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Museo Regionale Itinerario della memoria e della pace “Giovanni Palatucci”


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L’istituzione del museo regionale Itinerario della memoria e della pace “Giovanni Palatucci” è legata alla triste vicenda che la cittadina salernitana ha vissuto durante la seconda guerra mondiale quando, in seguito alle leggi razziali, si decide di adibirvi il più grande dei centri di internamento italiani per Ebrei. In questo contesto storico si innesta la figura di Giovanni Palatucci, funzionario dell’ufficio stranieri della Questura di Fiume che, d’intesa con lo zio vescovo di Campagna, Giuseppe Maria Palatucci, riesce a salvare da morte sicura migliaia di ebrei internandoli a Campagna. Scoperto dalla GESTAPO, il 13 settembre 1944 Palatucci viene arrestato e trasferito nel campo di sterminio di Dachau dove trova la morte “a pochi giorni dalla Liberazione. Nel 1990 lo Stato di Israele lo ha riconosciuto “Giusto tra le Nazioni”, nel 1995 gli è stata conferita la Medaglia d’Oro al Merito Civile “alla memoria” da parte del Presidente della Repubblica e negli ultimi anni la Chiesa Cattolica ne ha avviato il processo di beatificazione.

Tipo proprietà: Comune di Campagna
Riconoscimento Regionale: sì

Ente competente: Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici per le province di Salerno e Avellino

Nel Museo “Itinerario della Memoria e della Pace” è possibile ripercorrere l’operato di Giovanni Palatucci e dello zio vescovo, evidenziando l’immensa umanità con la quale l’intera comunità di Campagna ha contribuito ad alleviare le sofferenze dei tanti profughi internati.

L’itinerario della Memoria e della Pace, realizzato all’interno del Complesso Monumentale di San Bartolomeo, si snoda lungo una mostra permanente di pannelli fotografici che ripercorrono l’intera storia con documenti e immagini della Shoah.

Il complesso monumentale di S. Bartolomeo è il perno intorno al quale ruota l’intero percorso denominato “Itinerario della Memoria e della Pace”.

L’intero percorso museale si focalizza sulla vicenda temporale degli Ebrei; la lacerazione della guerra richiama quella del terremoto del 1980 e gli elementi litici rappresentano i muti testimoni della “Città scomparsa” che accoglie il visitatore all’ingresso del museo, dopo che questi ha percorso l’itinerario che lo porta attraverso i vicoli del centro storico e attraverso l’erta salita di S. Bartolomeo.

Un bookshop sarà efficace veicolo di materiale informativo e didattico dei visitatori, mentre un punto di ristoro potrà essere anche momento di un pausa e di una riflessione sul delicato argomento trattato. L’itinerario della Memoria e della Pace si compone, inoltre, di una nuova sala emozionale che racconta, attraverso il montaggio di video e di fotografie, il percorso dei deportati dalle loro città di origine al campo d’internamento di Campagna.

Giovanni Palatucci e gli Ebrei a Campagna

Giovanni Palatucci nasce a Montella (Av) il 31 maggio 1909. Importante è nella sua formazione l’autorevolezza morale e culturale degli zii Antonio e Alfonso e dello zio Giuseppe Maria Palatucci, Vescovo di Campagna. Partecipa al concorso per funzionari di Polizia e viene inviato a Genova come vice-commissario. Dal 1937 è assegnato all’ufficio stranieri della Questura di Fiume, incarico che lo mette a contatto diretto con una realtà di rara umanità ed in particolare con la condizione degli Ebrei. Nello svolgimento del suo lavoro salva migliaia di ebrei a rischio della propria vita, fornendo loro permessi speciali, attuando azioni di depistaggio e favorendo la fuga all’estero e l’instradamento nei centri italiani meno esposti alle leggi razziali; è affidando alla protezione dello zio vescovo di Campagna, Giuseppe Maria Palatucci, che riesce a salvare molti Ebrei internandoli nel campo di concentramento della cittadina, rendendosi conto che quel campo, pur con tutti i disagi dell’internamento, offre un rifugio agli ebrei assai più sicuro delle terre jugoslave e, d’intesa con lo zio Vescovo, mette in opera ogni stratagemma per trasferire là i profughi minacciati da immediati pericoli. Arrestato e tradotto nel campo di sterminio di Dachau, trova la morte “a pochi giorni dalla Liberazione e a soli 36 anni, ucciso dalle sevizie e dalle privazioni o – come anche fu detto – da raffiche di mitra”. A Campagna, oltre all’intitolazione di una piazza e di una scuola, è stato inaugurato il “Centro Studi Giovanni Palatucci” che comprende il Museo “Itinerario della Memoria e della Pace” sito nel complesso dell’ex-convento di San Bartolomeo.

