cono sono presenti piccole fumarole, segno di riposo attivo del Vesuvio. Il cratere, 1.282 metri s.l.m., ha un diametro di circa 650 metri e una profondità di 230 metri.
La caldera del Monte Somma ha una forma semicircolare e raggiunge la sua massima altezza con Punta Nasone (1132 metri s.l.m.), e rappresenta ciò che resta dell’antico vulcano, la cui attività risale ad almeno 300.000 anni fa. La parte interna residua dell’antica caldera  presenta una vasta depressione, la Valle del Gigante, suddivisa in Atrio del Cavallo e Valle dell’Inferno  all’interno della quale si trova il  Gran Cono del Vesuvio, formatosi in epoca successiva,  più volte distrutto e ricostruito dalle eruzioni antiche e recenti. Il recinto del Somma è ben conservato per tutta la sua parte settentrionale; l’orlo del  cratere è caratterizzato da cime dette cognoli, visibili soprattutto dal sentiero-natura n. 2, che presenta “difficoltà alta”.

Il complesso si è formato dall’alternanza di eruzioni effusive, con  colate laviche e prodotti di caduta, e di eruzioni esplosive “pliniane”, molto distruttive, con emissione di grandi quantità di ceneri, lapilli e scorie varie, ed in particolare di colate piroclastiche (nubi ardenti ad altissima densità e temperatura), nubi a prevalente composizione di vapor d’acqua, colate di fango, emesse anche da bocche laterali ed eccentriche.

I due corpi vulcanici,  Vesuvio e Monte Somma, presentano caratteristiche ambientali  diverse. Il versante vesuviano è più arido, a rischio di frane; sul versante del Somma che è, invece, esposto più a nord e quindi più fresco e umido, sono prersenti boschi misti.

La flora

Sul versante del Vesuvio è presente una tipica vegetazione mediterranea, formata da circa 250 specie. Sono presenti anche più di 100 specie “cosmopolite” e una ventina di specie “endemiche”.
Da ricordare la ginestra dell’Etna, introdotta sul Vesuvio dopo l’eruzione del 1906, che in alcune zone (Atrio del Cavallo e Valle dell’Inferno), è molto abbondante. Sono presenti anche  la cosiddetta  “ginestra dei carbonai”, la “ginestra odorosa”. Le vaste boscaglie di ginestra, durante la fioritura in primavera, rendono molto belli i versanti del vulcano.

Nel florido sottobosco sono presenti il biancospino, la fusaggine, con frutti e corteccia velenosi, lo smilace, una liana tipica della macchia mediterranea, molto spinosa e dai frutti rossi, il ligustro e numerose famiglie di felci. Tipicamente mediterranea la presenza del lentisco, del mirto, dell’alloro, della fillirea,dell’origano e del rosmarino.
Tra la primavera e l’estate fioriscono 23 specie di orchidee selvatiche.

I suoli lavici del Vesuvio, soprattutto le colate laviche più recenti, sono ricoperti dallo Stereocaulon vesuvianum, un lichene tipico di quest’area, dal tipico aspetto grigio e filamentoso. Questo lichene ricopre interamente le lave vesuviane, colorandole di grigio.
Sulle colate più antiche vegetano anche altre specie pioniere, come la valeriana rossa, l’elicriso, l’artemisia.
Il versante meridionale del Vesuvio è ricco di pino domestico; a partire degli anni ’90 però si è cominciato a sfoltire le pinete per favorire la crescita delle essenze mediterranee della zona,  in particolare del leccio.

Sul versante del Monte Somma, sono presenti vasti boschi di castagni, fino a quota 900 mt; più in alto prevalgono i boschi misti di latifoglie,  con un rigoglioso sottobosco, e costituiti, oltre che dal castagno,  da roverella, carpino nero, orniello, ontano napoletano , varie specie di acero e nuclei sparsi dibetulla. Nelle zone di maggiore umidità oltre alle specie arboree troviamo anche pioppi e varie specie di salici.

Le pendici del Vesuvio sono ricoperte da frutteti e da vigneti, da cui si ricavano alcuni prodotti tipici tra i più conosciuti della Campania (pomodorini, albicocche e vini come il Vesuvio doc e Lacryma Christi).

La fauna

Per quanto riguarda la fauna, tra i vertebrati si contano 2 specie di anfibi, 8 specie di rettili, 138 specie di uccelli, 29 specie di mammiferi, mentre tra gli invertebrati sono state censite 44 specie di lepidotteri diurni, 8 famiglie di apoidei (una superfamiglia di imenotteri che raggruppa circa 20.000 specie, la più nota delle quali è l’ape domestica da miele e formicidi.
Gli anfibi presenti sono il rospo smeraldino diffuso a quote medio-basse e la rana verde.
Tra i rettili sono presenti il saettone, ed il cervone  entrambi molto rari.
Fra i mammiferi, da ricordare il topo selvatico, il topo quercino, il ghiro, il mustiolo, la crocidura minore, il moscardino, e il riccio, presente in tutta l’area. Nel Parco vivono inoltre la lepre europea e il coniglio selvatico.
Fra i predatori, ricordiamo la volpe e la faina, presenti in tutto il territorio, e la donnola, presente soprattutto nel versante sommano.
Particolarmente ricca la presenza degli uccelli; a parte le specie nidificanti e svernanti, poiché il Parco costituisce l’unico rilievo montuoso in una vasta area pianeggiante, costituisce un riferimento sicuro per numerosi migratori; tra questi ricordiamo il gruccione , il falco di palude, l’averla capirossa.
Le specie nidificanti sono 62.
Sono presenti nidificazioni  di  cinque coppie di gheppio,  tre-quattro coppie di poiana, una-due coppie di falco pecchiaiolo, due coppie di sparviere, e due di pellegrino.
Il Vesuvio in  1 giorno:  Gran Cono ed Osservatorio vesuviano.
Il Vesuvio in  3 giorni:  Ercolano, Gran Cono, Osservatorio vesuviano, Pompei.

Arte e archeologia: Ercolano, Oplontis, Pompe, Reggia di Portici, Villa Campolieto,Villa Favorita.

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