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Museo Diocesano “SAN MATTEO” a Salerno


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  • Inserito in Itinerari, Musei
  • L.go del Plebiscito, 12 84121 SALERNO
  • 089239126
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Il Palazzo

Nel cuore del centro storico, il Museo Diocesano San Matteo a poca distanza dalla Cattedrale e dalla Curia arcivescovile, si trova l’antico edificio che fino agli anni Ottanta del Novecento fu sede del Seminario dell’Arcidiocesi di Salerno – Campagna – Acerno.

Il seminario fu fondato dall’Arcivescovo Gaspare Cervantes a seguito delle prescrizioni dettate dal Concilio di Trento il 15 luglio 1563.
Il luogo prescelto per la realizzazione dell’edificio fu individuato a nord della Cattedrale, ma la sua costruzione avvenne in maniera disorganica, con numerose ristrutturazioni ed interventi di adeguamento. Nel 1832 l’ Arcivescovo Lupoli fece sopraelevare il secondo piano e rifare l’intera facciata, che assunse allora l’attuale fisionomia neoclassica.

Pienamente recuperato dopo una decennale campagna di lavori di restauro condotta a seguito del terremoto del 1980, oggi l’edificio è sede del museo, della biblioteca e dell’archivio diocesani. Al piano terra, gestiti dalla Soprintendenza, si trovano i depositi di opere d’arte, il laboratorio di restauro, la sala didattica e la sala per conferenze.

La collezione

La raccolta museale fu individuata negli anni Trenta del Novecento da Mons. Arturo Capone, il quale, volle riunire in una collezione da esporre al pubblico alcune opere d’arte di particolare significato storico ed artistico di proprietà della Cattedrale dedicata a San Matteo, voluta dal normanno Roberto il Guiscardo, e dall’Arcivescovo Alfano e consacrata nel 1084 dal Papa Gregorio VII’. A queste nel tempo si aggiunsero beni che appartenevano a chiese della Diocesi e altri pervenuti grazie ad acquisti e donazioni.

Il museo fu istituito nel 1935: le opere furono esposte in due piccole sale situate nell’edificio a ridosso della navata sinistra del Duomo, cui si aggiunsero in seguito altri ambienti che resero più spaziosa e fruibile l’esposizione.

Dal 1990 la raccolta museale ha trovato più idonea collocazione nel restaurato edificio, un tempo sede del Seminario.
Il Museo conserva una ricca collezione di opere d’arte che rappresentano una significativa selezione della cultura figurativa dell’Italia meridionale dall’XI al XVIII secolo.

Di particolare rilievo sono le testimonianze dell’arte medioevale che caratterizzò il territorio salernitano, al centro di stimolanti scambi culturali e commerciali tra Oriente e Occidente.

Tra queste è il ciclo degli avori, che costituisce la più completa raccolta del Medioevo cristiano esistente al mondo, risalente all’ XI-XII secolo, proveniente dalla cattedrale di Salerno.

Nel museo si conserva anche la rara e preziosa testimonianza dell’Exultet, costituito da fogli pergamenacei miniati, risalenti agli inizi del XIII secolo, che illustravano la preghiera che veniva recitata durante i riti del sabato santo.

Allo stesso periodo è attribuita una croce dipinta proveniente dalla chiesa di S.Benedetto, che, pur notevolmente danneggiata da un incendio, lascia ben individuare i collegamenti alla tradizione orientale – bizantina del Cristo vivo sulla croce.

Al XIV secolo appartengono la Crocifissione di Roberto d’Oderisio, il più importante tra i giotteschi napoletani, e la Pietà dei Santi Crispino e Crispiniano, databile agli ultimi decenni del XIV secolo, carica di suggestioni senesi ed avignonesi (foto 13).

Alla seconda metà del XV secolo è riferibile la famosa Incoronazione della Vergine di Eboli.
Molto interessante è anche il San Michele Arcangelo della chiesa di San Pietro in Vinculis, opera del veronese Cristoforo Scacco. Del suo esempio risentono le opere del salernitano Vincenzo de Rogata e del Maestro dei Polittici Francescani.

Il secolo XVI molto ben rappresentato dalla Natività di Cesare da Sesto e da alcune opere di Andrea Sabatini da Salerno,fra cui la Pietà, ed il polittico con la Madonna con Bambino e Santi. Il pittore salernitano è considerato il più significativo seguace della maniera pittorica di Raffaello in Italia meridionale.

La sala del seicento presenta numerosi dipinti di autori formatisi alla scuola del Caravaggio e dei suoi seguaci, tra i quali di grande impatto sono la Giuditta, attribuita a Francesco Guarini, il S.Pietro e il San Girolamo di scuola riberesca, la Madonna della Rosa di Massimo Stanzione e i grandi dipinti di G.B. Beinaschi con Il martirio di Sant’Erasmo e Mosè che fa sgorgare l’acqua dalla roccia.

Il gusto della committenza nella scelta dei soggetti da raffigurare in opere concepite per il decoro di cappelle e di ricche dimore era orientato verso i protagonisti delle storie del Vecchio e del Nuovo Testamento: i patriarchi, le eroine, i profeti, i condottieri, modelli spesso desunti da opere di famosi artisti italiani e stranieri assai richiesti nella capitale del Regno.

Non fa eccezione l’ insieme delle opere frutto della munificenza dei due donatori, che ha consentito alla città di Salerno di partecipare, anche se in tono minore, alla temperie artistica animata nella Napoli del Seicento da grandi innovatori quali Caravaggio, Massimo Stanzione, Mattia Preti, Luca Giordano.

Orario di apertu: 8.30 – 19.30
Giorno di chiusura:  mercoledì

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