Apertura

Giorni di apertura: Lunedì,Martedì,Mercoledì,Giovedì,Venerdì,Sabato,Domenica
Orario di apertura: dal lunedì al venerdì : 8.30 – 13.30; sabato e domenica dalle 09,30 alle 11.30 (su prenotazione)

Collezioni

  • Denominazione: Documenti e immagini della Shoah.

Descrizione: Il deambulatorio centrale del primo piano raccoglie tutti i documenti, in originale e/o in copia dell’Ultimo Questore di Fiume, la corrispondenza con lo zio vescovo, gli atti pubblici del campo di internamento, le foto.

Nella “Sala degli Internati” è stata riproposta l’ambientazione di una tipica stanza con gli arredi originali, le suppellettili e le foto d’epoca.

Nella “Sala Sinagoga” è stata riproposta l’ambientazione di un luogo per il culto presente nel campo.

Nella “Sala della didattica” i pannelli didascalici ed un’onda centrale raccontano la storia dei campi di internamento in Italia e in particolare in quello di S. Bartolomeo.

La “Sala della Shoah” racconta con immagini l’orrore nazista in Europa, con la crudezza di un reportage, quasi in antitesi alla condizione degli Ebrei nel Campo di S. Bartolomeo.

La “Sala emozionale” allestita a piano terra, di fronte all’ingresso principale, è stata intitolata al vescovo di Campagna Mons. Giuseppe Maria Palatucci, e racconta in 4 tappe la vicenda degli internati: 1- l’arresto, la deportazione, i luoghi di provenienza, il ruolo di Giovanni Palatucci e dello zio Vescovo Giuseppe Maria Palatucci nello smistamento degli Ebrei da Fiume a Campagna; 2- il viaggio, le sensazioni, l’incertezza e l’attesa; 3- l’arrivo a Campagna, la vita nel campo di internamento, la convivenza con la popolazione locale, lo zio Vescovo di Campagna; 4- l’arrivo della guerra con lo sbarco alleato, la fuga e la fine dell’internamento, la tragica fine di Giovanni Palatucci.

La “Sala della Fuga” conclude il percorso della memoria nel luogo ove gli internati furono fatti fuggire, attraverso le montagne, dopo la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943, quando sembrò certo che niente potesse fermare la furia nazista dopo il grande tradimento degli Italiani. Il cartello, che all’epoca venne fatto trovare nel campo, campeggerà all’interno della sala a testimonianza perenne del coraggio dei responsabili del campo: Ebrei trasferiti, Destinazione ignota. La Sala Donna e Shoah, progetto realizzato dal Liceo – Psicopedagogico “T.Confalonieri” di Campagna. La “Sala polifunzionale” servirà per convegni sul tema ma anche per incontri culturali.

Come arrivare

In Auto: Autostrada SA/RC A3
In Treno: Stazione di Eboli
In Autobus: Autolinee SITA
In Aereo: Napoli Capodichino

Note: Il museo è collocato alla fine del centro storico, accanto alla Chiesa di S. Bartolomeo.

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